Sindaco Przemysl, 'Salvini ipocrita, niente scuse'

Bukan parla all'ANSA dopo lo scontro con il leader della Lega

Redazione ANSA

PRZEMYŚL - Il treno fischia a Przemysl-Glowny, prima stazione polacca dopo l'inferno ucraino. Un brulicare di donne e bambini che saltano su bus e treni ad ogni ora, diretti in altre città polacche o altrove in Europa. Uomini in viaggio in direzione opposta per combattere l'invasore. E volontari, comuni cittadini, giunti per offrire cibo, medicine, giocattoli, un passaggio in macchina destinazione Varsavia, Berlino, Trieste.

Nella folla anche il sindaco di Przemysl, Wojciech Bukan, balzato agli onori della cronaca per aver accolto qualche giorno fa il leader della Lega, Matteo Salvini, sventolandogli una maglietta con il volto di Putin. "Ho detto tutto quello che avevo da dirgli. La guerra non è iniziata due giorni fa, ora si è solo estesa a tutto il Paese. All'epoca Salvini ha continuato a sostenere Putin e la sua guerra, questa è la cosa terribile. Ora viene qui a mostrare solidarietà ai profughi", ha spiegato all'ANSA.

Nessuna intenzione di chiedere scusa, nessun chiarimento all'orizzonte quindi. Quello dell'ex ministro è stato "un gesto ipocrita" ha tagliato corto il sindaco. E se in città venisse l'ex cancelliera Angela Merkel, tra i leader europei più dialoganti con Mosca in passato? "Penserei ad un modo con cui accoglierla", ha spiegato Bukan. Divisa militare, sguardo diretto, "la nostra priorità - ha sottolineato - è organizzare dei punti di ristoro. Przemysl fa 60 mila abitanti, in due settimane sono passate da qui mezzo milione di persone". Una corsa contro il tempo per mettere in piedi una struttura di accoglienza pressoché inesistente in Polonia.

Nel frattempo, una calma surreale è piombata al valico di frontiera di Korczowa, 40 chilometri a nord-est da Przemysl. Il bollettino giornaliero segna poco più 72 mila arrivi nella giornata di venerdì, la metà rispetto ai picchi di 140 mila registrati nei giorni precedenti. In direzione Ucraina, chilometri di tir in coda carichi di aiuti. In direzione Polonia, piccoli gruppi di donne e bambini, in tanti con cagnolini e passeggini, anziani in carrozzina.

"Non vogliamo speculare sulle ragioni di questo rallentamento", ha commentato il capo della regione dei Precarpazi, Wladyslaw Ortyl. L'opinione diffusa tra funzionari e guardie di frontiera, però è che questo rallentamento sia lo specchio di quanto accade al di là del confine: la tregua prima di una nuova offensiva, con i tentativi falliti di evacuare i civili. "Nei prossimi giorni ci aspettiamo una nuova ondata che potrebbe creare problemi", ha avvertito Ortyl.

E se al confine la pressione si allenta, è nelle città che si sposta l'emergenza. "Crediamo che a Varsavia siano arrivate circa 320 mila persone dall'Ucraina, mentre 230 mila avrebbero raggiunto Cracovia", ha sottolineato il sindaco della capitale polacca, Rafal Trzaskowski. E l'Ue prova a correre ai ripari valutando 'corridoi umanitari europei' per facilitare gli spostamenti dei profughi nell'Unione. "Per gli Stati in prima linea c'è un problema di trasporti", ha sottolineata la commissaria Ue Adina Valean che ha discusso del piano incontrando i ministri dei trasporti di Polonia, Germania, Austria e Repubblica Ceca.

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