Finite le scuole dove si va con i ragazzi? Parchi, acquari e musei per gite in famiglia

Mete divertenti ed educative per premi scolastici esperienziali

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Chiudi Rumba Mirabeach teen (ANSA) Rumba Mirabeach teen

Scuola terminata, pagelle nel cassetto, bambini a casa. Oltre i centri estivi, le tate e i nonni, cosa fare insieme ai propri figli nel tempo libero? Le ferie per l’intera famiglia sono ancora lontane ma non mancano le occasioni per gite nei pressi della propria città o a breve distanza per weekend divertenti ed educativi.
Presso parchi acquatici e di divertimento, acquari, musei, fattorie e aziende agricola si susseguono giochi, attività didattiche e laboratori a misura di famiglie. Dalla Valle D’Aosta alla Sicilia, ecco una selezione di dove portare in gita i ragazzi coinvolgendoli in prima persona, magari come premio scolastico.

Le mete più battute con l’arrivo dell’afa estiva e delle temperature record sono i parchi acquatici e dall’Aquafan di Riccione all’Acquaworld di Concorezzo (Milano), dal Caneva World di Lazise (Verona) fino al siciliano Etnaland di Belpasso (Catania), luglio è ricco di nuove attrazioni, incontri didattici, nuovi percorsi, cascate e giochi d’acqua che divertono tutta la famiglia, armandosi di pazienza a causa dell’affollamento e delle probabili file agli ingressi delle vasche e delle aree a tema.
Per acquisire anche competenze ambientali e naturalistiche e orientare i propri figli al rispetto dell’ambiente non mancano i parchi che includono eventi e iniziative di sensibilizzazione sul tema, come il parco divertimenti di Roma Zoomarine, visitato da oltre 600 mila persone all’anno (info www.zoomarine.it ) . Qui luglio attrae teenagers mixando show a cura dei loro beniamini, soprattutto youtubers come ‘Me contro te’ e ‘Matt e Bise’ , insieme ad iniziative di sensibilizzazione sul rispetto della vita animale, dei mari e dell’ecosistema per far comprendere l’importanza della salvaguardia degli habitat delle specie in natura, anche adottando una politica plastic-free per tutta l’area (niente cannucce e bicchieri solo di plastica riciclata).

Al rinomato Mirabilandia di Ravenna (www.mirabilandia.it) luglio si arricchisce di feste, musica dal vivo e dj set, giornate a tema, performance, giochi e concerti. Tutte occasioni che coinvolgono bambini, ragazzi e gli stessi genitori. Sabato 6 luglio infatti è prevista una serata di ballo con i ritmi anni ’50 che piacerà ai più grandi, mentre il 13 e il 14 luglio sono previste feste ispirate ai ballerini argentini di Kally’s Mashup, famosa serie tv sudamericana per ragazzi. Nella area del parco maestri di danza insegneranno a bambini ed adolescenti a ricreare le coreografie della serie. Le ragazzine potranno farsi truccare nell’aera make-up in stile Kally e partecipare ad un contest online sui canali social ufficiali della serie. A fine luglio, in occasione dei 27 anni dello stesso parco divertimenti, si svolgerà inoltre una tappa del tour dell’ Holi Dance Festival, un mega party con deejay dal vivo fra i più rinomati. Da fine maggio ha anche riaperto i battenti il parco acquatico in stile caraibico del gruppo Mirabilandia, il Mirabeach, dove non mancano attività, mega piscine e giochi d’acqua per piccoli, mamme e papà.

Fra le gite estive da fare in famiglia anche l’Acquario di Genova, il più grande d’Europa, dove non mancano le iniziative per incuriosire e stimolare bambini e genitori sui temi della cura dell’ambiente e dell’ecosistema (info su www.acquariodigenova.it).

Oltre a piscine e parchi didattici a tema, in tutta la penisola si possono organizzare gite a musei o pomeriggi in libreria con i propri figli, scegliendo i luoghi che hanno nuovi programmi per l’estate. Fra questi spicca il Museo egizio di Torino che per luglio propone visite guidate e laboratori (meglio prenotare in anticipo, infuso www.museoegizio.it) per bambini e ragazzi. Si va da ‘formule magiche, storie e incantesimi sulle sponde del Nilo(6 e 7 luglio) a ‘L’antico sapere dei faraoni’ (13 e 14 luglio), oppure ’Una fame da Oltretomba (20, 21 luglio). Il museo prevede inoltre un perfetto ‘Family Tour’ che strega i piccoli e non li annoia, supportando così i genitori a godersi i percorsi. Sono infatti state messe a punto App, guide e mappe per precorsi guidati e divertenti che vengono consegnati ai piccoli all’ingresso.

Anche una gita in fattoria, nelle cascine e nelle aziende agricole può divenire occasione di divertimento in famiglia e di apprendimento e sensibilizzazione dei figli, oltre che occasione per scappare dalle città afose e rilassarsi in campagna. In tutta la penisola sono presenti le fattorie didattiche, dotate di laboratori su cibo, alimentazione, orticoltura, apicoltura e osservazione della vita degli animali dell’aia e degli allevamenti.
Nei pressi di Milano, presso l’azienda agricola VivaiNatura, si prenotano corsi di orticoltura, apicoltura e avvicinamento a pony e asinelli (info su www.vivainatura.it) . I primi di luglio alle porte di Padova si svolgerà invece il Festival della cucina veneta, a cura di Confagricoltura, dove i bambini potranno partecipare a laboratori didattici sul cibo, alimentazione e agricoltura ‘Dal seme alla pianta’ con il coinvolgimento delle fattorie didattiche del territorio (info su www.festivalcucinaveneta.it).

 

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L'uomo Armani sexy e coraggioso, osa il gilet

Sfilata 'wow' a Palazzo Orsini, tra gli ospiti Samuel L. Jackson

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Chiudi Milan Fashion Week: Spring Summer 2020 Men's collections; Armani (ANSA) Milan Fashion Week: Spring Summer 2020 Men's collections; Armani

 Che la sfilata non sia una delle tante lo si capisce da subito, entrando in via Borgonuovo, chiusa al traffico e piena di curiosi, in attesa degli ospiti di Giorgio Armani. E dopo selfie e sorrisi con l'attore di culto Samuel L. Jackson, e le star delle serie tv Richard Madden (il Robb Starck del Trono di Spade) e Alexander Skarsgard (il marito violento di Nicole Kidman in Big Little Lies), ecco la sorpresa: il cortile di palazzo Orsini, sede dell'alta moda della maison, addobbato con oltre 1000 piante in un allestimento costato tre giorni di lavoro che garantisce un ulteriore effetto 'wow' allo show. E poi la collezione: "Abbiamo osato qualcosa" aveva premesso con aria sorniona Giorgio Armani poco prima di mandare in passerella la collezione che porta il suo nome, quella di cui forse più va fiero. "Giorgio Armani è il lusso e in questo - ha detto - abbiamo concorrenti non sempre all'altezza". Muovendosi in un campo così delicato, non è facile apportare variazioni che parlino di qualcosa di nuovo, ma come sempre in casa Armani è tutta questione di equilibrio. E in questa chiave si può osare persino l'impensato: immaginare un uomo "coraggioso e molto sexy", uno che non ha paura ad andare in giro con il gilet portato sulla pelle nuda e i muscoli guizzanti, con i pantaloni morbidi come se fossero una taglia in più, perché in fondo è estate e ci si può concedere qualche cosa in più. Partiamo da qui, dal gilet, per raccontare quest'uomo che - Armani è stato di parola - è "tutt'altro che noioso". Mai sopra le righe, ci mancherebbe altro, però con un coraggio nuovo, che nasce da un'innata eleganza, quella con cui si apre la passerella: un abito color caffè, con il gilet e la camicia azzurra, che richiama subito alla memoria una vecchia foto di Luchino Visconti. Si parte da lì, dal rigore fatto di pulizia di linee e di colori, per andare lontano: i toni sono inequivocabilmente armaniani anche quando non nascono tali, perché vengono filtrati - ha spiegato lui - da una cortina grigia che si interpone tra la luce e i tessuti. E' con questa logica che si arriva alle nuove fantasie, geometriche e di impatto, delle giacche in jacquard di seta con collo alla coreana e delle camicie 'extra', fluide ed oversize, che ondeggiano intorno al corpo. C'è una certa aria orientale nelle nuove giacche, accostate al corpo, con l'allacciatura alla coreana o con il nuovo revers, portate insieme ai pantaloni fluidi, spesso fermati alla caviglia da un polsino come quello delle camicie. E poi i bellissimi completi in tessuti stropicciati, o lievemente cangianti, messi con il solo gilet o anche con la camicia, alternati ad alcune delle proposte donna presentate a Tokyo, in un evento esclusivo come è il palazzo dove è andata in scena stasera la collezione uomo, una tra le più prestigiose dimore nobiliari milanesi. E dire che Armani non era tanto convinto del cambiamento: "Sento dire che sfilare sempre nella stessa sede annoia e pensate - aveva detto prima della sfilata - che ho speso miliardi per il teatro, ma mi dicono che dovevo fare qualcosa di diverso dall'Emporio, trovo ridicolo che il problema sia dove sfilare, ma chi viene da lontano oggi può ammirare uno dei più bei palazzi del Settecento milanese". E l'effetto è tutto riassunto nel lunghissimo applauso degli oltre 300 ospiti, che si sono alzati in piedi alla fine della sfilata, che ha chiuso Milano Moda Uomo

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LaSabri ai ragazzi: "lotta all'anoressia con un inno alla pasta"

Webstar lancia messaggio con stile ironico e parodia della Vasca di Britti

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Chiudi La youtuber LaSabri (Sabrina Cereseto) (ANSA) La youtuber LaSabri (Sabrina Cereseto)

Si intitola «La Pasta», ed è la canzone pubblicata su YouTube da LaSabri – la creator più amata del web, con oltre 3 milioni di follower – in occasione del proprio compleanno. Il brano, parodia della celebre «La Vasca» di Alex Britti, è un gioioso inno al cibo realizzato in collaborazione con i propri giovani fan e con altre star del web come Sasha Burci dei Mates. Ma dietro ai toni allegri della canzone si nasconde un messaggio molto importante: la lotta all’anoressia e a tutti i disturbi dell’alimentazione.

Secondo il Ministero della Salute, infatti, in Italia sono più di 3 milioni le persone affette da disturbi alimentari, in particolare le donne – nel 96% dei casi – e i giovani in età adolescenziale. Questo è proprio il profilo del pubblico de LaSabri, che per l’occasione ha voluto portare l’attenzione sul tema con lo stile ironico che l’ha resa celebre sul web. Il video – pubblicato domenica 16 giugno e finito subito nelle tendenze di YouTube – è stato presentato così dalla creator di Web Stars Channel: «Oggi il mio compleanno lo festeggio così! ‘La Pasta’, un inno al cibo, per farvi capire che i problemi non si combattono smettendo di mangiare! Il cibo è vita ed è anche super buono. MANGIATE CHE È IMPORTANTE!». Non è la prima volta che LaSabri mostra la propria sensibilità nei confronti dei problemi dei più giovani: già nel 2017 lanciò la campagna #cyberesistance contro il cyberbullismo, divenendone l’ambasciatrice.

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Rinasce il marchio Vuarnet, costumi che proteggono dai raggi del sole

Collaborazione tra azienda piemontese e marchio sportivo, abbigliamento ispirato agli anni '80

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Una collaborazione tra Carmagnola (Torino) e la Francia per far rivivere un marchio sportivo che ha fatto la storia dell'abbigliamento da sci. L'azienda piemontese Offer Srl, nata negli anni '80, ha presentato la Spring Summer 2020 di Vuarnet, marchio di occhiali francese, a 'Pitti immagine', evento centrale per la moda italiana. A Firenze approda la nuova collezione: felpe, pantaloni tecnici, costumi elasticizzati da uomo che proteggono il corpo dai raggi del sole. E abbigliamento ispirato allo spirito del surf degli anni '80 del marchio, con forme vintage e colori pop. "Abbiamo deciso di puntare anche sulla collezione estiva - ha precisato Marco Formato, direttore commerciali della Offer S.r.l. -, una nuova scommessa per tutti noi: con la linea Legend siamo tornati indietro nel tempo ispirandoci agli anni '80\'90 quando Vuarnet era molto popolare sulle spiagge Californiane degli Stati Uniti. Il Pitti è una nuova scommessa sia per la nostra azienda che per il marchio".

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Addio a Gloria Vanderbilt, icona di stile e artista

L'artista, autrice e attrice americana è morta all'età di 95 anni

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Chiudi Anderson Cooper e Gloria Vanderbilt (ANSA) Anderson Cooper e Gloria Vanderbilt

 Gloria Laura Vanderbilt è morta all'età di 95 anni a New York, stroncata da un cancro allo stomaco. A dare la notizia il figlio Anderson Cooper, tra gli anchor di punta della Cnn. "Gloria Vanderbilt - ha detto Cooper - era una donna straordinaria che amava la vita e la viveva a modo suo. Era una pittrice, una scrittrice, una stilista, ma anche una madre, moglie e amica straordinaria". Una vita vissuta a modo suo sotto tutti gli aspetti. Sotto i riflettori sin dalla nascita perché erede della fortuna dei Vanderbilt, famiglia che costruì la sua ricchezza realizzando ferrovie, Gloria rimase orfana di padre quando aveva poco più di un anno. Negli anni '30, quando aveva solo sei anni, fu protagonista di un processo per la sua custodia: a contendersela erano la madre Gloria Morgan Vanderbilt e la zia paterna Gertrude Vanderbilt Whitney. In ballo, insieme a Gloria bambina, c'era anche il patrimonio lasciatole dal padre Reginald Claypoole Vanderbilt e che avrebbe ereditato una volta compiuta la maggior età. La battaglia fu vinta dalla zia e la bambina fu strappata alla madre. Classe 1924, crescendo Gloria divenne una fanciulla bellissima. Occhi a mandorla e labbra carnose nonché un fisico perfetto la resero adatta a posare per la principali riviste di moda. Innamorata della vita e anche ribelle, si sposò per la prima volta nel 1941 a soli 17 anni contro il volere della zia. Il primo marito fu l'agente di Hollywood Pat DiCicco. Divorziò da lui nel 1945 per poi sposare subito dopo il direttore d'orchestra Leopold Stokowski che all'epoca aveva 63 anni. "Lo conoscevo da una settimana e ci sposammo tre settimane dopo", disse lei stessa durante un'intervista con Cooper. Da lui ebbe due figli e allo stesso tempo cominciò a perseguire anche la carriera artistica. Il matrimonio durò dieci anni fino al 1955 e dopo il divorzio nel 1956 sposò il regista e produttore Sidney Lumet, negli anni successivi si dedicò alla moda e tra le altre cose creò una linea di jeans usando il suo nome come logo. La linea ebbe un successo strepitoso. I jeans erano più stretti di quelli che si usavano all'epoca. Nel 1963 divorziò di nuovo e si risposò con lo scrittore e attore Wyatt Emory Cooper, probabilmente l'amore della sua vita e padre di Anderson Cooper, e rimase sposata fino alla morte di lui nel 1978. Da Cooper ebbe anche un altro figlio che tuttavia morì suicida nel 1988 a soli 23 anni. Si gettò dalla finestra sotto gli occhi della madre. Eclettica come pochi, la rivista Life la definì la versione al femminile dell'uomo rinascimentale e oltre ad essere modella, designer, artista, la Vanderbilt fu anche scrittrice, con all'attivo due libri più uno co-firmato con il figlio.

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Lavoro a maglia, Italia quinto mercato e i tutorial dilagano

Passione, terapia rilassante, metodo di autoproduzione per i patiti del knitting

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Chiudi collezione Recycle Yarn Collection (ANSA) collezione Recycle Yarn Collection

La knit-mania, la passione per il lavoro a maglia, è sempre più popolare in Italia. Grazie anche eventi come i knit-café che si svolgono in varie città. Ma si incrociano i ferri anche in librerie, bar, ristoranti e parchi. Complice in parte anche la crisi economica, sferruzzare oggi non è solo un passatempo ma anche un modo di autoprodurre capi di abbigliamento. Un'idea del mondo del knitting in Italia viene dai clienti italiani del brand We are knitters, presente in 20 paesi del mondo, che in occasione del lancio della nuova collezione estiva ha presentato i dati del sondaggio. L'Italia è diventata in pochi anni il 5° mercato più importante per il brand, con una crescita del 75% rispetto allo scorso anno e oltre 7.000 ordini (Italia sopravanzata da Stati Uniti, al primo posto, Germania, Francia, e Regno Unito).

“Si percepisce che il knitting in Italia è un hobby tradizionale praticato fin dall'infanzia, ma al tempo stesso si evince che vi sono anche appassionati che lo apprendono in età adulta. Una grande parte di essi sono autodidatti che imparano a lavorare a maglia attraverso tutorial e/o video su YouTube. Le nuove tecnologie hanno chiaramente contribuito all’apprendimento ‘fai da te’", dicono i fondatori María José Marín e Alberto Bravo riguardo all’Italia.

Qui di seguito gli highlights emersi dal sondaggio:

 - il target è femminile, ma la percentuale degli uomini si attesta sul 5%, una realtà significativa se si pensa a come viene vissuto nell’immaginario il knitting;

 · Il 50% del campione afferma di aver imparato a lavorare a maglia da piccolo;

· Il 25% afferma di aver imparato a lavorare a maglia da adolescente;

· Il 25% afferma di aver imparato a lavorare a maglia da adulto;

· La maggioranza (84%) ha un’età compresa tra i 26 e 55 anni, solo il 6% ha meno di 25 anni;

· Il 45 % del campione lavora a maglia più di 3 volte alla settimana;

· Il 68 % dichiara di aver appreso la tecnica da un familiare (il restante da amici o conoscenti);

· Il 62% dichiara di aver imparato grazie a tutorial (buona la percentuale anche per YouTube pari al 41%, mentre una piccola percentuale va alla rete in generale);

· Il 60% degli intervistati dichiara di lavorare a maglia per passione, ma è elevata anche la percentuale di chi lo fa come terapia rilassante (circa il 40%);

· Rimane bassa la percentuale di chi knitta in compagnia (poco più del 10%), mentre in prevalenza (90%) l’appassionato italiano lo fa in solitudine;

· Il luogo preferito per lavorare a maglia rimane la casa (quasi l’85%), ma è discreto e in crescita il dato che investe negozi e bar (15%);

· Il 73% afferma che la soddisfazione personale è il piacere più grande dopo la realizzazione di un capo. Il restante indica il coinvolgimento di un familiare come destinatario del pensiero.

Questa, infine, la graduatoria delle prime città italiane con il maggior numero di clienti di We Are Knitters: al primo posto Milano; seguono Genova, Torino, Roma, Trento e Napoli.

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Il viaggiatore di Tod's

Dal mondo biker a quello della vela, 'sfida è innovare'

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Il mondo dei biker ispira la collezione Tod's per la prossima estate, pensata per un viaggiatore di oggi. Icona della proposta la Ride Jacket, il classico biker da motociclista, che diventa una seconda pelle, in nappa ultraleggera, con tasche diagonali e righe tono su tono o in colori accesi.
    Completano la proposta di abbigliamento capi in suede e cotone drill, giacche a vento con grandi tasche, field jacket con bordo in pelle, borse e zaini morbidissimi. Tra le calzature, il modello di punta di stagione è la competition, ispirata al mondo della nautica, mentre l'iconico gommino ha bordature a contrasto e il mocassino diventa morbido come una pantofola, avvolto dalla suola in gomma. "Abbiamo rivoltato le nostre aziende come un calzino - dice Diego Della Valle alla presentazione a Villa Necchi - la sfida di oggi è innovare mantenendo vivo il nostro heritage".(ANSA).
   

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Philipp Plein a tutto rock con i Kiss

Logo della band ricamato su abiti e t-shirt

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Mega show dedicato ai Monsters of Rock per Philipp Plein che, per il suo ritorno a Milano, ha chiamato la band The Entire Universe a esibirsi su un truck customizzato in stile Mad Max. In passerella, inno al rock 'n roll, con una collaborazione con i Kiss, il cui logo ufficiale appare ricamato e applicato su abiti, toppe e t-shirt.
    Gli uomini indossano giacche da motociclista in pitone borchiato, felpe con cappuccio, jeans con patch colorati e scarpe da ginnastica alte. I capi sartoriali sono luccicanti, con motivi metallici e stampe multicolor, con dettagli come borchie e catene d'argento.
    Le donne sono fasciate in abiti metallizzati con spalle oversize e portano giacche da moto, t-shirt rock e tailleur a minigonna. Come accessori, corsetti borchiati, multi-strati di bigiotteria pesante, stivali con la fibbia alla coscia e mesh in maglia metallico.
   

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La saga di Etro dai deserti a Star Wars

Kean, un omaggio al pianeta su cui camminiamo ogni giorno

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Chiudi Etro - Runway - Milan Fashion Week S/S 2020 (ANSA) Etro - Runway - Milan Fashion Week S/S 2020

Per la sfilata di Etro, il Millennium Falcon è atterrato in un garage milanese. Etro dedica la sua nuova collezione uomo a un viaggio che parte dalle galassie di Star Wars per arrivare ai deserti della terra, dipinta al centro della passerella sotto forma di mandala, che viene poi dissolto alla fine dello show "in un omaggio - spiega Kean Etro - al pianeta su cui camminiamo ogni giorno".

"C'è un detto Dakota che dice 'pensa al pianeta come a un tamburo, fallo risuonare'" dice il più esoterico degli stilisti, che nella saga di George Lucas legge riferimenti ai viaggi astrali e alle 'Upanishad'. "Con la meditazione e con il maestro Yoda facciamo un viaggio fuori dalla realtà e fuori dal nostro corpo e da lì - racconta ancora - parte anche questo viaggio'". Una 'desert saga' fatta di nomadismo e riferimenti a mondi lontani, compresi i pianeti dei primi due film del ciclo di George Lucas. Le immagini di Yoda e Luke Skywalker e le locandine dei film 'L'impero colpisce ancora' e 'Guerre stellari', si stampano su T-shirt, felpe e camicie della capsule nata dalla collaborazione con Lucas Film, di cui 12 pezzi saranno in vendita già dal primo luglio.

Se il mondo pop sembra lontano dallo spirito hippy di Etro, in passerella le T-shirt di Guerre Stellari - saga di cui il prossimo capitolo dovrebbe uscire a Natale - si mescolano senza enfasi ai poncho che sembrano le coperte dei nomadi dei deserti, ai soprabiti che ricordano i tappeti berberi, ai monili etnici, ai pantaloni a righe, ai gilet ricamati, ai bomber jacquard, alle camicie in fibra di eucalipto, ai jeans morbidi, alle bluse patchwork di sciarpe d'archivio e alle giacche scintillanti. Non manca una parte più tailoring, rivisitata in stile Etro, con piccoli motivi cravatteria o ricami geometrici.Gran finale sulle note dei Pink Floyd con tutti i modelli in camicia e short che camminano sul mandala, dissolvendolo tra gli applausi.

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Emporio Armani, l'uomo brilla anche in città

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Chiudi Emporio Armani - Runway - Milan Fashion Week (ANSA) Emporio Armani - Runway - Milan Fashion Week

Emporio Armani: non ha pochi elementi di novità la proposta della linea contemporary del brand per la prossima estate. A partire da un luccicore inedito che accende i tessuti delle giacche leggere e degli spolverini: "L'uomo deve brillare, soprattutto - dice Armani - alle Olimpiadi". E poi i colori, con una serie di verdi e arancioni, e il pvc, che si abbina al denim, dilaga negli accessori e riveste i parka, indossati con i pantaloni dalla mano lucida.

L'idea di base è quella di portare il sogno nella quotidianità, in modo leggero e visionario, ma concreto: ed ecco le giacche destrutturate e i pantaloni a palazzo, le camicie con coulisse all'orlo, i completi di camoscio lavato. E gli accessori: le sneakers con suola massiccia, le grandi borse a mezzaluna, i marsupi-obi portati in vita come cinture, le bretelle con moschettoni.

Al termine della sfilata la bandiera dell'Italia e gli atleti di Tokyo 2020, con i capi della linea Ea7 creati per il podio: Armani li vestirà.

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Miss Mondo Italia 2019 abita a Pompei

Eletta a Gallipoli, rappresenterà il Bel Paese a Miss World

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Miss Mondo Italia 2019 è Adele Sammartino, psicologa di 23 anni residente a Pompei, nata a Castellamare di Stabia (Napoli). E' stata eletta il 15 giugno tra 50 concorrenti a Gallipoli, che ospita il concorso da dodici anni. Seconda Katia Riparelli (Veneto), terza Lorenza Di Cesare (Lazio).
    Adele rappresenterà il Bel Paese alla finale di Miss World, il 7 dicembre in Thailandia, tentando di conquistare una corona mai indossata da una miss italiana. Alta 1.75, occhi castani chiari, capelli lunghi castani, scuri, da pochi mesi è laureata in scienze e tecniche psicologiche all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra le specializzazioni, pensa che potrebbe frequentare criminologia o psicologia clinica. Parla inglese, ascolta Ligabue e le piace tutta la musica leggera italiana; pratica fitness. Prima di tre figli, sarà presto zia. E' fidanzata con Giovanni. Ha dedicato la vittoria "a mamma e papà" che l'hanno spinta ad affrontare la gara "con spensieratezza e il giusto piglio di donna". La serata di Miss Mondo Italia, condotta da Giorgia Palmas, sarà trasmessa il 18 giugno alle 21 dall'emittente nazionale Donna TV (canale 62 digitale terrestre), con il commento di Roberto Alessi, direttore di Novella 2000. Allo show hanno partecipato anche il nuotatore pluricampione Filippo Magnini, attuale compagno della Palmas, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, l'inviato di Striscia La Notizia Luca Abete, la cantautrice Bianca Atzei, il cabarettista Pino Campagna.
   

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Versace, quando il giovane diventa uomo

Sfida alle convenzioni con formale laminato, colori e stampe.

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La sfilata uomo Versace inizia così: partono le note di 'Smack my Bitch up' dei Prodigy e un'auto da corsa ricoperta di fiori rosa comincia a roteare al centro della passerella. Donatella la dedica "al mio caro amico Keith (Flint, ndr), che purtroppo è mancato quest'anno. Sono stata la prima a convincerlo a esibirsi ad una sfilata - ricorda - ed è stato incredibile. Era veramente un FIRESTARTER (titolo di un celebre brano dei Prodigy, ndr)". Per disegnare la nuova collezione, la designer racconta di aver pensato a quel momento spartiacque tra la gioventù e l'età adulta, di cui è metafora la macchina al centro della pedana, creata in collaborazione con l'artista canadese Andy Dixon, con cui aveva collaborato durante l'ultimo Salone del Mobile di Milano. "Per ogni giovane uomo, la prima automobile ha un significato molto forte. È indipendenza, maturità (non per tutti, ma quasi) e soprattutto è libertà".

E poi nell'installazione viene suggellato anche l'incontro tra mascolinità e femminilità, sempre meno definiti. Non a caso in passerella ci sono 15 modelle, da Irina Shayk a Gigi e Bella Hadid, che "indossano gli stessi abiti dei ragazzi interpretandoli a modo loro. Non so se il motivo sia che le nuove generazioni non fanno più distinzione di genere o non si fanno definire da esso, ma noto - dice la stilista - che la linea che separa l'abbigliamento maschile da quello femminile sta diventando sempre più sottile". Forse perché "le nuove generazioni hanno compreso il concetto di uguaglianza e lottano per questo. E questo è il modo in cui esprimono il loro punto di vista".

Quello maschile parla di fiducia in se stessi e libertà di osare: ecco il nuovo formale del cappotto di pelle abbinato a shorts e scarpe classiche; degli abiti, per metà neri e per metà in Principe di Galles; della cravatta nera con la firma di Gianni Versace; dei pantaloni e delle giacche con effetto laminato, che "offre un'alternativa per le generazioni più giovani che vogliono sentirsi cool pur indossando abiti formali. E' il mio modo, e il loro, di sfidare le convenzioni. Queste ultime non contano più e gli uomini hanno finalmente accolto la gioia di giocare con il proprio guardaroba. Si sentono liberi di sperimentare e non hanno paura del giudizio altrui: è un altro modo di esprimere il concetto di diversità ed inclusione". Si può e deve osare anche con i colori e con le stampe, da quella con le auto disegnata da Andy Dixon ai motivi di vasi e di divinità, che fanno parte della storia del brand, ma anche con capi strong come il chiodo in pelle con frange o il gilet da biker percorsi da anelli metallici. 

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Dolce e Gabbana portano la giungla e il maculato in Sicilia

Mix libero di stili e stampe, 'ignorante' come piace ai giovani

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Chiudi Dolce&Gabbana - Runway - Milan Fashion Week (ANSA) Dolce&Gabbana - Runway - Milan Fashion Week

Per la loro nuova collezione, in passerella a Milano Moda Uomo, Dolce e Gabbana hanno scelto di "avere un approccio ignorante, una parola che usano i giovani per spiegare che quando ignori qualcosa hai un approccio naif, puoi sbagliare, ma a volte viene fuori qualcosa di nuovo".
Per esempio - racconta Stefano Gabbana - quando ho pensato a un abito in organza Domenico mi ha detto 'Sei pazzo' ma io gli ho detto 'proviamo, è un po' ignorante', il che significa avere un'apertura totale nei confronti del nostro lavoro". Un over 40 direbbe naif, un under 20 ignorante, ma l'approccio è quello: mischiare in libertà stili ed epoche diverse, creando qualcosa di inedito. Ed ecco che da una foresta lussureggiante escono sulla passerella maculata del Metropol una miriade di proposte che uniscono decenni lontani tra loro, con i pantaloni a vita alta stile eighties, le camicie anni 40, le scarpe rockabilly dei favolosi fifties. E poi le fantasie, che prendono dalle piante e dagli animali della giungla e dei tropici ma anche dalle maioliche siciliane, dai classici gessati, dalle intramontabili righe mixate ai pois. Tutto mescolato insieme: lo spolverino d'organza con le palme con le scarpe con le borchie e gli strass, la coppola e il pareo, il denim a righe anni '80 e la camicia con le pin up, il pantalone a vita alta a righe e la polo di maglia, i giubbini corti doppiopetto e i cargo midi, la blusa maculata e i bermuda da esploratore, la sahariana e il mocassino glitterato, il pigiama di seta e la vestaglia, il completo da tennis o da boxe ma in pizzo, la T-shirt con la frutta disegnata e il pantalone nel più classico dei gessati, la polo traforata e ricamata e la camicia con passamaneria dorata.
Tutto è leggero, estivo, anche perché la parte di sartoria - fatta di abiti più formali - avrà una sua passerella dedicata domani. Una doppia sfilata anche per l'uomo perché "siamo consapevoli - dice Stefano Gabbana - di essere tra le poche aziende che vendono bene sia l'uomo sia la donna, per noi di media sono un 50 e 50, e siamo famosi per l'abbigliamento, poi vendiamo anche noi gli accessori, ma siamo rimasti tra i pochi a vendere bene soprattutto i vestiti". E il merito è anche di un'attenzione spasmodica a ciò che succede nel mondo, soprattutto quello dei giovani: "Ma lo sapete - chiede divertito Stefano - che per i ragazzi orrendo significa bellissimo?".

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Armani veste l'Italia alle Olimpiadi, in passerella Zanardi e Bebe Vio

La collaborazione dello stilista con il Coni e con il Cip

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Chiudi Emporio Armani - Runway - Milan Fashion Week: la campionessa paralimpica Bebe Vio (ANSA) Emporio Armani - Runway - Milan Fashion Week: la campionessa paralimpica Bebe Vio

"Armani mi ha fatto fare anche questo nella vita" scherza Alex Zanardi, che ha debuttato in passerella da Giorgio Armani, che ha presentato i capi disegnati per la squadra italiana olimpica e paralimpica per i giochi di Tokyo 2020. Al termine della sfilata della linea Emporio, una grande bandiera italiana si è accesa al centro dell'Armani teatro e sulle note di "Love Is in the Air" sono usciti in passerella 20 atleti olimpici e 9 paralimpici di varie discipline, dall'atletica al canottaggio, che prenderanno parte ai prossimi giochi. Ad aprire la parata, che non ha lasciato nessuno con gli occhi asciutti, le elegantissime farfalle della ginnastica ritmica con i loro attrezzi e poi tutti gli altri, a partire dall'acclamatissima Bebe Vio per finire con Alex Zanardi, che ha chiuso la passerella circondato dagli applausi. Insieme sui campi di atletica, insieme nella vita, insieme anche oggi Arjola Dedaj ed Emanuele Di Marino, coppia paralimpica dell'atletica leggera: "Siamo la coppia dei sogni - dicono loro - abbiamo fatto Rio insieme e incrociamo le dita per Tokyo". I due specialisti del salto in lungo e della corsa stanno insieme da 6 anni e hanno un bimbo di 9 mesi, Leonardo. "È la nostra medaglia più importante - dicono abbracciati - Speriamo che Armani faccia una divisa anche in taglia baby".
"Queste divise sono bellissime - aggiunge Bebe Vio - ma per me la cosa più importante è che lo sport olimpico e quello paralimpico scendano in passerella insieme come avviene con Armani, che già da qualche anno è un nostro grande fan". Sono abituate a esibirsi in pedana, ma non negano di aver provato un'emozione particolare in passerella le farfalle della ritmica: "Vestire queste tute è un grandissimo onore perché rappresentano l'Italia alle Olimpiadi, oggi ci siamo emozionate particolarmente ma eravamo insieme, tutte allo stesso passo e abbiamo trovato lo stesso calore di quando gareggiamo".
In prima fila alla sfilata, non poteva mancare il presidente del Coni Giovanni Malagò. "Conoscevo già le divise, che mi avevano fatto vedere in anteprima al Comitato Olimpico - dice - questo cerchio rosso del Giappone che si tinge di tricolore può sembrare banale, ma è geniale. Saremo i più eleganti e lo dico senza presunzione". Per quanto riguarda il rapporto con Armani "bisogna darne atto, a prescindere dal rapporto personale, in assoluto tra gli stilisti è quello che ha dato più fiducia al mondo dello sport e alla squadra che rappresenta il nostro Paese".
Per gli atleti che rappresenteranno l'Italia a Tokyo, Armani ha disegnato tute e maglie sportive blu notte su cui spiccano i colori della bandiera nazionale. All'interno del colletto delle polo e delle t-shirt è riportato l'inizio dell'inno di Mameli, mentre l'intera strofa è stampata all'interno di giacche e di felpe. E il disco tricolore posto sul davanti di tute e polo riprende la bandiera della Terra del Sol Levante, mentre i caratteri della scritta Italia che percorre in verticale la parte posteriore dei capi ha la lettera t a forma di torii, il tradizionale portale simbolo di ingresso alle aree sacre. "Sono felice di questa collaborazione che rinnova - dice Armani - un sodalizio nato nel 2012. Trovo sempre stimolante cercare nuove soluzioni per le uniformi degli atleti, che devono fondere l'eleganza dello stile alla praticità d'uso. Per l'Italia team a Tokyo - spiega l'official outfitter dell'Italia - ho creato capi con dettagli visivi che sono un omaggio al Giappone, un paese che ammiro da sempre e che mi ha accolto di recente con grande calore". 

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Orgoglio gay, 50 anni fa i moti di Stonewall

Per la prima volta World Pride a NY. Attesi milioni di turisti

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Chiudi NEW YORK CELEBRA I 50 ANNI DEI MOTI DI STONEWALL.  Meryl Meisler (b. 1951) Trapeze Artist on a Night  We Were Rejected from Studio 54, GGs Barnum Room, New York, NY, 1978, printed 2019 Gelatin silver  print, selenium toned Courtesy of the artist (ANSA) NEW YORK CELEBRA I 50 ANNI DEI MOTI DI STONEWALL. Meryl Meisler (b. 1951) Trapeze Artist on a Night We Were Rejected from Studio 54, GGs Barnum Room, New York, NY, 1978, printed 2019 Gelatin silver print, selenium toned Courtesy of the artist

Cinquant'anni fa un blitz di routine della polizia inspirò una rivolta. Era la notte tra il 27 e 28 giugno del 1967 quando ebbero inizio i famosi moti dello Stonewall, dal nome dello Stonewall Inn un gay bar nel cuore del West Village. In quella notte e per la settimana successiva trans, lesbiche, gay, drag queen ossia persone oggi identificate come LGBTQ decisero di prendere posizione contro quella che era una vera e propria oppressione da parte della polizia. Non è chiaro quale fu il motivo scatenante della rivolta, ma durante i giorni dei moti dello Stonewall, oltre duemila persone manifestarono contro la polizia e in totale furano arrestate una ventina di esse. Tuttavia ciò che accadde dopo fece la storia e segnò un momento di svolta per il movimento dei diritti civili degli LGBTQ. Non fu esattamente l'inizio dello stesso movimento bensì catapultò la questione a livello nazionale. "La rivolte dello Stonewall nel 1969 - ha detto all'ANSA Cathy Renna, consulente della comunicazione per New York City Pride, l'ente che organizza ogni anno il gay pride a New York - furono importanti perché in Usa in quel momento un gruppo di persone decise di dire basta. Basta con la polizia, la mafia, la discriminazione, la necessità di nascondersi. Anche se c'era già un certo attivismo all'epoca, quell'evento a New York, soprattutto perche' attirò l'attenzione della stampa, diede il via al movimento LGBTQ come lo conosciamo oggi".
    Un anno dopo i moti dello Stonewall il primo Pride a New York si ebbe il 28 giugno del 1970, l'anno prossimo quindi ricorrerà un altro anniversario importante, i 50 anni del primo Pride.
    Quest'anno il Pride di New York segna una svolta perche' per la prima volta negli Stati Uniti ci sarà un World Pride. Il primo world pride si svolse a Roma nel 2000. Il World Pride di New York sarà particolarmente significativo perché' coincide appunto con il 50/o anniversario dei Moti dello Stonewall.
    "Il 2019 è un anno monumentale a New York soprattutto per il 50/o anniversario di Stonewall e la città che ospita World Pride, per la prima volta in assoluto negli Stati Uniti - ha spiegato all'ANSA Christopher Heywood, vice presidente esecutivo e Global Communications per Nyc and Company, l'ente che si occupa dello sviluppo turistico di New York. - Sarà un momento cruciale per la città e sono attese dalle 4 ai 5 milioni di persone solo a giugno, ma lo scopo di Nyc&Co e' di far si che le celebrazioni durino un anno. Abbiamo coinvolto le principali organizzazioni culturali in tutti i cinque distretti per creare un calendario speciale su LGBTQ per commemorare il 50/o anniversario di StoneWall. Per New York City è un'opportunità rafforzare lo spirito accogliente della città e per mettere in evidenza la sua diversità senza eguali. E' un'opportunità unica per riaffermare che la città è la destinazione LGBTQ numero uno al mondo".
    Per celebrare ciò che accadde 50 anni fa e gli effetti irreversibili che ci sono stati dopo sul piano dei diritti umani, la città ha organizzato una serie di eventi durante tutto l'anno (tuttavia la settimana clou sarà l'ultima di giugno, ndr) per quello che è stato anche ribattezzato 'Pride Uncontained' (Pride senza limiti) e che invita tutti a celebrare questo anniversario sia partecipando al World Pride oppure visitando gli appuntamenti culturali o anche i luoghi LGBT della città.

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Solari, tutte le novità per l'estate 2019

Le creme stanno cambiando, tutte orientate al rispetto per l'ambiente

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Chiudi Estate, protetti con abiti, occhiali da sole e creme solari (ANSA) Estate, protetti con abiti, occhiali da sole e creme solari

La composizione delle creme solari sta cambiando radicalmente in nome di un maggiore rispetto per l’ambiente e una serie di conquiste hitech che permettono di proteggere la pelle. Scegliere gli schermi protettivi per sé e la propria famiglia può prevedere la considerazione di nuovi elementi che fanno fare scelte più informate, una volta impensabili.

Nascono infatti i primi filtri protettivi che rispettano gli ambienti acquatici e le creme ‘green’, anche in nome dello stile di vita ‘less is more’ che contagia Millennials e Generazione Z europei che preferiscono i prodotti di bellezza ‘clean’ (puliti, privi di sostanze chimiche e con liste di ingredienti ridotte al massimo a 10 sostanze). Anche grazie alle vendite dirette online, inoltre, si fanno strada brand locali che fanno concorrenza alle multinazionali specializzate in filtri solari. Il filone indie-beauty (brand piccoli e indipendenti da tutto il mondo) contagia infatti il segmento della protezione solare e propone creme, spray e dopo sole a base di ingredienti autoctoni che derivano anche da piccole coltivazioni e mini fabbriche a conduzione familiare.

 Cambia anche il modo con cui ci esponiamo al sole, supportati dalla tecnologia e dagli studi in ambito ambientale che permettono di predire quanti raggi ultravioletti aspettarsi nella giornata, il livello di inquinamento, il tasso di umidità e la presenza di pollini. E’ infatti frutto del Technology Incubator di L’Oreal il primo sensore di protezione solare indossabile e senza batterie (La Roche Posay My Skin Track UV, in vendita negli Apple store e in internet) che monitora i raggi UV, l’inquinamento, l’umidità e i pollini. In formato mini, si aggancia con una clip a vestiti e accessori.

 Fra le novità 2019 in chiave indie si segnalano i prodotti solari realizzati in un piccolo stabilimento nella foresta di Bregenz, di Susanne Kaufmann. Precisano i responsabili della società: “Sono prodotti in formato da viaggio, imbottigliati, sigillati e confezionati a mano e contengono ingredienti vegetali da coltivazioni provenienti dalla stessa foresta. Privi di ingredienti attivi chimici, solventi o emulsionanti e tutti i conservanti sono di derivazione botanica”.

 Anche l’italiana Comfort Zone sposa fin dalle prime produzioni la filosofia green ed eco ed i nuovi solari (Water Soul Eco Sun Cream SPF30) hanno formule in cui le dosi di schermi sono ridotte del 30% per minimizzare l’impatto sull’ambiente acquatico, mantenendo comunque inalterati i livelli di protezione dai raggi dannosi ultravioletti. Garantiscono i formulatori Comfort Zone di avere messo a punto “una formulazione solare ecosostenibile di nuova generazione, concepita per garantire il rispetto dell’ambiente acquatico. Possiede un ampio spettro UVA/UVB e la formula contiene una ridotta concentrazione di filtri. Priva di profumo, silicone e filtri dannosi per l’ambiente, ha un packaging totalmente riciclabile e realizzato in plastica riciclata e a CO2 compensata”.

 Fra le novità ‘verdi’ si segnalano anche i nuovi filtri protettivi di Collagenium PlaySun che abbinano ingredienti naturali che intensificano l’abbronzatura, come zucchero di canna, caramello e beta-carotene, insieme a sostanze anti-inquinamento ricavate dalle alghe e siliconi ‘alternativi’ cioè del tutto naturali perché in realtà ricavati dalle frazioni insaponificabili dell’olio di oliva.

 Confermano il successo avviato la scorsa estate anche le acque e gli spray protettivi e rinfrescanti che ora possiedono anche una nuova tecnologia olio/acqua (contengono il 52% di acqua) a due fasi (bi-fasica) che permette di mescolare i due componenti agitando il flacone prima di usarlo (Vichy Ideal Soleil). Mediterranea Sun si arricchisce di un nuovo prodotto, lo Spray Invisibile Corpo SPF 50+ che forma un film protettivo e invisibile sulla pelle, resistente all'acqua e che non lascia residui grazie a una texture asciutta e non grassa (Olio di crusca di riso e olio di Argan tra i suoi ingredienti). Anthelios Shaka Fluido è la novità La Roche Posay resistente all'acqua, alla sabbia e al sudore. La formula è con i polimeri "intelligenti" della tecnologia brevettata Intelimer. Shiseido, brand pioniere del colorito sunkissed ha sviluppato una linea che protegge dai raggi nocivi del sole non solo al mare ma anche durante lo sport. La collezione Suncare Sports con tecnologia WetForce e Quick Dry si è arricchita tra l'altro di una Mist spray invisibile ma protettiva 50+

Per gli amanti dei tatuaggi e del micro-blanding (fenomeno in costante crescita) arrivano invece nuovi schermi ad alta protezione che bloccano i raggi che possono scolorire nuovi disegni e decori (come Sun Good ‘Tattoo’ SPF 30 di Solarium/Alfa Parf).

I solari sono una necessità per l'esposizione al sole non solo per la pelle ma anche per i capelli: olio protettivo, shampoo e maschera dopo sole fanno ormai parte del beauty case dell'estate al mare. L'azienda italiana Cotril ha rinnovato la nuova collezione Beach tutta dedicata a prodotti specifici e dermatologicamente testati, che prevengono e riparano capelli e corpo dai danni del sole. 

 Detta invece nuove linee guida di buone pratiche per la produzione di filtri solari e per la scelta di prodotti davvero ‘green’ Natrue, Associazione Internazionale di certificazione ‘bio’ in ambito cosmetico con sede a Bruxelles. Spiegano i valutatori Natrue: “Le formulazioni solari certificate come biologiche dovrebbero includere solo ingredienti che si trovano in natura o derivati da fonti naturali. Il nostro standard prevede solo filtri minerali a base di diossido di titanio o di monossido di zinco, che sono classificati come sostanze identiche alla natura. Nei solari sono ammessi anche i nanomateriali, in quanto sono stati valutati come assolutamente sicuri dal Comitato Scientifico sulla Sicurezza del Consumatore dell’Unione Europea ed in etichetta deve essere specificato a fianco del nome della sostanza l'indicazione 'nano' per informare i consumatori”. Anche sul fronte degli schermi solari questa sarà una estate più ecologica.

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Il mare non è una discarica: Get in Sync Water, l’installazione immersiva per attivare il cambiamento

A Wsm nel Tortona Fashion District

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Chiudi Il mare non è una discarica: Get in Sync Water, l’installazione immersiva per stimolare consapevolezza e attivare il cambiamento (ANSA) Il mare non è una discarica: Get in Sync Water, l’installazione immersiva per stimolare consapevolezza e attivare il cambiamento

S'intitola Get in Sync Water l'installazione immersiva per stimolare consapevolezza e attivare il cambiamento verso la sostenibilità ambientale. E' nel cuore del Tortona Fashion District, dove durante le sfilate di Milano Moda Uomo ha aperto dal 15 al 17 Giugno WSM, un  marketplace dove, tra happening ed eventi, sono previste oltre 15.000 presenze. Nel suo processo di indirizzare il futuro del sistema moda verso innovativi scenari che racchiudono nuovi stili di vita e consumi, WSM ha scelto DrawLight per creare una esperienza immersiva che possa trasferire forti emozioni e generare consapevolezza verso tematiche green. Sottolinea Mick Odelli, Founder di DrawLight: “Attraverso le esperienze emozionali attiviamo una maggiore consapevolezza di sé stessi, degli altri, dell’ambiente e della salvaguardia del nostro pianeta”.

- Leggi anche World Oceans Day, come avere la coscienza blu

Il focus questa volta è l’acqua. Sincronizzarsi con il mare, gli oceani per prendere velocemente coscienza dell’importanza dell’habitat in cui viviamo anche grazie a un sistema moda sempre più sensibile a queste dinamiche.

 “Abbiamo unito Aziende che utilizzano l’economia circolare, produttori tessili e brand che operano nel rispetto delle risorse idriche attraverso nuovi processi o, in alcuni casi, riutilizzando gli scarti pescati dai fondali. Sono presenti alcuni esempi di moda virtuosa tra cui il produttore di denim che ha ridotto del 90% il consumo di H2O. Il mare quindi come fonte di sviluppo di nuove fibre, di esperienze sostenibili e spazi immersivi che sappiano trasferire ai visitatori forti emozioni”, racconta il Direttore Artistico di GIVE A FOK-us, Matteo Ward.

 L’installazione artistica immerge il pubblico nelle profondità marine per stimolare una presa di coscienza su un tema che non si può più ignorare e lancia una call to action a farsi attori del cambiamento. "Attraverso immagini, luci, riflessi e suoni, Get in Sync Water vuole entrare nel profondo delle persone ed emozionarle, trasportandole nel cuore dell’Oceano dove il dramma si consuma per riscrivere l’immaginario comune, finora meraviglioso e incontaminato”, spiega Elisa Basso, Direttrice Creativa di DrawLight.

 

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Zegna sfila nell'ex Falck, lo stile va rigenerato

Collezione upcycling, naturali e minerali anche i colori

Lifestyle Moda
Chiudi Italy Fashion S/S 2019 Zegna (ANSA) Italy Fashion S/S 2019 Zegna

Per lo show di Ermenegildo Zegna XXX - che ha aperto Milano Moda Uomo - Alessandro Sartori ha scelto una location insolite ma in modo così coerente che il luogo diventa la prima chiave di lettura della collezione. Se per parlare di integrazione e migrazioni aveva scelto la stazione Centrale, oggi per sottolineare la sua scelta di responsabilità ambientale ha voluto un emblema di archeologia industriale (e di abbandono) che si avvia a essere riqualificato.
La passerella si snoda nel treno laminatoio, lì dove passavano le lamine d'acciaio pronte per essere trattate in questa parte dell'Area ex Falck che aveva conquistato anche Renzo Piano, che già nel 2005 aveva immaginato un progetto per l'area. Quasi 15 anni dopo Bizzi&Partners Development, Intesa Sanpaolo e Prelios hanno siglato un accordo quadro per il progetto di sviluppo e riqualificazione dell'Area di 1.450.000 metri quadrati. Lì dove si lavorava l'acciaio e dove sono iniziati da poco i lavori di bonifica, presto dovrebbe prendere forma la città della salute e della ricerca. Trasformare l'esistente in opportunità è anche il messaggio della collezione Zegna, accompagnato sui social dall'hashtag #UseTheExisting.

"È dovere di ognuno di noi vivere in modo responsabile - dice Sartori - e io lo faccio usando i mezzi creativi che ho a disposizione, dalla produzione dei tessuti al know-how tecnico della sartoria, fino alla scelta della location dello show.
Tutto è connesso e trasmette la stessa idea: non è sempre necessario creare partendo da zero. Possiamo riutilizzare e reinventare ciò che già esiste e ottenere tessuti innovativi dai materiali scartati, applicando tecniche tradizionali ad un tailoring contemporaneo, capace di durare nel tempo, così come allo stesso modo trasformare un luogo dismesso in uno spazio creativo".
Se per la collezione invernale la parte di upcycling era relativa a qualche centinaio di chili di tessuto, oggi "è un processo industriale stabile, con due aziende che lavorano una sulle fibre tecniche e una su quelle naturali e hanno la tecnologia per fare una produzione importante". Ed ecco che scarti di fibre, di tessuti o prodotti come le bottiglie di plastica o le reti di pesca non vanno più sprecate ma vengono riutilizzate per qualcosa di nuovo, che in passerella rappresenta il 20% della proposta. Per capire quanti capi saranno poi prodotti bisognerà aspettare le vendite, anche perché al momento costano il 10-20% in più degli altri, ma Sartori è fiducioso che con l'aumento dei volumi scenderanno i prezzi. Inevitabile che a livello di stile tutto parta dai tessuti, su cui vengono costruite le forme e che creano persino i disegni e i motivi della collezione, prima piegati e poi fotografati e infine stampati o riprodotti come plissé su giacche dalla linea slim a un bottone portate con pantaloni ampi, giubbini in nylon riciclato effetto denim da portare con polo in seta, calzoni che solo a prima vista sembrano stropicciati messi con giacche con tasche applicate. Naturali e minerali anche i colori, con il ruggine del trench in seta che si alterna al rosa del parka over. Un "nuovo minimal con contenuti" che conquista ospiti come l'attore due volte premio Oscar Mahershala Ali e il vincitore di Sanremo Mahmood.

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Le lettere d'amore di Leonard Cohen vendute a 900 mila dollari

Indirizzate a Marianne Ihlen, musa del cantautore canadese

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 Le lettere d'amore che Leonard Cohen scrisse alla sua amante e musa Marianne Ihlen sono state vendute all'asta per 876mila dollari. Lo ha rivelato la casa d'aste Christie's. La corrispondenza copre un periodo che va dal 1960 al 1979.
    Ihlen, che il poeta e cantautore canadese incontrò negli anni '60, fu l'ispirazione di canzoni come 'Bird on a Wire', 'So Long Marianne and Hey', 'That's No Way To Say Goodbye'. Cohen e Ihlen non si sono mai sposati e rimasero amici anche dopo la fine della loro relazione. Sono morti entrambi nel 2016 a pochi mesi di distanza.
    La loro relazione sarà anche oggetto di un documentario 'Marianne & Leonard: Words of Love' (Marianne e Leonard: parole d'amore) che andrà in onda nel Regno Unito il prossimo 26 luglio.

- Leggi anche Leonard Cohen, all'asta le sue lettere d'amore

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Passy's Kids per i bimbi del Congo

'The Gazelles of Silvana', racconto in foto dei piccoli orfani

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Chiudi 'The Gazelles of Silvana' è la mostra fotografica dedicata al progetto Passy's Kids per i piccoli orfani di guerra del Congo orientale. (ANSA) 'The Gazelles of Silvana' è la mostra fotografica dedicata al progetto Passy's Kids per i piccoli orfani di guerra del Congo orientale.

Un racconto per immagini e parole, un viaggio tra i piccoli orfani di guerra del Congo orientale. 'The Gazelles of Silvana' è la mostra fotografica dedicata al progetto Passy's Kids, il centro di accoglienza per questi bambini rimasti soli, costretti a subire violenze, povertà e malattie: la rassegna - sarà aperta gratuitamente fino al primo luglio al Teatro San Genesio a Roma - vuole raccontare la storia di una piccola comunità di bambini, una storia di coraggio e impegno, quelli di una giovane donna, Passy Mahano, che ha abbandonato gli studi per riunire questi bambini nel suo villaggio e dare loro una seconda possibilità, una casa, la scuola, un futuro. E qui nasce il progetto Passy's Kids, che vede la collaborazione e il sostegno di molti. La mostra con fotografie e testi a cura di Inge Ofenstein, Miguel Ángel Amórtegui, Helen Pope, Passy Mahano, e Alberto Corbino è stata resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Cariello Corbino.
   

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Il Re Leone fa 25 anni, il remake arriva ad agosto /TRAILER

Nuovo film è live action, la storia è ancora un romanzo di formazione

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La favola del Re Leone prende forma ancora al cinema 25 anni dopo quel primo film uscito il 15 giugno del '94, vincitore di due Oscar, con la musica trascinante di Elton John e Tim Rice e diventato ormai un classico Disney con cui sono cresciuti generazioni di bambini. Esce il 21 agosto il nuovo film, questa volta non animato ma live action, con protagonista il mondo della savana africana e "quel delicato equilibrio che fa coesistere tutto qui". Le voci originali dell'atteso Re Leone sono Donald Glover (Simba), Seth Rogen (Pumbaa), Beyoncé (Nala), Chiwetel Ejiofor (Scar). La regia è di Jon Favreau, che ha firmato altri remake Disney a cominciare dal Libro della Giungla. La storia è nota: il cucciolo Simba prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa. Ma non tutti nel regno della savana celebrano l'arrivo del piccolo erede. Scar, il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi e la drammatica battaglia per la Rupe dei Re si conclude con l'esilio di Simba. Con l'aiuto di una curiosa coppia di nuovi amici,Timon e  Pumbaa, un suricato ed un facocero il cui motto è nella ormai nota frase africana Hakuna Matata, che significa "senza pensieri", Simba dovrà imparare a crescere e capire come riprendersi ciò che gli spetta di diritto. "Mentre gli altri cercano ciò che possono prendere, un vero re cerca ciò che può dare".

Il Re Leone è stato il primo classico dei film Disney frutto di una storia originale (ideata da Jeffrey Katzenberg, Roy E. Disney e Peter Schneider, cui si aggiunsero gli sceneggiatori Irene Mecchi e Jonathan Roberts) al cui cuore c'è un tema caro ad ogni narrativa: il romanzo di formazione, ossia come lasciare infanzia e affrontare le realtà del mondo. E' il tema di tanti altri film, come lo stesso Libro della Giungla, parente stretto del Re Leone). Tra i vari record del Re Leone del 1994, oltre al top del box office dell'anno, ci sono quelli di più grande film d'animazione degli ultimi 50 anni in termini di biglietti venduti e l'unico d'animazione la cui colonna sonora è stata certificata diamante. Insieme all'uscita cinematografica sono stati pubblicati videogiochi, adattamenti in musical e altri due film: il sequel Il Re Leone 2 Il regno di Simba, il prequel Il Re Leone 3 Hakuna Matata e ora c'è grande attesa per il remake in live action.

Il trailer originale dle 1994

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A Piazza Vittorio, Mozart è pop

Esplosione di musica e danza, Flauto Magico multietnico in sala

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Nel giardino umbertino, cuore della Roma asiatica, araba e latino americana, babele di odori (anche quelli fetidi del degrado), profumi di spezie, voci di bambini con tratti somatici diversi, misteriosa dai tempi della Porta Magica è ambientato il film Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu, un piccolo gioiello in otto lingue che mescola arte, musica, danza e cinema sulle note dell'opera di Mozart che qui diventa pop.
    Già a teatro l'Orchestra di Piazza Vittorio nel 2008 aveva portato il Flauto Magico e tanti anni ci sono voluti per trasformarlo in film senza perdere libertà assoluta di suoni e suggestioni. Ora il film, coproduzione italo-francese di Paco cinematografica con Rai Cinema, arriva in sala dal 20 giugno e potrebbe trovare nuove opportunità all'apertura scolastica di settembre perché avvicina a Mozart in un modo immediato e naturale. Partecipa alla sceneggiatura ed è anche l'unico attore professionista, Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Sarastro.
   

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