Fabio Lovino, quando una foto è un ricordo stampato

Tutti in fila da Imperia a Palermo per un ritratto d'autore

Redazione ANSA ROMA

(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) - ROMA, 23 DIC - Dimenticatevi i selfie, ovvero quegli scatti autoprodotti e autorubati che per un istante velocissimo vi trasformano in ritrattisti e poi vengono subito dimenticati.
    Qui l'emozione è nella lentezza di una esperienza che dal primo all'ultimo istante vuole rimanere unica. E tale rimarrà, perchè punta proprio ad una diversa idea del tempo. Antistorica, se volete, però in questo affascinante. L'iniziativa si chiama Ricordi stampati e, sulle tracce della frase di Nelson Mandela secondo il quale ''il ricordo è il tessuto dell'identità'', fin dal 2018 mette insieme un gruppo di fotografi rinomati, diciamo artisti anche se non a tutti loro piace essere definiti così, per dare la possibilità a tutti di portarsi a casa un ritratto di grandi dimensioni stampato da appendere sulle pareti di casa almeno per i prossimi 25 anni, tanti ne sono garantiti.
    Dopo la pausa del 2020 in cui il mondo si è fermato ora tornano su www.ricordistampati.it . ''Da allora tutti si mettono in fila, persone di tutti i tipi, giornalisti, magistrati, neuropsichiatri, di tutte le età, da soli, con compagni o compagne, con figli, famiglie intere, spesso anche con i cani.
    Insomma con le persone con le quali vogliono passare il resto della loro vita. Che non vogliono perdere. Ho studiato le statistiche, mi piacciono le statistiche'', racconta all'ANSA Fabio Lovino, fotografo e documentarista che ha immortalato le grandi star del cinema e della musica, e che è il punto di riferimento di questo progetto a Roma.
    A Imperia c'è Settimio Benedusi, a Cesena e Riccione Marco Onofri, a Firenze Massimo Sestini, a Milano Guido Stazzoni (special guest Sofia Uslenghi, Cosimo Buccolieri, Maki Galimberti, Max&Douglas, Toni Thorimbert, Oliviero Toscani, Mattia Zoppellaro), a Palermo Valerio Spada, a Bruxelles Lucia Gaggero. Tutti in fila davanti al suo studio che è quel loft nel cuore della capitale, a due passi da San Pietro, che tutti i ragazzi degli anni 80 hanno sognato come propria tana. Le persone arrivano e si immergono nella penombra, lui ci parla per capirne il carattere, cosa vogliono, con uno sforzo di empatia notevole. ''Quando si fa un servizio fotografico si va da un minimo di lavoro di mezza giornata a interi mesi'', dice Lovino che ha ritratto attori come Robert De Niro, Al Pacino, Benicio del Toro, Charlotte Rampling, Terry Gilliam, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, David Cronenberg e David Lynch e molti altri artisti come Elisa, Caparezza, Subsonica, Marina Rei, Alex Britti, Sergio Cammariere, Morrissey.
    ''Lavorando ad esempio con artisti come Mark Knopfler o i Police, per i loro album, si studiavano almeno 4 o 5 mesi prima le location, quando ti mandavano tutti i pezzi in anteprima.
    Ogni volta il fotografo ha la grande responsabilità di riuscire a catturarti l'anima nel tempo che ha a disposizione''. E poi nel suo studio accade che, dopo essersi abbracciati lì nella luce, aver riso insieme cercando ognuno la sua vera natura, una volta che 'il fotografo sceglie la sua foto e la stampa ''quando la consegno tutti si emozionano sempre tantissimo. Accade sempre ed è veramente bello, c'è una reazione empatica potente''.
    Qualcuno si è prenotato per il 31 dicembre ''perche' vogliono chiudere bene l'anno, mi hanno detto. Il fatto è che tutti vogliono ritrovare lo stupore dello sguardo dei bambini ed io cerco di non perderlo mai per restituirlo' come un dono'. E lo fa nelle ombre del bianco e nero delle sue bellissime foto.
    (ANSA).
   

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