I duecento anni del Prado

Nella pinacoteca di Madrid tra mostre e 10 capolavori

di Ida Bini MADRID

MADRID - Compie due secoli di vita il museo del Prado, una delle pinacoteche più famose e ricche del mondo, inaugurata dai Reali spagnoli in un elegante palazzo nel cuore di Madrid il 18 novembre del 1819. In questi duecento anni il museo ha sempre avuto un unico obiettivo: ospitare e custodire con attenzione grandi opere d'arte, partendo da una collezione privata di 311 tele. Lo fece durante la guerra civile spagnola, quando le opere vennero protette dai bombardamenti con sacchi di sabbia e poi trasferite a Valencia e a Ginevra; e lo fa ancora oggi con 8.600 quadri, decine di capolavori assoluti, 5mila disegni, 2mila stampe, mille tra medaglie e monete, 2mila oggetti d'arte e più di 700 sculture. Trasformato e ampliato negli ultimi decenni - l'ultima modifica risale al 2007 su progetto dell'architetto Rafael Moneo - oggi il Prado è visitato ogni anno da quasi 3 milioni di persone che hanno la possibilità di fare un viaggio nel mondo dell'arte in due edifici su tre piani, stracolmi di quadri di Goya, Velázquez, El Greco, Raffaello, Rubens e Tiziano.
    Per il bicentenario il museo sta ospitando numerose attività ed esposizioni temporanee, tra cui "Solo di volontà ne ho abbastanza. Disegni di Goya" che, fino al 16 febbraio 2020, mostra oltre un centinaio di disegni del celebre pittore.
    Attraverso la mostra "Storia di due pittrici: Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana" si può scoprire fino al 2 febbraio 2020 la personalità artistica di due importanti donne della storia dell'arte occidentale. E, ancora, "Il maestro di carta.
    Manuali dai secoli XVII al XIX per imparare a disegnare", che racconta fino al 2 febbraio 2020 l'uso dei manuali come strumento pedagogico e la loro evoluzione in Europa; e, fino al 12 gennaio 2020, la donazione di Hans Rudolf Gerstenmaier con 11 opere di pittori spagnoli tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.
    Le opere che ospita il Prado sono tantissime ma almeno dieci sono capolavori assoluti, che meritano di essere visti una volta nella vita.
    La Deposizione dalla croce, dipinto nel 1434 dal pittore fiammingo Rogier Van Der Weyden, era originariamente la parte centrale di un trittico parzialmente scomparso; oggi appare con l'insolita forma di una "T" rovesciata.
    Annunciazione è un'opera del Beato Angelico realizzata nel 1435 per il convento di san Domenico di Fiesole.
    Giardino delle delizie è un trittico dipinto nel 1480 dal pittore olandese Hieronymus Bosch che mostra una rappresentazione visionaria della Terra durante la Creazione e si analizza da sinistra verso destra.
    Spasimo di Sicilia è una pala d'altare dipinta da Raffaello nel 1517 che rappresenta il Redentore caduto sulla via del Calvario mentre si rivolge alla Madre, sorretta dalla Maddalena e da donne pie.
    Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, dipinto nel 1550 da Tiziano, mostra la scena della Genesi su peccato originale.
    Il Cavaliere con la mano nel petto è uno dei dipinti più famosi di El Greco, realizzato nel 1580. E' il ritratto di un nobile di Toledo, all'epoca capitale spagnola dove risiedeva il pittore.
    Le tre Grazie è un dipinto di Pieter Paul Rubens del 1638 che raffigura le famose tre dee della mitologia greca mentre danzano insieme.
    Las Meninas di Diego Velázquez, dipinta nel 1656, è il capolavoro del pittore andaluso: è un ritratto all'infanta Margarita e a personaggi della corte nello studio del pittore, che si ritrae di fronte al cavalletto. La Maja desnuda, realizzato nel 1800 da Francisco Goya, è il primo ritratto non mitologico o letterario di una donna completamente nuda e distesa su un divano. C'è anche la versione della donna vestita.
    Il 3 maggio 1808 è un dipinto del 1814 di Francisco Goya che rappresenta la resistenza delle truppe spagnole all'armata francese di Napoleone durante l'occupazione del 1808. Ha una forte valenza storica e simbolica.
    Per maggiori informazioni: www.museodelprado.es


   

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