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Procida, esperti a convegno: 'manifesto' sulle cure del cancro

"Linee-guida valide anche per la politica. Mai abbassare la guardia"

(ANSA) - PROCIDA (NAPOLI), 21 MAG - Dai progressi dell'immunoterapia alle nuove tecniche diagnostiche: a Procida scienziati, ricercatori e specialisti si sono riuniti per discutere degli sviluppi nelle cure del cancro concludendo i loro lavori con un 'manifesto' che, affermano, "rappresenta una sorta di linea-guida valida anche per l'autorità politica, chiamata a tenere il passo di uno sforzo del mondo medico davvero imponente". "Non abbassiamo la guardia sul cancro", è il messaggio. Nel "Manifesto di Procida" la premessa è che "in Italia ogni giorno vengono diagnosticati più di mille novi casi di cancro" e che fortunatamente, "più della metà può essere guarito con le cure attualmente disponibili". Nel nostro Paese, "oltre 3 milioni e mezzo di persone hanno ricevuto diagnosi di cancro: a queste il nostro servizio sanitario deve offrire cure innovative e appropriate o anche solo controlli periodici". A questo riguardo nel Manifesto si sottolinea che "le terapie più moderne e personalizzate (soprattutto le cosiddette terapie a bersaglio molecolare e l'immunoterapia) garantiscono la guarigione in molti casi e la cronicizzazione della malattia in altri". Riguardo ai farmaci, "questi debbono essere somministrati in contesti organizzativi che garantiscano sicurezza e qualità. Non si può prescindere da personale, né da un approccio multidisciplinare: è quello che avviene oggi e che va mantenuto".
    Tutto ciò, affermano gli esperti, "ha costi sempre maggiori cui occorrerà fare fronte: e non si tratta solamente dei farmaci antitumorali. Esami diagnostici ripetuti, cure palliative, ricoveri intercorrenti eccetera, comportano un grande bisogno impegno di risorse per l'oncologia". Secondo gli estensori del Manifesto di Procida, "parte del percorso di cura dei pazienti oncologici può essere sul territorio (prevenzione, cure palliative, terapie di supporto e dei sintomi, follow-up): a domicilio, nelle case e negli ospedali di comunità previsti dal Pnrr". Fondamentale, infine, resta la Ricerca che deve continuare "sfruttando anche le risorse della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale" e che deve "riguardare anche l'impatto dei nuovi modelli organizzativi e lo studio dei nuovi bisogni assistenziali". (ANSA).
   

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