Crolla fatturato auto, record negativo dal 2009

Mercato Ue in stallo a febbraio. Vendite Fca -5,2%, cresce Jeep

Amalia Angotti TORINO

L'auto crolla a gennaio: il primo mese del 2019 è stato il peggiore per il fatturato dell'industria italiana di auto da quasi dieci anni. L'Istat stima infatti un calo tendenziale del 21,5% il più ampio da giugno 2009 (quando era -21,6%). Anche gli ordinativi sono in calo del 21,7%. Tra i principali mercati europei l'Italia è con la Spagna quello che sta peggio anche sul fronte delle immatricolazioni, in calo a febbraio del 2,5%: dopo cinque mesi consecutivi in flessione le vendite di auto - spiega Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia - crescono in Germania (+2,7%), Francia (+2,1%) e Regno Unito (+1,4%). "Le contromisure prese dall'Italia sono inefficaci perché, penalizzano vetture di nuova generazione e non agiscono sulla riduzione dell'inquinamento. Ciò su cui si deve lavorare è lo svecchiamento del parco circolante, che in Italia conta quasi 13 milioni di vetture ante Euro 4", osserva Michele Crisci, presidente dell'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche estere.

 

Crolla fatturato auto, record negativo dal 2009


 A febbraio nell'Europa dei 28 più Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) sono state vendute - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - 1.148.775 auto, lo 0,9% in meno dello stesso mese del 2018. Il totale dei primi due mesi è 2.374.963, con una flessione del 2,9% sull'analogo periodo dell'anno scorso. "Pesano il rallentamento economico e la demonizzazione del diesel. Il mercato europeo sembra essere entrato in una situazione di stallo. Il calo di febbraio non è grave perché è inferiore all'1%, ma desta preoccupazione perché la frenata nelle vendite interessa più della metà dei 31 mercati nazionali dell'area Ue+Efta", osserva Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. Il gruppo Fca ha venduto a febbraio 80.213 auto nell'Europa dei 28 più le nazioni Efta, il 5,2% in meno dello stesso mese del 2018. La quota scende dal 7,3 al 7%. Nei primi due mesi del 2019 le immatricolazioni del gruppo sono state 152.907, in calo del 10%, con la quota che passa dal 6,9 al 6,4%. Va bene il marchio Jeep che ha immatricolato quasi 16.300 vetture, il 35,5% in più dello stesso mese dell'anno scorso. "I dati sull'andamento del mercato confermano che il 2019 è l'anno nero per le lavoratrici e i lavoratori del gruppo. In assenza del lancio di nuovi modelli, la cassa integrazione si diffonde a macchia d'olio", commenta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom. "I dati Istat di gennaio 2019 sul settore dell'auto mi portano a ribadire con ancora più forza l'importanza che assume il rinnovo del contratto collettivo specifico di lavoro di Fca, CnhI e Ferrari, la cui intesa è stata raggiunta lunedì 11 marzo a Torino" afferma Rocco Palombella, segretario generale della Uilm che con gli altri sindacati firmatari ha convocato a Roma 400 delegati per una prima valutazione del nuovo contratto.  

Promotor, in stallo mercato europeo
Pesano rallentamento economico e demonizzazione del diesel 
"Il mercato europeo dell'auto appare oggi frenato sia da fattori di carattere generale sia da aspetti specifici relativi all'automobile. Da un lato la domanda comincia a risentire del rallentamento economico che sta interessando l'economia mondiale, dall'altro le decisioni di acquisto continuano a essere frenate dalla demonizzazione del diesel". Così Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, commenta l'andamento del mercato europeo dell'auto. "Dato il grande impegno di tutte le case per l'auto elettrica - osserva Quagliano - il mercato europeo pare sulla soglia di una transizione epocale dalle alimentazioni tradizionali a quelle verdi, ma sembra essere entrato in una situazione di stallo. Il calo delle immatricolazioni di febbraio non è grave perché è inferiore all'1%, ma desta comunque preoccupazione anche perché la frenata nelle vendite interessa più della metà dei 31 mercati nazionali dell'area Ue+Efta".

Auto: Anfia, mercato Ue in calo nonostante lieve recupero
Contrazione del 13% delle auto diesel nei 5 maggiori mercati
"A febbraio la domanda di auto nuove in Ue risulta ancora in ribasso rispetto a un anno fa, nonostante alcuni dei principali mercati mostrino una leggera ripresa". Lo sottolinea Paolo Scudieri,  Presidente dell'Anfia."Dopo cinque mesi consecutivi in flessione - spiega - le immatricolazioni crescono in Germania (+2,7%), Francia (+2,1%) e Regno Unito (+1,4%), mentre continuano a calare, per il sesto mese consecutivo, in Spagna (-8,8%) e Italia (-2,4%). La flessione complessiva dei cinque maggiori mercati, che pesano per il 69,8% del totale, è dello 0,3% nel mese, con una contrazione delle vendite di auto diesel del 13%".

Unrae, contromisure Italia inefficaci
"Le contromisure prese dall'Italia sono inefficaci perché, penalizzando vetture di nuova generazione, non agiscono sulla riduzione dell'inquinamento. Ciò su cui si deve lavorare è lo svecchiamento del parco circolante, che in Italia conta quasi 13 milioni di vetture ante Euro 4". Lo afferma Michele Crisci, presidente dell'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche estere. L'Unrae spiega che, dopo quattro anni di incrementi e la stabilità del 2018, secondo l'Acea, l'Europa nel 2019 dovrebbe mantenersi in linea con l'anno precedente, con un aumento non superiore all'1%. Non andranno, infatti, sottovalutate le sfide che il mondo dell'auto dovrà affrontare, come la Brexit, le tariffe statunitensi sulle importazioni di auto dall'Europa e le norme stringenti sulle emissioni. 

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