Anche le api mettono in ordine i numeri da sinistra a destra

Esattamente come gli umani, lo indica una ricerca italiana

Redazione ANSA
Anche le api mettono mentalmente in ordine crescente i numeri come gli umani, da sinistra a destra. A scoprirlo è stato il gruppo di ricerca internazionale coordinato da Rosa Rugani, dell’Università di Padova, grazie a una serie di test. Lo studio, pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), suggerisce che l’ordinamento dei numeri potrebbe avere un’origine genetica antica e non semplicemente culturale.
E’ noto da tempo che le api sanno contare, che hanno probabilmente il concetto di zero e sono anche in grado di compiere alcune operazioni algebriche, ma poco o nulla si sapeva sulla rappresentazione mentale che hanno dei numeri stessi. Per scoprirlo, i ricercatori hanno messo a punto un test per determinare se le api mettano in ordine i numeri in funzione della grandezza, così come succede nell'uomo. I test finora eseguiti sugli esseri umani hanno dimostrato che, indipendentemente dall’età o dalla provenienza culturale, la tendenza a mettere in ordine i numeri: i più piccoli a sinistra e poi a crescere verso destra. Il risultato ha spinto molti ricercatori a ipotizzare che questa caratteristica fosse in qualche modo dovuta a fattori genetici, coinvolgendo l’area del cervello delle rappresentazioni numerico-spaziali.
Per verificare se le api si comportano nello stesso modo, i ricercatori hanno sviluppato un test diviso in due fasi: nella prima hanno insegnato agli insetti la possibilità di associare una specifica quantità, ad esempio 1, 3 o 5, a una ricompensa; successivamente le stesse api sono state poste in scatole in cui le quantità erano ordinate in modo crescente da sinistra: oltre il 70% degli insetti si è spostato senza esitazioni verso la direzione in cui avrebbero dovuto trovare quella quantità, secondo l'addestramento che avevano ricevuto. Un segnale chiaro, spiegano i ricercatori, che le api abbiano una sorta di linea mentale di ordinamento delle quantità esattamente come gli umani, e un nuovo indizio che questa facoltà abbia lontane origini evolutive.
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