Covid: Battiston, una settimana per capire quanto Delta è forte in Italia

Con ''più sequenziamento tamponi potremmo avere quadro chiaro'

Redazione ANSA

Considerata la rapida evoluzione del contagio di Omicron, fra circa una settimana sarà possibile capire se la variante Delta è ancora in circolazione e in quale misura: sarà il valore dell'indice Rt a segnalarlo, ma sarebbe in ogni caso necessario fare il sequenziamento in modo sistematico per avere un quadro chiaro: lo ha detto all'ANSA il fisico Roberto Battiston, dell'Università di Trento e coordinatore dell'Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

"Siamo di fronte a un netto rallentamento del contagio da Omicron: da una settimana i numeri sono in discesa giorno per giorno" ma, ha osservato, "non sappiamo ancora quale sia la frazione di variante Delta, principale responsabile del flusso di terapie intensive e di decessi, che è ancora in circolazione e quale sia il suo contributo a Rt. Gli ultimi dati disponibili arrivano dall'analisi dell'Istituto Superiore di Sanità, che la indica ai primi di gennaio, al 20% circa, a livello nazionale".

Nel frattempo, "la macchina della vaccinazione ha continuato a funzionare alla massima intensità, così come il super Green pass e gli effetti dovrebbero farsi sentire per fine gennaio", ha osservato. "Pochi giorni ancora e vedremo quanta Delta c'è ancora", ha proseguito Battiston. "Ricordiamo - ha aggiunto - che a Natale Rt era intorno a 1.35, il che voleva dire una crescita continua del numero dei nuovi infetti Delta, quantità che a quel tempo raggiungeva picchi settimanali di 35.000 nuovi infetti. Oggi non sappiamo quale sia il vero contributo di Delta, perché è nascosto dal numero di infetti con Omicron. Il valore dell'indice Rt a livello della popolazione generale corrisponde al bilancio fra il numero dei guariti e quello dei nuovi casi positivi: come è noto il picco si raggiunge con Rt eguale ad 1, nel momento in cui il numero dei guariti supera il numero dei nuovi infetti".

"Sappiamo però - ha detto ancora Battiston - che nei numeri ci sono imprecisioni perché casi asintomatici e paucisintomatici possono sfuggire alla registrazione: con Omicron i numeri sono talmente grandi che è possibile si verifichino incertezze sui dati. Anche sul numero dei guariti ci sono grandi incertezze, basti pensare ai casi di guariti non notificati per settimane da alcune Regioni e poi dichiarati tutti insieme".

I dati disponibili indicano, in ogni caso, che "nelle ultime tre settimane l'indice Rt nazionale è salito fino a 2,5 e poi è sceso altrettanto velocemente. Ora è pari a 1,39 e in discesa. Più Rt si avvicinerà a 1, più sarà evidente che la variante Delta avrà perso forza. Certamente - ha concluso - se avessimo più sequenziamenti genomici dei tamponi, potremmo avere un quadro più chiaro".

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