Coronavirus: Paesi chiedono massima flessibilità nell'uso dei fondi Ue

Appello Commissione ai 27 per rapido ok a bilancio Ue 2021-27

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - Chiedere alla Commissione europea di dare ai Paesi la possibilità d'indirizzare la maggior parte dei fondi strutturali rimasti verso i settori più colpiti dalla crisi del coronavirus (servizi sanitari, pmi e mercato del lavoro), garantendo "il massimo della flessibilità" delle norme e la rapidità dell'uso. Questo il messaggio principale uscito dalla riunione in videoconferenza dei ministri Ue responsabili per la politica di coesione.

Il tema principale della discussione è stata l'Iniziativa d'investimento in risposta al coronavirus (Crii) proposta dalla Commissione Ue nei giorni scorsi, che prevede una riprogrammazione dei fondi strutturali verso i settori più in difficoltà per un valore di 37 miliardi. "I ministri hanno concordato sul fatto che le risorse dovrebbero essere accessibili con un lavoro amministrativo aggiuntivo ridotto al minimo, e disponibili il prima possibile", si legge nella nota finale del Consiglio.

"Siamo già in contatto con i Paesi membri per assisterli nell'utilizzare appieno le possibilità" offerte dalla Crii, ha dichiarato la commissaria Ue alla coesione, Elisa Ferreira, che ha lanciato un appello ai Ventisette perché raggiungano "rapidamente" un'accordo sul bilancio Ue 2021-27. I ministri hanno quindi "sottolineato il bisogno di adottare un bilancio ambizioso per mitigare l'impatto della pandemia e della crisi economica", recita la nota conclusiva.

"Oggi, al Consiglio informale dei Ministri per la Coesione ho ribadito che il nostro Paese sta affrontando la battaglia più dura di tutta la nostra storia recente. Nel ringraziare i colleghi e la Commissaria Elisa Ferreira per il loro lavoro, ho ribadito che l'Italia farà uso di tutti i margini di flessibilità possibili. Anche i Fondi Europei potranno essere utilizzati, in accordo con le Regioni, per fronteggiare l'emergenza e uscire dalla crisi. Per questo è fondamentale semplificare, superare regole e architetture bizantine che rendevano impossibile il loro rapido impiego. L'ho detto e lo ripeto, non ci sarà alcuna distorsione territoriale di risorse. Tutto il paese sta affrontando un'emergenza economica e sociale di proporzioni inimmaginabili e ne uscirà soltanto se sarà più coeso". Ha scritto in un post su Facebook il ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano.

"La situazione drammatica in cui ci troviamo - prosegue il post - ci impone scelte coraggiose, radicali. Al vertice di ieri il nostro Presidente del Consiglio ha usato le parole e i toni necessari, tempi nuovi richiedono strumenti nuovi, che abbandonino la logica che ha dominato l'Unione Europea durante la crisi precedente. Commissione, Stati e Banca Centrale Europea devono agire in modo coordinato, incastrando ogni tassello in una strategia comune che, mai come oggi, non può nascondersi dietro calcoli ragionieristici ed egoismi nazionali. Solo così la prospettiva europea potrà preservare il consenso dei cittadini".

"L'ho detto ieri sera - conclude - ai ministri della coesione del Partito socialista europeo riuniti virtualmente. Questa lotta contro la pandemia e le sue conseguenze economiche e sociali è davvero l'ultima chiamata per la solidarietà europea. Con meno di questo, il rischio, come diceva Keynes, è 'vincere la guerra e perdere la pace'".

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