Brera dal biglietto alla tessera, dal visitatore al socio

Pinacoteca chiusa per mesi per Covid, perdita di 3 milioni euro

di Gioia Giudici MILANO

MILANO - Dal biglietto alla tessera, dal visitatore al socio: cambierà così la Brera post Covid, secondo quanto annunciato oggi dal direttore James Bradburne. Dal 15 settembre, infatti, al posto del ticket ci sarà una sorta di abbonamento - gratuito fino al 31 dicembre - che consentirà non solo l'ingresso alla Pinacoteca, ma anche l'accesso ai contenuti digitali di Brera Plus.

Questo passaggio "rappresenta una trasformazione del concetto del museo e un'opportunità di avvicinarlo di più alla sua comunità. I visitatori non hanno una voce, ma i soci - ha sottolineato Bradburne - sì. Libertà è partecipazione". E così 'Libertà è partecipazione' è il modo in cui il direttore ha voluto intitolare la prima conferenza post Covid, dedicata allo storico dell'arte Philippe Daverio, deceduto lo scorso 2 settembre, che - ha ricordato - invitava a fruire di un museo come di una biblioteca, dove non si va per leggere tutti i libri. Così a Brera, con la nuova tessera, che da gennaio - ha garantito il direttore - costerà quanto il biglietto, senza aumenti di prezzo, si potrà andare non una sola volta, ma quante si desidera, oltre ad accedere ai contenuti della piattaforma online, dove si riverseranno anche quelle iniziative, come i concerti, rese impossibili in presenza a causa del Covid.

E' stato proprio l'impatto del Coronavirus a far riflettere Bradburne sul fatto che, oggi, "il turismo di massa non è più sostenibile e affidabile, come avevamo già visto con il Guggenheim di New York dopo l'11 settembre". Anziché sognare di tornare a prima della pandemia, quello su cui scommette Brera è "un turismo di impegno e di cittadinanza". "Sapete che non ho mai creduto che la misura del valore di un museo stia nei numeri - ha ricordato il direttore - questo è un nonsense da uccidere una volta per tutte, per passare dall'idea di visitatore a quella di utente". E, in questo senso, la fruizione digitale si pone come complementare a quella fisica e apre la strada anche a una nuova modalità di ascolto e partecipazione dell'utente.

"Dobbiamo andare avanti sulla strada dell'ascolto non casuale, non possiamo pretendere che le istituzioni culturali restino chiuse in una torre d'avorio, l'ascolto - ha sottolineato Bradburne - è obbligatorio, anche pensando al razzismo, che è diventato sistematico. Se non andiamo verso un ripensamento delle strutture avremo sempre gli stessi problemi".

Tra i problemi di Brera, chiusa per Covid dal 23 febbraio al 9 giugno, una perdita di 3 milioni sul bilancio preventivo: "Non siamo l'unico museo in questa situazione e non è chiaro come il governo potrà gestire tutto questo - ha commentato il direttore -, stiamo navigando sotto le stelle dell'incertezza. È l'impatto dell'anno terribile che abbiamo vissuto". E poi palazzo Citterio, al centro di restauro e polemiche, destinato a ospitare Brera Modern, ma su cui non ci sono novità.

Ripartiranno il 12 ottobre, invece, le iniziative online, con il documentario 'Performing Raffaello' che proporrà un excursus sugli allestimenti dello Sposalizio della Vergine dal 1806 ad oggi. Un percorso che proseguirà idealmente il 29 ottobre con una mostra virtuale che affiancherà la stessa opera col rotolo cinese 'Viaggio lungo il fiume durante il Qingming' di Zhang Zeduan.

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