Pneumatici invernali, 5 cose da sapere

Essenziali per sicurezza in periodi freddi

Redazione ANSA

Lo pneumatico, unico punto di contatto tra l’asfalto e il veicolo, rappresenta una delle componenti più importanti ai fini della sicurezza di auto e moto. Quindi, nei periodi più freddi dell’anno, diventa ancora più importante l’utilizzo di pneumatici appositamente progettati per affrontare le condizioni più comuni durante la cattiva stagione , che assicurano frenate più corte e maggiore stabilità.

Ecco, in cinque punti, i consigli e le spiegazioni dei ricercatori Pirelli per il migliore utilizzo di gomme stagionali.

1. Quando usarli. Il momento ideale dell’anno per passare dagli pneumatici estivi agli invernali è segnato dall’arrivo dell’autunno. La lunghezza del periodo più indicato può variare da regione a regione e in base all’altitudine, ma generalmente l’utilizzo delle gomme invernali è consigliabile in gran parte del territorio nazionale da ottobre-novembre fino a febbraio-marzo.

2. Condizioni meteo. Le gomme invernali sono progettate per offrire stabilità e aderenza all’asfalto a basse temperature, specie, quando il termometro scende sotto i 7 gradi. A questa condizione i pneumatici invernali garantiscono maggiori margini di sicurezza rispetto alle coperture estive in tutte le condizioni più comuni della stagione fredda: fondo scivoloso, fondo bagnato, brina, oltre, ovviamente, a neve e ghiaccio. L’invernale garantisce sicurezza in ogni condizione: sul bagnato, ad esempio, un pneumatico invernale può diminuire lo spazio di frenata del 15% rispetto ad un pneumatico estivo. Tuttavia la gomma invernale non delude nelle prestazioni e nei consumi quando la temperatura è tra i 7 e i 20 gradi: a questa condizione la gomma non è comunque sottoposta a particolare usura e garantisce assoluta sicurezza.

3. Come sono fatti gli invernali. I pneumatici invernali sono caratterizzati da disegni e mescole battistrada adatti a conferire tenuta di strada anche su fondi resi scivolosi da pioggia mista a neve e fango. I disegni battistrada presentano un rapporto tra zone piene (tasselli) e zone vuote (incavi) inferiore agli omologhi pneumatici estivi che favorisce il drenaggio dell'acqua e quindi consente di migliorare la tenuta su bagnato riducendo anche il rischio di aquaplaning Altra caratteristica fondamentale di un disegno battistrada invernale è la presenza di una fitta lamellatura (piccoli intagli posti sulla sommità dei tasselli), il cui scopo è duplice: da un lato si conferisce maggior elasticità al battistrada durante il rotolamento per migliorare il comfort di marcia e, dall'altro, si aumenta l'aderenza su neve e su ghiaccio grazie al cosiddetto "effetto ventosa".

Le mescole battistrada dei pneumatici invernali rimangono elastiche e uniformi anche a temperature estremamente rigide, garantendo il grip necessario anche in condizioni di aderenza precaria, al contrario le mescole estive, poiché sono composte da molecole che tendono a cristallizzarsi, presentano un’aderenza minore.

4. Come si riconoscono. Le gomme invernali si riconoscono dalla marcatura ministeriale M+S, che significa “Mud + Snow”, ovvero fango e neve, impressa sul fianco. In aggiunta alla marcatura ministeriale, per fornire un’indicazione sulle caratteristiche dei propri prodotti, Pirelli riporta sul fianco degli pneumatici lo Snowflake: una “montagnola” disegnata con piccolo fiocco di neve.

5. E le catene? L'uso di pneumatici invernali evita il fastidio di ”armeggiare” con le catene nei momenti di necessità e garantiscono sicurezza anche in mancanza di neve o ghiaccio, uniche condizioni nelle quali le catene sono indicate.
 

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