Dormire nelle palafitte Unesco come 4.000 anni fa a Ledro

Redazione ANSA

VALLE DI LEDRO - Come si viveva 4000 anni fa? In Valle di Ledro si può tornare per un giorno nell’Età del Bronzo e passare una serata ed una nottata in una delle palafitte patrimonio Unesco che abbracciano le acque color cobalto del Lago di Ledro. Si tratta dell’occasione unica concessa ai vincitori del concorso “Una Notte in Palafitta”, proposto dal Consorzio per il Turismo della Valle di Ledro in collaborazione con il Museo delle Palafitte e rivolto a tutti gli interessati maggiorenni risiedenti in Italia, Germania ed Olanda.

L'abitato palafitticolo di Molina di Ledro si affaccia sull'omonimo lago, in prossimità dell'emissario. In seguito al forte abbassamento delle acque dovuto alla costruzione della Centrale idroelettrica del Ponale, nel 1929 Ettore Ghislanzoni eseguì le prime indagini su un’area di cinquecento metri quadrati formulando l’ipotesi che si trattasse dei resti di una palafitta a terra o "bonifica". Successivamente, l’ulteriore forte abbassamento del livello lacustre che si verificò nell’inverno 1936-37 permise a Raffaello Battaglia di ampliare la superficie di scavo a quattromiladuecento metri quadrati, portando alla luce oltre diecimila pali. Fu individuato un tratto di tavolato di trentasei metri quadrati che Battaglia interpretò - diversamente da Ghislanzoni - come parte della struttura che avrebbe dovuto sorreggere una capanna sull’acqua. Altre ricerche sono state condotte tra il 1957 e il 1967 e tra il 1980 e il 1983.

Gli studi fino ad oggi condotti sui materiali di Ledro permettono di inquadrare la vita del sito tra l'antica e la media età del Bronzo (circa XXII - XIV sec.a.C.), anche se alcuni indizi fanno ipotizzare fasi di occupazione più antiche. I materiali ceramici, sono attribuibili a sviluppi locali delle facies di Polada (antica età del Bronzo) e gardesane meridionali (media età del Bronzo). L'artigianato metallurgico è indiziato da crogioli, ugelli e forme di fusione e rivela nei prodotti di raffinata fattura (asce, spilloni, ornamenti) forti connessioni con il bacino medio - danubiano. Di particolare rilievo sono i cosiddetti "diademi" in bronzo, con confronti nella necropoli di Pitten (Bassa Austria), come anche i vaghi d'ambra di provenienza baltica o ancora le Tavolette enigmatiche, che inseriscono Ledro in una rete di commerci che in tempi preistorici univa i versanti dell’arco alpino da Nord a Sud, da Est a Ovest. Il locale Museo delle Palafitte del Lago di Ledro conserva ed espone un’importante selezione di reperti che fanno luce sulle numerose e complesse attività di produzione e di scambio, che quotidianamente facevano vivere il villaggio di agricoltori - pastori e il territorio circostante. Altri materiali sono visibili al Museo di Riva del Garda e al Museo del Castello del Buonconsiglio a Trento. Da oltre 20 anni il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro svolge un'intensa attività educativa e, di concerto con la locale Amministrazione Pubblica, con la Scuola e con il Consorzio per il Turismo della Valle di Ledro, organizza iniziative rilevanti finalizzate alla valorizzazione del sito e del territorio ledrense e ha colto, nel 2018, il considerevole traguardo di 41.000 presenze.

Partecipare è semplicissimo, basta compilare il form di iscrizione presente sul sito web del Consorzio Turistico della Valle di Ledro entro il 15 giugno 2019 ed attendere l’estrazione finale in calendario il 15 luglio.

Come già nelle precedenti edizioni del concorso, saranno due i premi in palio: il più prestigioso prevede la possibilità per due persone di passare due giorni ed una notte (il 4 e 5 agosto) a stretto contatto con il villaggio preistorico affacciato sul Lago di Ledro, a Molina: una cena “preistorica” che richiama abitudini ed usanze di un lontano passato (accensione del fuoco, utilizzo di cibi naturali, riti propiziatori e tanto altro), un gadget della Valle di Ledro e soprattutto il pernottamento in una delle palafitte.
Il secondo premio estratto invece prevede la partecipazione alla sola cena preistorica del 4 agosto, ancora una volta per due persone. Un’occasione davvero imperdibile e che da anni richiama migliaia di interessati: il sito archeologico della Valle di Ledro è uno tra i meglio preservati e conservati dell’arco alpino e da nove decenni si è portato sempre più all’attenzione degli esperti per il profondo e significativo spaccato della vita nella preistoria che sa offrire.

Lo scorso anno sono stati due turisti veronesi a provare l’ebbrezza di trascorrere una notte in una delle palafitte del Lago di Ledro, risalenti a 3.000 anni fa e oggi tutelate dell’Unesco. L’insolita opportunità è toccata a Margherita Esposito, casalinga di Verona e al marito Cesare Schiavone, che opera nel settore edile. A dire il vero a vincere questa opportunità – partecipando al Concorso indetto dal Consorzio pe il Turismo della Valle di Ledro – era stata la figlia valentina, di 29 anni, studentessa di Medicina ma proprio gli impegni di studio le hanno impedito di salire in Trentino. Di qui la scelta di cedere l’opportunità ai genitori, appassionati motociclisti e conoscitori del Lago di Ledro.

 

 

www.vallediledro.com/concorso-vinci-una-notte-in-palafitta-2019

 

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