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Audizione su cure ed esenzioni malati oncologici

In Consiglio regionale. Anche tetti di spesa mensili

(ANSA) - NAPOLI, 23 GIU - La V Commissione del Consiglio regionale della Campania, presieduta da Vincenzo Alaia (IV), e la VI Commissione consiliare permanente, presieduta da Bruna Fiola (Pd), hanno tenuto un'audizione sul ripristino della tempestività delle cure e delle esenzioni per malati cronici ed oncologici Hanno preso parte all'audizione, tra gli altri, il Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Gennaro Oliviero, l'Assessore regionale al Bilancio, Ettore Cinque, il consigliere Francesco Emilio Borrelli (Europa Verde), la consigliera Maria Muscarà (gruppo misto), la Vice presidente Loredana Raia (Pd), la consigliera Maria Luigia Iodice (Noi di Centro-Noi Campani), la capogruppo di FI Annarita Patriarca, il Direttore Regionale per la Tutela della Salute, Antonio Postiglione, Manuela Dell'Unto, firmataria della petizione "Malati oncologici e cronici", Margherita Gargiulo dell'associazione aBRCAdabra, Fabrizio Capuano di Favo Campania.
    "L'obiettivo di questa audizione è quello di fare chiarezza sulle problematiche relative al ripristino della tempestività delle cure e delle esenzioni per malati cronici ed oncologici e sugli effetti della delibera di giunta che ha introdotto i tetti di spesa mensile di struttura al fine di garantire pienamente l'accesso alle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini. Su questo tema, la delibera di giunta ha fatto un ottimo lavoro ma ci sono delle discordanze rispetto a quanto avviene sui territori, per questo chiediamo che i direttori presentino dei report in Commissione per aggiornarci sulla evoluzione della problematica"- ha spiegato Alaia.
    "Questa riunione è molto utile perché la Regione sta svolgendo un lavoro molto importante di riorganizzazione sanitaria, ma esso va accompagnato con il monitoraggio e con il controllo degli effetti che essa determina sul piano della cura degli ammalati e dell'accesso dei cittadini alle prestazioni del servizio sanitario regionale" - ha evidenziato Oliviero - per il quale "affrontiamo una problematica per la quale non basta il profilo tecnico ma occorre un approccio politico che consenta di rispondere davvero alle esigenze di salute dei cittadini. E' chiaro che stiamo attraversando una delicata fase transitoria - ha continuato Oliviero - , che va gestita e governata, a salvaguardia della salute dei cittadini; in particolare, quando si parla di analisi cliniche ed esami di specialistica ambulatoriale presso le strutture pubbliche, bisogna tenere presente la nostra realtà, ovvero che esse non sono mai state aperte all'esterno ed hanno anche problematiche di carenza di personale. Quindi - ha concluso Oliviero - va trovata una soluzione con urgenza per sostenere l'azione dell'amministrazione e garantire la cura, la salute e la vita dei cittadini".
    "Condivido quanto detto dal Presidente Oliviero - ha sottolineato Fiola - perché si può approvare la migliore delibera, sul piano tecnico, ma se essa determina come effetto l'impossibilità di accedere alle prestazioni sanitarie, ciò significa che bisogna correggere il tiro e farlo in fretta per garantire il pieno funzionamento della rete oncologica e la piena presa in carico dei malati. Inoltre, se gli indirizzi politici-amministrativi dettati dalla giunta regionale devono essere attuati dai direttori generali, l'operato di questi ultimi deve essere rispondente agli obiettivi fissati e vanno anche valutati in base al raggiungimento o meno di essi" - ha sottolineato Fiola.
    "Fino alla delibera regionale n.599 del 28 dicembre 2021, nonostante fossi stata colpita da un tumore, mi sentivo fortunata ad essere curata in Campania e in Italia, perché gli esami e le cure erano tempestivi e mi sentivo abbracciata dalla nostra sanità, dopo l'approvazione di questa delibera il peso drammatico della malattia si è moltiplicato a causa della impossibilità di accedere agli esami, come la tac e la pet, in assistenza diretta, che sono fondamentali per la prevenzione e per la cura del cancro" - ha spiegato Dell'Unto.
    "Le problematiche dei pazienti fragili, cronici, oncologici, sono al centro dell'attenzione di questo governo regionale - ha detto Cinque - e siamo qui perché ci mettiamo la faccia e per spiegare ciò che la Regione sta facendo per migliorare il sistema sanitario in Campania. Il vero problema è che il paziente oncologico non deve risolvere da solo i propri problemi presso il privato accreditato, ma deve essere preso in carico da una struttura pubblica, la quale deve provvedere a tutto ciò che serve per la sua cura - ha sottolineato Cinque - ;la delibera n.
    599, integrata e sostituita dalla delibera n.215 di inizio maggio, con la quale sono stati aggiunti ulteriori 33 milioni di euro per la specialistica presso il privato accreditato e corsie preferenziali per i malati oncologici. Ogni anno la Regione spende 560 milioni di euro per i contratti con i privati per la specialistica ambulatoriale - ha proseguito Cinque -, noi siamo la terza regione d'Italia che spende di più per il privato accreditato, molto forte e molto attivo, con il quale, da anni, davano tetti di branca per la laboratoristica, per la radiodiagnostica, etc, a cui tutti attingevano, questo meccanismo creava la corsa da parte dei privati ad erogare prestazioni e il budget cominciava ad esaurirsi ad ottobre, poi ancora prima a settembre, poi addirittura a luglio. Con la delibera n. 599, i 560 milioni originari sono stati confermati, anzi, ne abbiamo aggiunti ulteriori 33, ma abbiamo stabilito di dare ad ogni centro il suo budget e lo abbiamo mensilizzato e ne vedremo gli effetti positivi nei prossimi mesi di settembre, ottobre, novembre, dicembre, nei quali i privati continueranno ad erogare le prestazioni, a differenza del passato. Rispetto a cambiamenti così importanti, è naturale che sia necessario un periodo di assestamento per affinare meccanismi operativi" - ha spiegato Cinque.
    "Il vero problema che questa impostazione ha fatto emergere è che le nostre strutture pubbliche devono produrre di più e prendere in carico davvero il paziente - ha evidenziato l'assessore regionale al Bilancio - , in particolare, per quanto riguarda i laboratori di analisi ed, in particolare, le analisi che vengono fatte nei giorni precedenti il ciclo chemioterapico, approveremo in Giunta un provvedimento cosiddetto "day service" della chemioterapia in modo tale che le strutture pubbliche abbiano l'obbligo di erogare tutte le prestazioni legate al trattamento dei tumori".
    "Inoltre - ha proseguito Cinque - per quanto riguarda il Cup unico regionale, che già è attivo per tutte le strutture pubbliche, in esso, a brevissimo, confluiranno le prestazioni del privato accreditato".
    "L'idea della giunta regionale di modificare lo status quo per razionalizzare il sistema e porre fine alle speculazioni economiche sulle spalle dei malati è giusta ma si è fatta un'operazione senza prepararsi all'ondata di ritorno, che è stata pagata dai malati" - ha detto il consigliere Francesco Emilio Borrelli (Europa Verde) -, adesso la realtà è che già dal secondo giorno del mese i tetti di spesa sono esauriti e i malati sono costretti a pagare le prestazioni sanitarie con il paradosso che, prima i tetti di spesa si esaurivano a fine anno; adesso a inizio mese, ma non sono state preparate delle contromisure a tutela dei cittadini. Quindi, o si fa retromarcia, strutturando meglio il sistema o una parziale retromarcia perché oggi tutti i cittadini, oncologici e non, sono costretti a pagare la analisi e gli esami e, quadi sempre, a rinunciare alle cure e alla prevenzione".
    "Quando si fa un cambiamento organizzativo, bisogna utilizzare un percorso che preveda un monitoraggio preventivo della situazione perché la gente non può attendere un esame decisivo per la propria vita - ha aggiunto il consigliere Francesco Picarone (Pd) - , in questa ottica è bene aver responsabilizzato i direttori generali, che hanno il dovere di non sprecare spesa e di raggiungere i migliori obiettivi, quindi, non bisogna fermare i cambiamenti organizzativi, ma non possiamo consentirci che una decisione che deve migliorare la situazione sanitaria, nella fase intermedia, provochi danni alla salute dei cittadini".
    "Non si può correggere il tiro senza avere prima un piano b - ha sottolineato la consigliera Maria Muscarà (gruppo misto) - perché questa delibera di Giunta sta provocando dei danni enormi alla salute dei cittadini che stanno rinunciando alle cure e alle prevenzione perché non hanno i soldi per pagare i costosi esami previsti per la cura e la prevenzione dei tumori. Sono passati otto mesi da quando è stata adottata questa delibera, che ha sconvolto il sistema, adesso bisogna dare una risposta correttiva veramente concreta".
    "Ci deve essere un sistema che prenda totalmente in carico i pazienti oncologici, e, contemporaneamente, bisogna lavorare sul monitoraggio del privato accreditato, sul quale non vanno fatte generalizzazioni, occorre un sistema sanzionatorio, sia per il privato accreditato che per il pubblico, includendo il raggiungimento degli obiettivi da parte dei direttori generali per verificare, anche nel medo termine, se le loro azioni sono davvero performanti e vanno nella direzione indicata dal Presidente De Luca anche nella sua veste di assessore alla sanità. Inoltre, bisogna aggiornare questo tavolo a breve per verificare i progressi in atto e per garantire la piena tutela dei pazienti oncologici e di tutti i cittadini della Campania" - ha detto la Vice presidente Loredana Raia (Pd) - "La problematica dei tetti di spesa mensili investe anche il ruolo dei medici di base, chiamati a mediare tra i pazienti e le problematiche insorte nelle strutture private accreditate, e tale importante funzione va tutelata e valorizzata a tutela dei pazienti" - ha detto la consigliera Maria Luigia Iodice (Noi di Centro-Noi Campani).
    "La verifica della approvazione di un provvedimento si fa ex ante e non ex post - ha evidenziato la capogruppo di FI Annarita Patriarca - così come è accaduto per la delibera 131 sull'autismo, anche con la delibera 599 sui tetti di spesa mensili di struttura, si sono prodotti effetti negativi che andavano previsti ed evitati. Ciò è grave perché impatta non solo sulle cure dei pazienti oncologici, ma anche sulla prevenzione oncologica". (ANSA).
   

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