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Imprenditore ucciso: difesa, chiesto l'ergastolo senza una prova

Imputato è incensurato, innocente e ha vissuto 7 anni d'inferno

(ANSA) - BRESCIA, 29 SET - "Lo dico da cittadino italiano prima ancora che da avvocato. Si è chiesto l'ergastolo nei confronti di una persona incensurata che ha trascorso sette anni d'inferno, sull'assoluta mancanza di prove. Al contrario ci sono evidenti prove di innocenza del povero Giacomo". È iniziata con queste parole davanti alla Corte d'Assise di Brescia l'arringa dell'avvocato Luigi Frattini, difensore di Giacomo Bozzoli, unico imputato per l'omicidio dello zio Mario, l'imprenditore bresciano svanito nel nulla la sera dell'8 ottobre 2015 nella sua fonderia a Marcheno.
    "Se alle 19.12 Mario alla moglie dice che doveva fare la doccia per poi raggiungerla a casa, perché la moglie lo cerca solo dopo le 22? Probabilmente - ha proseguito il legale -perché in quella telefonata lui aveva detto che avrebbe fatto tardi. E non perché doveva soffermarsi a parlare con chi era in fonderia, ma perché aveva un impegno. Doveva uscire dall'azienda per incontrare qualcuno" ha spiegato il difensore dell'imputato riferendosi alle ultime ore di vita della vittima.
    "Già allora - ha detto ancora - dovevano essere fatte indagini sui rapporti che Mario Bozzoli aveva con colleghi e concorrenti". (ANSA).
   

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