Santiago Calatrava e l'arte, 5 grandi opere nel mondo

Tra i progetti firmati dall'archistar che si ispira alla natura

Ida Bini VALENCIA

 Piegabilità delle strutture è il titolo della tesi di laurea in ingegneria di Santiago Calatrava, architetto spagnolo conosciuto in tutto il mondo per i suoi ponti. Lo stile delle sue opere, unico e ben riconoscibile, ha grandi linee curve, leggere e dinamiche, piegate appunto, e forme strettamente legate alla natura. Progettare per Calatrava è un'arte in grado di sintetizzare pittura e scultura in modo completo e perfetto, come dimostrano anche i bozzetti preparatori dei suoi modelli, visionari disegni e acquarelli che confermano ancora di più lo stretto legame tra architettura e pittura. Durante la sua formazione accademica l'archistar si avvicinò alle opere di Le Corbusier e di Gaudí, studiando il legame tra la forma e la struttura, tra la natura e la tecnica.
    Spesso criticato per la lentezza e per l'elevato costo dei suoi lavori, l'architetto valenciano ha lasciato numerose opere in giro per il mondo, molte delle quali legati al mondo dell'arte.
    La tecnologia, i materiali usati - un mix equilibrato tra cemento armato e acciaio e la prevalenza dell'uso di pietra bianca - hanno conquistato tutti, così come il suo originale design dove colonne, archi e contrafforti sono i protagonisti delle sue opere.
    A Valencia nel 1996 Calatrava ha progettato la Città delle Arti e delle Scienze, un grande complesso che ha segnato la rinascita culturale e turistica della città spagnola. L'archistar ha fatto costruire un'avveniristica struttura museale sul vecchio letto del fiume Turia, trasformato in un immenso giardino lungo 9 chilometri. In quest'area sorgono l'Hemisféric, un cinema planetario la cui forma ricorda un gigantesco occhio umano; il museo delle scienze Principe Felipe, didattico e interattivo, riconoscibile dalla sua forma a scheletro di balena; l'Oceanográfic, una città sottomarina con acquari, laghi, lagune e isolotti che illustrano la vita marina; la serra L'Umbracle, dove si passeggia per un chilometro tra piante tropicali, e l'Àgora, una piazza coperta per convegni e avvenimenti sportivi.
    Cuore del complesso è la spettacolare Opera House-Palau de les Arts, tra i maggiori teatri musicali d'Europa con quattro sale per opere e concerti.
    Sempre in Spagna nel 1997 ha progettato nella capitale dell'isola di Tenerife l'avveniristico Auditorium "Adán Martín": inaugurato nel 2003 prospiciente l'oceano Atlantico, il profilo maestoso del complesso è diventato il simbolo di Santa Cruz de Tenerife. L'auditorium ospita diversi spazi tra cui la sala principale o Symphony, coronata da una cupola e con una tribuna ad anfiteatro per 1.616 posti e un grande palco profondo 14 metri e la sala della camera, più piccola, con 422 posti a sedere. All'esterno due terrazze panoramiche si affacciano sul mare.
    Nel 2001 a Milwaukee, sul lungolago Michigan, l'architetto ha progettato il padiglione Quadracci per ampliare il Milwaukee Art Museum, uno dei più grandi musei d'arte degli Stati Uniti e sede di importanti eventi artistici internazionali. L'estensione ideata da Calatrava ha aumentato del 30 percento la superficie espositiva con nuovi spazi, un auditorium, una libreria, una caffetteria, l'ingresso a vetrate e un collegamento con l'edificio principale, che risale al 1957. Esternamente un'avveniristica vela mobile, ispirata alla dentatura di un capodoglio, corona le sale espositive del museo: si tratta di 72 nervature metalliche, realizzate in calcestruzzo bianco. Lo schermo mobile posto in cima al padiglione ha ali che, aperte, raggiungono l'ampiezza di 66 metri e si richiudono durante la notte o in caso di pioggia. E' una struttura architettonica elegante e leggera ma al tempo stesso funzionale.
    Nel 2004 Calatrava ha progettato la biblioteca della facoltà di giurisprudenza dell'università di Zurigo: è una straordinaria cupola di vetro sul tetto dell'ateneo, un lucernario di forma ovale e allungata che copre un vecchio cortile interno su cui sono disposti una serie di piani che forniscono alle sale di lettura una luce naturale proveniente dal soffitto. All'interno della biblioteca in pietra bianca naturale e legno, 6 gallerie perimetrali seguono il fascio di luce fino al piano terra: guardando la costruzione dal basso, le balaustre dei vari livelli sembrano fluttuare nello spazio mentre solo otto pilastri appena visibili sostengono la struttura. A Rio de Janeiro, sul molo di Mauá, nel 2015 ha progettato il Museo do Amanhã, il museo del Domani: l'edificio si sviluppa su due livelli; il primo, con vista panoramica sulla baia di Guanabara, è riservato alle mostre temporanee mentre il livello inferiore ospita gli uffici, le strutture educative, un auditorium, un negozio, un ristorante e gli archivi. Anche qui lo stile di Calatrava è inconfondibile: la bianca struttura espositiva sembra navigare sul mare come una nave, con una copertura a sbalzo che percorre per 340 metri tutta la banchina mentre la facciata è disegnata da una serie di "ventagli" mobili. Il museo, simbolo del rinnovamento dell'area portuale di Rio de Janeiro, ospita opere d'arte e scientifiche della cultura brasiliana. (ANSA).
   

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