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L'inglese? Si impara in Toscana o in Salento come a Oxford

Con Speak vacanze Full Immersion tra lingua, arte e sapori

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SARTEANO (SIENA) - "Houston, abbiamo un problema!". La celebre frase pronunciata da uno degli astronauti a bordo dell'Apollo 13 rende bene il tormentato rapporto di molti italiani con le lingue straniere, l'inglese su tutte. A tutti i livelli, dai più giovani in cerca di lavoro fino a professionisti all'apice della carriera, in quanti possono dire non solo di leggere e capire una o più lingue straniere ma soprattutto di parlarle fluentemente e tranquillamente? In quanti possono dire di non essersi sentiti almeno una volta un po' come Totò che chiede informazioni al vigile in una lingua sconosciuta? Eppure l'inglese viene studiato a larghissima maggioranza in tutte le scuole tricolori a partire dalle elementari (si tocca il 100% tra gli 11 e i 15 anni) e, secondo l'Eurostat, l'Italia è ampiamente sopra la media europea. Gli italiani, di cui il 60% - valore sotto la media Ue del 66% - afferma di conoscere una lingua straniera, sono però quelli che ritengono di parlarlo peggio.

Ma la soluzione potrebbe essere più alla portata di mano di quello che si pensa. Se l'ora di corso settimanale nelle varie scuole di inglese non basta, se non si trovano miglioramenti su app e computer e guardando film in lingua originale, se un viaggio all'estero non è praticabile per questioni di studio o lavoro, ecco che arriva un metodo innovativo proposto dagli esperti di Speak (www.speakinitaly.com), giovane società con sede a Molfetta, ideata e fondata da un team di professori con oltre 20 anni di esperienza in scuole residenziali di lingua nel Regno Unito.

Ovvero migliorare l'inglese immersi in una "bolla" linguistica proprio in Italia, in luoghi ricchi di natura ed arte e circondati non solo di insegnanti madrelingua ma anche di "anglos", ovvero persone "normali" - avvocati, medici, insegnanti, studenti - che parlano l'inglese e vengono da tutte le parti del mondo dove si usa questa lingua (dall'Inghilterra agli Usa, dal Sudafrica all'Australia). Un programma di una settimana (ma anche più concentrato e nelle vicinanze dei due grandi poli di Milano e Roma) che però grazie all'assenza quasi assoluta di contatti con la lingua madre permette un miglioramento veloce e decisivo, tanto che chi lo frequenta dice che alla partenza anche nei sogni addirittura parla in inglese. E si rivolge sia agli adulti che a bambini e teenager (anche in questo caso, oltre agli insegnati, sono presenti "anglos" pari età provenienti da tutto il mondo). 

L'INTERVISTA/Marilisa Cuccia, "Con corsi e formazione rivive anima dell'abbazia di Spineto"

"Anche se in verità investe molto nella formazione della lingua inglese - dice il britannico Joe Lang, uno dei fondatori di Speak, che insegna inglese dal 1999 ed è Examiner e Team Leader per tutti i livelli degli esami Cambridge - l'Italia è ultima in Europa nella classifica delle competenze comunicative (speaking and listening). E questo grosso problema riguarda in particolare la generazione tra i 40 e i 60 anni che corrisponde in buona parte alla classe manageriale del Paese".

L'ESPERTO/Joe Lang (Speak), "L'Italia investe molto sull'inglese ma è ultima in classifica in Europa"

L'inglese? Si impara in Toscana o in Salento come a Oxford

 "Leggo molte mail e documenti in inglese, scrivo anche qualcosa in quella lingua - spiega Alessandro, uno degli Speak Learner, che sul lavoro si occupa di informatica - ma mi mancava quella marcia in più, quel poter affrontare con sicurezza e decisione una conference call o una discussione in inglese, anche al di fuori della mia area lavorativa. Per motivi familiari e lavorativi non potevo andare all'estero e quindi ho scelto la proposta di Speak. Devo dire che l'immersione è totale: parte dalla mattina presto quando mi sveglio e mi vado a fare una corsa attorno al lago con qualcun altro alla sera quando chiacchieriamo davanti a un bicchiere di vino".

Dell'organizzazione nel dettaglio dei corsi parla il sudafricano Rustin Schutte, Programme Director di Speak, che oltre ad avere una laurea in Letteratura Inglese e una in Psicologia è stato direttore di varie Summer School di Oxford: "E' prevista un'esposizione di oltre 15 ore al giorno, tra sessioni one to one ad attività dedicate ma non si entra in nessuna classe! Selezioniamo i nostri Anglos da tutte le parti del mondo (con diversi accenti e diverse professioni alle spalle) per creare questa esperienza totalmente immersiva e dare questa opportunità unica di parlare tutto il giorno con persone madrelingua con conversazioni "reali" one to one, di gruppo, legati ad attività, discussioni, presentazioni e opportunità professionali (come presentazioni e telefonate) e anche a giochi. E questo avviene tutto il giorno, persino durante il pranzo o il relax della sera. Voglio chiarire che è un'esperienza che va bene per tutti i livelli di inglese e non si è mai sotto pressione o stressati".

Katy, che ha un lungo background nel mondo dell'insegnamento e della legge ed è una delle anglos di Speak, spiega: "Sono qui con l'intento di incontrare e di integrarmi con gli italiani, per fare amicizie e godermi le bellezze della splendida Toscana e soprattutto per aiutare gli italiani che sono qui per migliorare il loro inglese. E' stata una settimana assolutamente fantastica, abbiamo stretto un sacco di amicizie, ho incontrato persone davvero speciali e amichevoli. Ho imparato tanto sulla cultura italiana e loro hanno imparato molto nel piccolo spazio di una settimana. Abbiamo anche fatto un delizioso e divertente Wine Tour a Montepulciano".

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In collaborazione con:
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