100 anni fa l'inaugurazione del Bal Tic Tac di Balla

Decorò e arredò primo locale futurista, aperto con Marinetti

di Paolo Petroni ROMA

 - Giusto nel dicembre di 100 anni fa ''Pitture vertiginose di moto e di colori'' sono definite dal quotidiano romano La Tribuna le decorazioni e arredi interamente firmati da Giacomo Balla per l'inaugurazione del Bal Tic Tac, la prima sala futurista, attigua all'ottocentesco Villino Hüffer (via Milano 24, angolo via Nazionale). Questo è stato l'anno di Balla a Roma in occasione dei 150 anni della sua nascita a Torino il 18 luglio 1871 e il Maxxi ha pure reso fruibile al pubblico la stupefacente, fantasmagorica casa dell'artista, in via Oslavia, a Prati, anch'essa da lui completamente dipinta, decorata, arredata dai mobili alle suppellettili in cucina, cui si aggiunge al museo un'esposizione di schizzi, oggetti e abiti di sua ideazione, mentre la galleria Russo a maggio ha organizzato un'esposizione con decine di opere ''Dal primo autoritratto alle ultime rose''.
    All'inaugurazione naturalmente c'era Filippo Tommaso Marinetti e la rivista milanese 'Il Futurismo', nel suo secondo numero, ne dava trionfale notizia: ''Marinetti inaugurò a Roma, con un discorso, il Bal Tic Tac, grandioso locale per balli notturni, futuristicamente decorato da Balla. Per la prima volta, apparve realizzata la nuova arte decorativa futurista.
    Forza, dinamismo, giocondità, italianità, originalità''.
    Riferendosi al Bal Tic Tac e all'apertura l'anno dopo nei sotterranei dell'Hotel Élite et des Etrangers in Via Basilicata del Cabaret del Diavolo, Massimo Bontempelli annotava che ''in questi giorni, qui a Roma, c'è stato un improvviso e molteplice sboccio d'arte futurista: il futurismo applicato al cabaret''.
    Il secondo locale, un ritrovo di curiosi poeti e artisti, quelli della Brigata degli Indiavolati, era di proprietà di Gino Gori, che aveva puntato sulla creatività di Depero, chiamandolo a decorarne e ad arredarne le tre sale, Inferno, Purgatorio e Paradiso, con diverse intonazioni cromatiche e i mobili rispettivamente rossi, verdi e azzurri.
    A sorpresa, tre anni fa, durante dei lavori nei locali di ingresso che furono del dimenticato Bal Tic Tac, sono stati ritrovati a sorpresa ottanta metri di pittura a secco, a tempera, di Balla, dai colori accesi, gialli, rossi, blu aggressivi, forme sinuose e nebulose che sembrano far esplodere lo spazio cui danno tensione bianchi triangoli. Elica Balla, artista anche lei e figlia di Giacomo, all'epoca dell'inaugurazione una bambina, anni dopo ricorderà come il padre fosse stato per questo contattato da Vinicio Paladini, altro esponente dell'avanguardia romana, che avrebbe poi lanciato il movimento Immaginista: ''gli propose un lavoro di decorazione completamente futurista, per abbellire un locale (oggi si direbbe night-club). Balla, felice, non chiedeva altro, e per un compenso di quattro mila lire accettò subito di fare tutto il lavoro in quello che lui chiamerà il Bal Tic Tac, dove, preceduta da un ingresso fantasmagorico di fiamme e colori infernali, Balla inonda di azzurro e di verdi mattutini la grande sala da ballo e crea nuovi disegni e mezzi pratici per realizzare lampade, mobili e ogni cosa per tutto l'arredamento del locale''. Balla, che si autodefiniva ''astrattista futurista'', nel 1921 si trovò a operare per realizzare l'intera decorazione in ambienti nuovi, appena costruiti, in assoluta libertà creativa secondo lo stile di quella che fu la prima avanguardia europea, mettendo in pratica le enunciazioni teoriche del manifesto 'Ricostruzione futurista dell'Universo', pubblicato l'11 marzo 1915 e firmato assieme a Fortunato Depero. ''Le pareti sembrano esse stesse ballare, le grandi linee architettoniche si compenetrano in toni di blu chiaro e profondo, sempre luminoso, come un cielo in festa - scrisse a suo tempo visitando il locale notturno la giornalista Charlotte Caillot della rivista parigina 'Les Tablettes' - Un enorme trifoglio verde distorce un segno di quadri o uno di picche e taglia un cuore giallo, come se qualcuno stesse mischiando gigantesche carte animate. Una ballerina scompone a ventaglio i suoi movimenti e contemporaneamente ne imprime nello spazio la memoria ritmica.
    Pilastri tricolori hanno la bonarietà di un 14 luglio amichevole''. (ANSA).
   

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