Tempo Libero

Estate in montagna, trekking per tutti, 8 consigli utili per le camminate

Vacanze in cammino, sei cose da non fare per godersi l'escursione

null © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 12 agosto 2020
  • 00:23

Estate in montagna, mai come quest'anno sembra essere la meta ideale per le vacanze: senso di libertà riconquistata, aria pulita, contatti con le persone relativi e comunque minori rispetto ad esempio alla spiaggia affollata, voglia di spaziare con lo sguardo per disintossicarsi profondamente dallo stress procurato dalla pandemia. Vacanza in montagna significa anche mettersi in cammino, praticare trekking. Gli esperti sanno già cosa significa questa esperienza, i principianti, e in quest'estate 2020 sono tanti i nuovi adepti delle vette, molto meno. Ecco quali sono le  cose da non fare, alcuni semplici errori da evitare per rendere piacevole l’esperienza di un trekking di una giornata.

1 Alimentarsi poco o alimentarsi troppo
Considerando che molto probabilmente t’incamminerai sul sentiero nelle prime ore del mattino, la tua alimentazione pre-trekking coinciderà con la colazione, che dovrà essere ricca – ma non troppo – e varia. Non ti abbuffare pensando di mettere via energia per il cammino, finiresti per pentirtene prima di quanto pensi, spiegano gli esperti del portale Trekking.it. Sconsigliato: mangiare un intero tiramisù per 4 persone accampando la scusa che il trekking durerà “ben due ore”. 

2 Portarsi tonnellate di cibo e attrezzatura per la cucina
A parte l’ingombro inutile nello zaino, ricorda che non stai andando a fare un pic nic e neppure un trekking di più giorni. Lascia perdere padelle, pentole, fornelli, fornelletti, sedie pieghevoli. Rimanda le tue ambizioni di organizzatore di buffet ad occasioni più urbane. Se si tratta di un trekking giornaliero una provvista leggera di cibo sarà sufficiente, se al mattino ti sei alimentato bene.

3 Farsi sorprendere dal buio
Immergersi nella natura è una esperienza straordinaria, il viaggio lento sembra non finire mai. Godere la bellezza intorno a te, riempire il cuore con la tranquilla forza della natura, non può che farti stare bene. Il tempo sembra quasi fermarsi. In realtà il tempo passa. Lento, ma passa. Il rischio è quello di trovarsi ancora sul sentiero dopo il tramonto. E sui sentieri, dopo il tramonto, il buio cala in un attimo. Calcola sempre il tempo che hai impiegato all’andata e l’ora a cui vuoi rientrare e comportarti di conseguenza, consapevole che percorrere lo stesso tratto al ritorno potrebbe richiedere più tempo, perché sarai più stanco. Porta sempre con te una piccola torcia, se pensi che il tuo trekking si protrarrà nel pomeriggio. 

4. Avere troppa fiducia nello smartphone
La tecnologia è molto utile, anche in cammino, ma non può essere la giustificazione per avventurarti là dove la tua esperienza non consiglierebbe di farlo, “perché tanto c’ho il GPS nel telefono“. Il GPS del tuo smartphone, se ti va bene, sarà approssimativo e ricorda che se c’è una occasione in cui sarà più probabile non trovare campo e rete dati sarà proprio sui sentieri. Idea acquisto: carica batteria portatile per smartphone oppure i rugged phones (gli smartphone per l’outdoor)

5. Prendere una scorciatoia
Sei un trekker “iniziato”. Stai percorrendo il tuo itinerario in una bella giornata di sole, la temperatura ideale per camminare.Sugli alberi e sulle pietre lungo il cammino il simbolo del tuo itinerario compare rassicurante a intervalli costanti: X rossa e palla, X rossa e palla, proprio come indicato nella mappa che hai studiato. Improvvisamente, un passaggio secondario attrae la tua attenzione. Vedi la destinazione, all’orizzonte, guardi il tuo itinerario, X rossa e palla, fa un giro lungo, certo arriva dove deve arrivare, ma quel passaggio si apre in un sentierino non segnato che sembra puntare più velocemente alla tua meta. Imbocchi il sentierino, dopo un po’ di metri non vedi più la tua destinazione, all’orizzonte, ma vedi un altro passaggio, non segnato neppure quello, che sembra puntare là. Ci provi. Ancora 20 minuti di cammino, lo hai capito: ti sei perso. La fiducia in sé stessi è una buona cosa, l’eccesso di fiducia nel cuore della natura può essere pericoloso.

6 Preparare il trekking fino all’ultimo dettaglio
Non rovinarti la giornata cercando di prevedere ogni inconveniente possibile che ti potrà capitare, finiresti per stressarti prima ancora di partire o peggio di stressare chi ha accettato di camminare con te.

Ecco invece i consigli per gli escursionisti alle prime armi 
Ami la natura e ti piacerebbe vivere il piacere di un viaggio lento tra i boschi, sulle montagne, magari alla scoperta di qualche piccolo borgo che custodisce la storia e le tradizioni della nostra penisola, ecco come fare trekking piacevole e sicuro.

1. Comincia piano.
Sei alla prima escursione o giù di lì? Bene. Non è il caso di iniziare con l’Appalachian Trail. Quanto sei allenato? Cammini tutti i giorni? Vai a lavorare a piedi o il tuo trail più lungo va dal salotto alla cucina? Sii sincero con te stesso. Come si dice, non fare il passo più lungo della gamba. Comincia con una piccola escursione, poi si vedrà, usa il buon senso.

2. Informati sul tuo itinerario
Dai soprattutto un’occhiata alla segnaletica, al dislivello, al periodo consigliato, alla durata del percorso. Procurati una guida affidabile, trova una mappa che descrive l’escursione.

3. Controlla il meteo
Questa è la prima e fondamentale cosa da fare, una volta stabilita la data e il luogo del tuo trekking. Controllare le previsioni del tempo ti consente di pianificare il tuo itinerario, scegliere con cura l’abbigliamento, decidere cosa mettere nello zaino. Sul web puoi trovare molti servizi meteo, la maggior parte sono affidabili, il primo è il Servizio Meteo dell’Aeronautica Militare. Ricorda che tanto più le previsioni sono a lungo termine, tanto meno sono precise. Se il meteo è sfavorevole, sarà il caso di cambiare i tuoi piani e rimandare il tuo trekking.

4. Se vai da solo, comunica a qualcuno dove andrai
Fare trekking in gruppo o con gli amici è una avventura meravigliosa, che consente di vivere il viaggio lento con persone che condividono le nostre passioni e potenziano l’emozione della nostra esperienza. A volte però è bello anche avventurarsi da soli nella natura, per ascoltare il silenzio dei boschi, assaporare pienamente la montagna e stare con sè stessi. In questo caso però, dì a qualcuno dove andrai, meglio ancora se si tratta di un amico escursionista che conosce quel percorso. In caso di problemi, potrà aiutarti. Anche qui la tecnologia può venire in supporto dell’escursionista, grazie alle App per la scurezza e il soccorso.

5. Prepara lo zaino, ma non esagerare Se sei alle prime escursioni, il tuo zaino sarà leggero, non avrai bisogno dell’attrezzatura e del kit di sopravvivenza necessario per una scalata al K2, però alcune cose non possono mancare:

acqua abbondante
cibo
un kit minimo di primo soccorso
a seconda della stagione, protezione solare e eventuale abbigliamento adeguato (e un classico sistema 'a cipolla')

6. Le scarpe sono importanti
Sembra banale, ma ricorda che cammini con i piedi. Il comfort delle tue estremità inferiori è la prima cosa da tenere a mente per la tua esperienza outdoor. Scegli un buon paio di scarpe e di calze per il trekking.

7. Lungo il cammino
Non fare l’eroe. Cammina lungo l’itinerario principale, vai a passo regolare, niente strappi. Più regolare sei e più lontano andrai. Pianifica le soste lungo il cammino, tieni la mappa sotto mano, fermati quando hai previsto di farlo. Goditi la bellezza intorno a te. Ricorda: lo scopo è il viaggio in sé, non soltanto arrivare a destinazione

8. Non lasciare tracce 
Non c’è niente di peggio che trovare lungo il cammino i resti di picnic altrui, abbandonati a deturpare l’esperienza del prossimo trekker. Un solo, piccolo pezzo di plastica è sufficiente a rovinare un’escursione. Il viaggio è tuo, ma il sentiero è di tutti.

Vai al Canale: ANSA2030
Modifica consenso Cookie