Traffico di rifiuti verso la Cina, 33 denunciati da Cc Noe

Diecimila tonnellate di materiale plastico

Redazione ANSA BOLOGNA

(ANSA) - BOLOGNA, 13 DIC - Un traffico illecito di rifiuti dall'Italia alla Cina, per un totale di circa diecimila tonnellate di materiale plastico e un fatturato di quasi tre milioni di euro, è stato scoperto dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bologna, coordinati dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e dalla Dda di Bologna. I militari hanno eseguito, in varie province italiane, 33 perquisizioni nei confronti di altrettante sedi aziendali e relativi legali rappresentanti di società operanti a vario titolo nel settore dei rifiuti. Gli indagati sono accusati di traffico illecito di rifiuti e del più grave reato di 'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti'. L'indagine è partita grazie alla collaborazione con l'Agenzia delle Dogane di Parma, che aveva segnalato anomalie portando i militari del Noe a svolgere accertamenti, tra febbraio e marzo 2018, in due società parmigiane del settore. Nel mirino dei controlli erano finite alcune operazioni transfrontaliere finalizzate all'esportazione di rifiuti plastici verso la Cina. Era emerso che le due società di Parma, sprovviste della licenza di esportazione rilasciata dall'amministrazione generale cinese per la supervisione della qualità, ispezione e quarantena (A.Q.S.I.Q.), si erano affidate a una società intermediaria bolognese riconducibile a una cittadina cinese, in possesso dell'autorizzazione necessaria. Nel corso delle indagini è emerso che la società bolognese, grazie alla propria autorizzazione all'esportazione ma senza qualificarsi come detentore dei rifiuti, ha favorito tra il 2016 ed il 2017 ingenti esportazioni di rifiuti plastici di ogni genere provenienti da impianti italiani e diretti ad aziende cinesi verosimilmente dedite ad attività di recupero. Per queste esportazioni, secondo il Noe sono spesso mancati i necessari riscontri sull'effettivo impianto di destinazione, con inevitabile perdita della tracciabilità del rifiuto e quindi della sua reale entità e corretto reimpiego. Le perquisizioni svolte dai militari hanno permesso di acquisire varia documentazione, che sarà analizzata allo scopo anche di ricostruire quantitativi e tipologie di rifiuti al centro del traffico illecito.

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