Segre:sindaco Pescara, su questo tema no a slogan di partito

'Respingo provocazioni, mie parole strumentalizzate'

(ANSA) - PESCARA, 8 NOV - "Respingo ogni provocazione e ogni bassa insinuazione su un tema che richiama alla memoria le atrocità del passato e le intolleranze del presente, che si combattono con la diffusione della cultura e non con slogan di partito e proclami che non sono né premesse né conseguenze di atti concreti". Lo afferma, a proposito della polemica sulla proposta di cittadinanza onoraria a Liliana Segre, il sindaco di Pescara, Carlo Masci, il quale, intervistato dai cronisti, legge un comunicato perché "le mie parole sono state strumentalizzate in modo vergognoso" e "preferisco leggere un comunicato dato che ogni parola ha un peso".
    "Da sindaco di Pescara - dice - sarei onorato e fiero di annoverare come concittadina una personalità come Liliana Segre, ma allo stesso tempo non posso non rilevare che​tale concessione deve consolidare un legame preesistente e non può calare dalla rutilante iniziativa estemporanea di una consigliera comunale".
    "La vicenda della senatrice Liliana Segre, testimone vivente dell'orrore della Shoah e dei rigurgiti di antisemitismo via web - aggiunge - è una cosa troppo seria per farne oggetto di una sterile e soprattutto strumentale polemica politica. E appunto per questo trovo degno del teatro dell'assurdo e indegno della coscienza civile alimentare un dibattito su un argomento sul quale tutti siamo e dobbiamo essere d'accordo. La proposta di concedere la cittadinanza onoraria di Pescara alla senatrice Liliana Segre non può e non deve essere lanciata sul tavolo di discussione per motivi puramente politico-emozionali, sminuendo il suo ruolo e svilendo il concetto stesso di cittadinanza onoraria". (ANSA).
   

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