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Mater-Bi,i 3 studi che confermano la biodegradabilità marina

Test sul sacchetto per frutta e verdura prodotto da Novamont

ROMA ANSAcom

Sono stati tre gli studi scientifici compiuti sul sacchetto in Mater-Bi prodotto da Novamont che hanno dimostrato la biodegradabilità marina della bioplastica di cui è fatto.
Ecco di seguito i tre ambiti di applicazione dei test.

- BIODEGRADABILITA' IN AMBIENTE MARINO. I materiali plastici in Mater-Bi sono stati analizzati applicando dei nuovi test di biodegradazione standardizzati a livello internazionale. I prodotti sono stati saggiati utilizzando la metodologia dello standard UNI EN ISO 19679:2018 (Materie plastiche - Determinazione della biodegradazione aerobica di materiali plastici non fluttuanti nell'interfaccia acqua di mare/sedimento sabbioso - Metodo mediante analisi del diossido di carbonio).
Il metodo prevede l'esposizione dei campioni di plastica ai microorganismi presenti nei sedimenti marini e la misurazione della trasformazione della plastica in anidride carbonica. Le prove eseguite dai ricercatori dei laboratori Novamont, alcune delle quali verificate all'interno del programma pilota della Commissione Europea "Environmental Technology Verification", hanno mostrato che il Mater-Bi esposto a microorganismi marini si comporta in modo simile, per livello e tempistiche, ai materiali cellulosici (come la carta). Il Mater-Bi raggiunge alti livelli di biodegradazione, sostanzialmente uguali a quelli raggiunti dalla carta usata come materiale di riferimento, in un periodo di test inferiore ad un anno. Infine, è stato dimostrato che la velocità di biodegradazione aumenta al diminuire delle dimensioni delle particelle sottoposte a test. Questo significa che il Mater-Bi non rilascia microplastiche persistenti, in quanto biodegradabili completamente nel giro di 20-30 giorni, come richiesto dalle linee guida dell'Ocse.

- DISGREGAZIONE IN AMBIENTE MARINO. Gli esperimenti sono stati condotti da Christian Lott, ricercatore dell'istituto tedesco di biologia marina Hydra Marine Sciences nella base all'Isola d'Elba dell'istituto. La prova ha riguardato i sacchetti compostabili frutta e verdura. In pratica, sedimenti sabbiosi, prelevati da differenti zone costali dell'Elba (Marina di Campo, Portoferraio, Naregno e Fetovaia) sono stati introdotti in acquari con acqua marina in modo da simulare il fondale marino ove i rifiuti tendono naturalmente ad accumularsi. I sacchetti sono stati collocati negli acquari e prelevati a tempi differenti per verificare la disgregazione. L'indagine ha dimostrato che il tempo necessario per una completa sparizione dei sacchetti per frutta e verdura in Mater-Bi si aggira tra meno di quattro mesi a poco più di un anno, a seconda della natura dei fondali presi in considerazione e delle loro caratteristiche chimico-fisiche e biologiche. Nello stesso tempo, campioni di analoghi sacchetti frutta e verdura in PE sono rimasti del tutto integri.

- ECOTOSSICITA'. Lo scopo di queste indagini, condotte da Maria Cristina Fossi e Silvia Casini nel laboratorio Biomarkers e Impatto Plastiche del Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell'Ambiente dell'Università degli Studi di Siena, era quello di valutare una serie di biotest di ecotossicità su tre specie modello di organismi esposti a estratti ("elutriati") di sedimenti marini inoculati con Mater-Bi o con cellulosa. I sedimenti sono stati incubati a 28 gradi centigradi e testati dopo 6 mesi, quando erano visibili chiari segni di degradazione del Mater-Bi e dopo 12 mesi, quando i campioni inoculati erano completamente scomparsi. Gli organismi modello selezionati per lo studio sono le alghe unicellulari (Dunaliella tertiolecta), il riccio di mare (Paracentrotus lividus) e la spigola (Dicentrarchus labrax). Le alghe unicellulari e il riccio di mare sono state utilizzate per indagare eventuali effetti di inibizione della crescita e di embriotossicità, mentre gli esemplari giovanili di spigola sono stati testati per valutare possibili effetti subletali. Gli elutriati di sedimenti inoculati con Mater-Bi per 6 e 12 mesi hanno mostrato assenza di effetti tossici negli organismi modello esposti in questo studio. Il processo di degradazione del Mater-Bi non ha generato e trasferito sostanze tossiche negli elutriati in grado di provocare alterazioni nella crescita delle alghe unicellulari, embriotossicità nel riccio di mare e stress ossidativo o genotossicità nella spigola.

In collaborazione con:
Novamont

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