Brexit: Cia, tutelare settore che è 14% export Italia

Convegno a Milano, Ue acceleri sull'accordo

Redazione ANSA

MILANO - Il Regno Unito è il quarto Paese più importante per l'export italiano di cibo e bevande con un valore di 3,4 miliardi e una crescita del 2% lo scorso anno (+8% del solo settore lattiero-caseario): per questo la Confederazione Italia Agricoltori chiede che "l'Europa acceleri sull'accordo di libero scambio" con un "rapido e dettagliato negoziato".

L'occasione per lanciare l'appello è stato il convegno 'la Brexit e i nuovi scenari dell'export dei prodotti agroalimentari del Made in Italy' organizzato insieme a KPMG, con cui Cia ha iniziato una collaborazione per assistere le aziende in vista dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea.

"Sappiamo bene che un anno non basterà, per questo - ha detto il presidente nazionale, Dino Scanavino - Cia sta lavorando comunque per fornire alle imprese gli strumenti utili a comprendere e gestire il cambiamento Ad ogni modo è fondamentale che l'Europa resti protagonista di un rapporto privilegiato con il Regno Unito, perché si raggiunga un accordo sui punti cardine a partire, come sostiene anche la Commissione europea, dal mantenimento degli standard di qualità sui prodotti, anche se l'obiettivo finale rimane un'intesa senza tariffe e quote". 

Brexit: Cia, Ue acceleri su accordo di libero scambio
Incognita per oltre 40 mila aziende, collaborazione con Kpmg
L'Europa acceleri sull'accordo di libero scambio con il Regno Unito e sia protagonista, da subito, di un rapido e dettagliato negoziato commerciale con Londra. E' quanto emerso nel corso del dibattito organizzato da Cia-Agricoltori Italiani, a pochi giorni dal Brexit day previsto il 31 gennaio. L'evento dà il via a una collaborazione tra Cia e Kpmg con l'obiettivo di supportare le aziende nelle strategie di contenimento dei rischi da Brexit.

Il futuro delle relazioni bilaterali tra le due sponde della Manica ci "richiede, già nel medio termine, la massima attenzione - evidenzia la Cia - a sostegno delle imprese agroalimentari italiane che esportano nel Regno Unito. Fatturano 3,4 miliardi sui 24 totali, ovvero il 14% dell'export complessivo dall'Italia verso Londra. Si tratta, quindi, di un negoziato fondamentale per tutte le 40 mila aziende nazionali che vendono Oltremanica".

Il Regno Unito, secondo i dati della Cia, è il quarto mercato di sbocco per l'export di cibo e bevande tricolore, in aumento del 2% nel solo 2019 (ultimi dati gennaio-ottobre), forte anche del primato delle Igp (30%). Il vino con oltre 830 milioni di euro, resta il prodotto più venduto, ma crescono anche il settore lattiero-caseario (+8%) e l'ortofrutta trasformata (+5%).

Brexit:Scanavino(Cia),obiettivo intesa senza tariffe e quote
"Sappiamo bene che un anno non basterà, per questo Cia - agricoltori italiani sta lavorando comunque per fornire alle imprese gli strumenti utili a comprendere e gestire il cambiamento". Così il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, nel corso di un convegno a Milano con Kpmg sulla Brexit. "Ad ogni modo, è fondamentale - aggiunge - che l'Europa resti protagonista di un rapporto privilegiato con il Regno Unito, perché si raggiunga un accordo sui punti cardine a partire, come sostiene anche la Commissione europea, dal mantenimento degli standard di qualità sui prodotti, anche se l'obiettivo finale rimane un'intesa senza tariffe e quote". 

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