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Festival Tecnologia, il Politecnico si apre alla città

Oltre 40 laboratori e attività per mostrare applicazioni ricerca

TORINO ANSAcom

Il Politecnico si apre alla città. Nei giorni del Festival della Tecnologia l'ateneo torinese ha deciso di aprire le porte dei suoi dipartimenti e laboratori di ricerca per coinvolgere i visitatori in una serie di esperienze uniche. "Il processo di generazione della conoscenza deve avvenire attraverso la collaborazione dei sistemi della formazione, della ricerca, dell'impresa e della pubblica amministrazione - commenta il rettore del Politecnico Guido Saracco - e si sviluppa attraverso la condivisione del patrimonio tecnico-industriale con la cittadinanza e la società civile. Per questo il Festival della Tecnologia ci sembrava un'occasione imperdibile per mostrare a un pubblico ampio, composto anche da cittadini che magari varcheranno le porte del Politecnico per la prima volta, un'ampia panoramica delle nostre attività accademiche e delle loro applicazioni nella vita di tutti i giorni".
Oltre quaranta laboratori e attività animeranno la sede centrale del Politecnico in corso Duca degli Abruzzi e Corso Castelfidardo, la sede aulica del Castello del Valentino, la Cittadella del design e della mobilità a Mirafiori in Corso Settembrini, la Palazzina di Corso Trento, la Fondazione Links e l'incubatore di imprese innovative I3P. Un ricco programma che spazia dall'osservazione delle stelle dal tetto del Politecnico alle applicazioni di realtà virtuale per la robotica e l'industria 4.0, dalle sperimentazioni per l'urbanistica del futuro alle soluzioni per una mobilità autonoma e sostenibile. Al centro delle attività di ricerca anche la salvaguardia dell'ambiente, lo studio del corpo umano, la stampa 3D, la realtà aumentata, la robotica di servizio, il trasferimento tecnologico, l'applicazione dell'ingegneria gestionale nella produzione di beni e servizi, le prospettive di robot umanoidi e umani robotizzati, la realtà virtuale al servizio dell'animazione 3D, il monitoraggio delle polveri sottili.

In collaborazione con:
Politecnico di Torino

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