A Matera la festa delle bande marcianti

Dalla Cava del Sole ai rioni della città Capitale della Cultura

Redazione ANSA MATERA

MATERA -Matera e musica: un binomio inscindibile e coinvolgente che ha segnato l'avvio ufficiale del 2019 da Capitale europea della cultura. E sono stati proprio 2019 i musicisti delle 39 bande marcianti, di cui 20 lucane e 19 provenienti da tutta Europa, che nella giornata inaugurale si sono esibite prima nella Cava del Sole e poi nel resto della città. All'inizio hanno suonato singolarmente, alla fine invece in un concerto bandistico corale, primo esperimento al mondo, intonando l'Inno alla gioia di Ludwig Van Beethoven, segno distintivo musicale del Vecchio Continente. Gli onori di casa li ha fatti la banda della città di Matera, l'associazione bandistica "Francesco Paolicelli". Dalla Cava del Sole è così cominciato un anno cruciale per Matera, che vedrà nella cornice delle cave di tufo svolgersi un calendario fitto di iniziative. Tantissimi eventi, riflettori e speranze di diventare pietra preziosa d'Italia sul palcoscenico europeo anche con il contributo della musica. Ne hanno dato prova le bande, dai tanti suoni e colori, che dopo l'esibizione nell'anfiteatro della Cava del Sole si sono trasferite nel centro e nei rioni cittadini, dove hanno suonato per tutto il giorno. "Le bande marcianti - ha evidenziato Stefano Murciano, responsabile dell'organizzazione della Fondazione Basilicata Matera 2019 - rappresentano per noi l'esplosione della festa e la condivisione con tutti i cittadini. Abbiamo pensato a un percorso che dal centro attraversasse gli undici rioni, accogliendo tutte le sonorità d'Europa e ringraziando con l'ospitalità di associazioni e cittadini, che hanno trasformato la città in casa e tavola d'incontro (Open City), offrendo loro vino, salumi e piatti tipici come la 'crapiata', antico piatto della tradizione contadina a base di cereali e legumi". E a proposito di accoglienza e amicizia, ogni banda italiana è stata abbinata con una straniera nel segno di un gemellaggio, cominciato a Matera e in altri paesi della Basilicata con l'ospitalità nelle case dei musicisti gemellati. Come la Banda "Bellini" di Genzano di Lucania abbinata con la St Patrick's Band, di Galway (Irlanda) città designata come Capitale europea della Cultura nel 2020 insieme a quella di Fiume (Croazia). "Nonostante le barriere linguistiche tra le diverse band - ha raccontato Terry Cooke, musicista della St Patrick's Band di Galway - il legame e i linguaggi comuni sono stati espressi dalla musica nell'armonia delle diverse sonorità. Penso che il calore della gente, la qualità dell'organizzazione, l'ospitalità, l'apertura mentale della gente di Matera dimostrata nell'abbracciare noi, futura Capitale europea della Cultura, e tutti i visitatori, possano ispirare le persone di Galway a replicare un'ospitalità davvero fantastica". La giornata inaugurale di Matera 2019 è stata quindi pensata, voluta è realizzata come una lunga cerimonia diffusa, non solo a Matera ma in tutta la Basilicata. L'idea è nata da un'intuizione di Elvira De Giacomo, segreteria di direzione della Fondazione Basilicata Matera 2019: questo ha permesso a diverse realtà locali di avere connessioni, scambi e visibilità internazionali. 

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