Trattori del futuro a guida autonoma e a energia solare

Un prototipo giapponese, meno peso e consumi

Redazione ANSA

VERONA - Da qui a dieci anni in Giappone gran parte dei contadini saranno troppo anziani per le dure incombenze nei campi e in risaia. E le nuove leve troppo attaccate al telefonino per sporcarsi le mani con i lavori di campagna. Due problematiche a cui il colosso nipponico Kubota ha pensato di rispondere mettendo a punto X-Tractor 130, un mezzo del futuro a guida autonoma, alimentato con pannelli solari e con i quattro cingolati triangolari per non affondare nelle risaie e sulla sabbia.

Il prototipo, dal design in stile navicella spaziale, è stato presentato nei giorni scorsi a Kyoto dal presidente di Kubota, Yuichi Kitao, in occasione del 130/o anniversario del gruppo con sede a Osaka. E a Verona è stato illustrato all'ANSA in occasione di Fieragricola dalla marketing manager Divisione Trattori della Kubota Europe, Elisabetta Rivolta. "Si tratta di un prototipo e non sappiamo neanche se e quando arriverà sul mercato europeo. Questo prodotto - una sorta di Tesla dei trattori - sarà familiare e compreso tra una decina d'anni" ha premesso. Un drone mappa il terreno e lo guida laddove c'è bisogno di concimare o di irrigare e un agricoltore smart lo controlla da remoto con un telefonino". E' l'ultima rivoluzione nel comparto portata in Italia dai giapponesi. "L'Italia - ha spiegato Rivolta - è un mercato molto tradizionale e il trattore è identitario per una famiglia di agricoltori. Di generazione in generazione si compra sempre lo stesso marchio di macchina agricola, lo si sposa. I motoristi indossano capellino, gadget e maglia col brand del proprio trattore come succede per i motociclisti con la Harley-Davidson , e se potessero ci andrebbero al bar. In questo contesto Kubota ha saputo conquistare il 6% del mercato italiano realizzando qui un fatturato di 45 milioni di euro, rivoluzionando i parametri di qualità del mercato. Prima il trattore si comprava a peso.

Più era pesante e extra large più valeva. L'industria giapponese propone invece trattori leggeri, quindi a basso consumo di carburanti e sostenibili, ma più potenti e versatili. In linea col motto che campeggia sul marchio "per la terra, per la vita".

Essere top di gamma non ha fatto dimenticare l'impegno etico non come idea ma come investimento. Al punto che Kubota è già pronta rispetto ai 17 obiettivi per la sostenibilità 2030 indicati dalle Nazioni Unite". "Puntiamo a garantire una vita di abbondanza per tutti ma proteggendo allo stesso tempo il bellissimo ambiente naturale della Terra. E vogliamo mantenere lo spirito del fondatore, Gonshiro Kubota, che a 19 anni fabbricò il primo impianto idraulico in ghisa per preservare i concittadini dal colera. Ed è per questo ricordato tra i grandi nel museo degli imprenditori di Tokyo " ha sottolineato l'attuale presidente, Kitao ricordando che attualmente Kubota ha 40.202 dipendenti, dei quali 3862 in Europa presso 44 società consolidate e produce in tutto il mondo oltre 4 milioni di trattori.

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