Ferreira, le riforme sono essenziali contro le disuguaglianze 

Tzitzikostas, impossibili senza territori

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Sfruttare appieno tutte le possibilità offerte dallo strumento di supporto tecnico" della Commissione Ue per le riforme strutturali incluse anche nei piani di ripresa e resilienza (Pnrr) nazionali, a cominciare dagli enti locali perché "è necessaria una riforma lungimirante a tutti i livelli". È l'invito della commissaria Ue per la Coesione, Elisa Ferreira, alla conferenza annuale sul tema.

Ferreira ha sottolineato che le riforme a livello regionale sono essenziali per evitare nuove disuguaglianze e accolto con favore le richieste di aiuto ricevute dagli Stati membri. Di quelle arrivate quest'anno, ha detto la commissaria, il 52% è relativa alla transizione digitale e il 36% al Green Deal europeo. Puntare su queste due priorità "significa guardare avanti, le riforme gettano le basi per investimenti e crescita" e "rafforzano le basi affinché la casa europea resista alla tempesta", ha sottolineato la politica portoghese facendo riferimento alla pandemia e alla guerra in Ucraina. "Gli ultimi due anni sono stati un fermo promemoria di quanto sia importante che le pubbliche amministrazioni e le altre istituzioni siano in grado di reagire rapidamente", ha aggiunto.

Ma il presidente del Comitato europeo delle Regioni, Apostolos Tzitzikostas, specifica: "I cambiamenti che vogliamo vedere non sono possibili senza i governi locali e regionali" e lo strumento di supporto tecnico della Commissione europea per permettere ai territori di portare a compimento le riforme strutturali chiave "può contribuire a correggere" l'errore dell'approccio dall'alto verso il basso utilizzato per redigere i piani di ripresa e resilienza (Pnrr).

Secondo il politico greco, i leader locali dovrebbero lavorare per "accrescere la qualità della pubblica amministrazione, investire nell'istruzione e nella formazione, diffondere l'innovazione in ogni angolo dell'Unione e rendere più sostenibile il modo in cui viviamo nelle aree rurali e urbane". "Le crisi potrebbero essere viste come una minaccia per le riforme, come ostacoli sulla via del cambiamento strutturale", ma "ci hanno reso ancora più consapevoli", ha aggiunto Tzitzikostas.

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