Moda

Gli slip compiono 85 anni, una storia legata al pudore

Primo modello con apertura a Y esposto a Chicago

 © ANSA
  • di Patrizia Vacalebri
  • ROMA
  • 20 gennaio 2020
  • 10:23

Agli inizi, come si apprende dalla Bibbia, fu una foglia di fico a coprire i genitali di Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre. Primo gesto di pudore conseguente al peccato originale. Poi arrivarono perizomi, braghe e mutande, che gli artisti del Rinascimento cercarono di abolire dai loro dipinti. Ma 85 anni fa, con l'avvento degli slip, in vendita per la prima volta il 19 gennaio da Coopers a Chicago, avvenne la vera rivoluzione. Era il 1935. L'Europa continuava a dimenarsi in ampi mutandoni, quando un modello con apertura a Y viene esposto in una vetrina di Chicago: in pochi giorni vennero venduti 600 pezzi, in tre mesi 30.000. Con la Prima Guerra Mondiale, la penuria di tessuti aveva fatto accorciare le mutante al ginocchio, mentre bottoni e lacci venivano per la prima volta sostituiti da un elastico in vita nel 1918. Il termine inglese slip era apparso nel 1913, ma già nel 1906 era stata pubblicizzata in un catalogo di moda come indumento adatto agli sportivi, una mutanda maschile in maglia, corta e aderente. Nel Regno Unito gli slip furono venduti per la prima volta nel 1938 e presto si arrivò a vendere 3000 paia di slip a settimana. Ma divennero davvero popolari nel 1948, quando ogni membro della delegazione olimpica britannica ricevette un paio di slip gratis. Una più ampia diffusione degli slip in Europa si ebbe invece a partire dal 1967, anno in cui il governo francese autorizzò il passaggio di spot televisivi riguardanti capi di abbigliamento intimo.
    Simil slip femminili erano già conosciuti nel XVI secolo, ma erano considerati poco eleganti sino al XIX secolo, indossati dalle signore poco freddolose. Solo negli anni Venti comparve un tipo di mutandina simile a quelle attuali. Con l'avvento del primo conflitto mondiale la maggior parte delle donne indossava slip, per avere più possibilità di movimento e per assicurarsi protezione con l'accorciarsi delle gonne. Il primo vero slip femminile comparve al Torneo di Wimbledon del 1949, indossato sotto la gonnellina corta da tennis dalla tennista americana Gussie Moran, che vinse il torneo. Da allora lo slip ha conosciuto varianti solo nei tessuti utilizzati: dal cotone si è passati alla microfibra, alla lycra, al poliammide, senza dimenticare i classici seta e nylon. Stilisticamente l'evoluzione degli slip è il tanga, modello nato per i costumi da bagno consistente in un triangolo di tessuto a coprire la parte anteriore da cui parte una striscia sottile di tessuto che entra nelle natiche. Venne avvistato per la prima volta nel 1972 su una spiaggia di Rio de Janeiro addosso ad una bella ragazza. Da non confondere con il perizoma, che è leggermente più coprente e molto più antico, se anche Toutankhamon ne indossava uno. Altra alternativa allo slip femminile è la pudica culotte, che copre fianchi e natiche. O la più moderna 'brasiliana', una via di mezzo tra tanga e slip.
    Gli uomini invece hanno trovato l'alternativa agli slip con i boxer, che apparvero in verità prima, attorno al 1925, quando Jacob Golomb, fondatore della Everlast, lanciò dei pantaloncini sorretti da un elastico per rimpiazzare quelli sorretti da una cinghia di cuoio utilizzati all'epoca dai pugili. Questi pantaloncini, conosciuti come boxer trunks, divennero subito famosi ma vennero in seguito superati in popolarità proprio dagli slip. Intorno al 1947 vi fu di nuovo una certa diffusione ma gli slip riacquistarono subito terreno. Nel 1975, una pubblicità per boxer creò una leggenda metropolitana. Nel catalogo autunno/inverno Sears furono mostrate le immagini in bianco e nero di due modelli che indossavano, rispettivamente, uno slip e un paio di boxer. Una vera esplosione di popolarità dei boxer si ebbe negli anni Ottanta quando il cantante Nick Kamen apparve in uno spot pubblicitario della Levi's Strauss indossandone un paio. Per quanto riguarda gli slip grande scalpore destarono nel 2010 quelli di Kenzo disegnati dall'allora direttore creativo della maison Antonio Marras: in collaborazione con Durex, Marras portò in passerella a Parigi il suo messaggio sull'utilità dell'uso del preservativo per proteggersi dall'Aids, affidato a uno slip appunto, dotato di taschino porta-profilattico. 
   

  • di Patrizia Vacalebri
  • ROMA
  • 20 gennaio 2020
  • 10:23

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