L'Europa guarda al futuro con il 'Cern dei laser'

Pronto nel 2021, Italia in prima linea

Elisa Buson

Il sogno di un fisico premio Nobel che si appresta a diventare realta' : un grande laboratorio di ricerca paneuropeo per sviluppare i laser del futuro grazie a un'infrastruttura distribuita su piu' Paesi e costruita con oltre 800 milioni di euro di fondi europei strutturali, perche' anche la ricerca puo' essere importante quanto un'autostrada o una rete ferroviaria. Ecco il progetto Extreme light infrastructure (Eli), il grande 'Cern dei laser' che dovrebbe essere completato e pienamente funzionante entro il 2021.

A presiedere il comitato scientifico e' Sandro De Silvestri, docente ordinario di fisica sperimentale al Politecnico di Milano, che da quasi 40 anni fa ricerca nel campo delle sorgenti laser e della generazione di impulsi ultrabrevi, e vincitore del premio 'Enrico Fermi' dalla Societa' italiana di fisica (Sif).


Sandro De Silvestri, tra i vincitori del premio 'Enrico Fermi' 2020 (fonte: M. Contran, Dip. di Fisica, Politecnico di Milano)

Con lui vengono premiati altri due studiosi nel campo della fotonica: Patrizia Tavella, dell'Ufficio internazionale dei pesi e delle misure di Sevres, e Giovanni Mana, dell'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) di Torino, per il loro contributo alla misurazione ultra precisa di tempo e massa grazie all'uso dei laser.

"In un certo senso rappresentiamo i due estremi della ricerca in fotonica", spiega De Silvestri, che si dice "molto contento per questo riconoscimento alla carriera, frutto di una nomination partita dai colleghi del dipartimento che mi hanno tenuto all'oscuro fino all'ultimo: una sorpresa che mi fa doppiamente piacere".



Quella di De Silvestri, infatti, e' una vita professionale interamente spesa per concorrere a una sfida tecnologica mondiale: quella che punta a generare impulsi laser sempre piu' brevi per 'fotografare' ad alta risoluzione gli eventi piu' rapidi della natura, come i meccanismi alla base della visione o della fotosintesi. E' proprio in questa 'corsa' che De Silvestri ha conosciuto Gerard Mourou, premio Nobel per la fisica 2018. "Abbiamo iniziato a collaborare a meta' degli anni Novanta, perche' Mourou aveva messo a punto delle tecniche per la generazione di impulsi ultra intensi che erano fondamentali per la mia ricerca". La collaborazione e' continuata anche dopo, quando Mourou e' tornato dagli Stati Uniti in Francia col suo progetto Eli in tasca.

"E' la prima volta che l'Europa usa fondi strutturali per un'impresa scientifica", precisa De Silvestri. "L'infrastruttura e' distribuita su tre sedi in Ungheria, Romania e Repubblica Ceca e avra' tre filoni di ricerca: la generazione di impulsi laser sempre piu' brevi, la fisica nucleare e la realizzazione di acceleratori di particelle ultracompatti basati sui laser che potranno essere utili pure in medicina. Eli sara' una grande opportunita' , anche per i ricercatori italiani: saranno possibili esperimenti su larga scala inimmaginabili per i laboratori dove siamo abituati a lavorare nelle universita' .

E le applicazioni - conclude l'esperto - saranno le piu' disparate: da quelle di fisica fondamentale, come poter seguire il moto degli elettroni in atomi e molecole, a quelle di maggiore impatto sociale legate allo sviluppo di nuove tecnologie per la radioterapia e a quelle piu' esotiche come ripulire l'orbita terrestre dai detriti spaziali, fino al trattamento dei rifiuti radioattivi".

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