'La Bibbia dell'Amicizia', una lettura di ebrei e cristiani

Iniziativa della casa editrice San Paolo

(ANSA) - ROMA, 19 DIC - Il dialogo tra le fedi passa anche attraverso la lettura, insieme, della Bibbia. Ne è convinta la casa editrice San Paolo che pubblica un commento alle Sacre Scritture con lo sguardo del mondo ebraico e cristiano. E' "La Bibbia dell'amicizia" che si arricchisce di un secondo volume dedicato ai "Neviim/Profeti", dopo quello sulla "Torah/Pentateuco". Il libro, che raccoglie riflessioni e commenti degli esperti delle due religioni, è a cura di Marco Cassuto Morselli e Giulio Michelini.
    "La Bibbia non può essere - sottolinea nella Prefazione il cardinale Kurt Koch, presidente della Pontificia Commissione per i Rapporti religiosi con l'ebraismo - solo patrimonio di alcuni e tantomeno una raccolta di libri per pochi privilegiati" e "salutiamo dunque con favore la pubblicazione di questo secondo volume de 'La Bibbia dell'Amicizia'". "Purtroppo - ammette il cardinale - per molto tempo la tradizione iconografica cristiana si è compiaciuta nel raffigurare la Sinagoga come bendata, cioè impossibilitata a cogliere la novità contenuta in questi testi", dimenticando che "la cecità interpretativa può colpire chiunque non si metta in obbediente ascolto di Dio".
    Il Rabbino David Rosen, direttore internazionale degli Affari interreligiosi dell'American Jewish Committee, commenta: "Oggi noi siamo benedetti nel vivere in una nuova era di amicizia ebraico-cristiana, nella quale non abbiamo più bisogno di vedere queste comprensioni e interpretazioni divergenti come fonte di conflitto, ma possiamo perfino considerarle come un'opportunità di incontrare le nostre diverse tradizioni e i nostri reciproci mondi interiori".
    L'obiettivo del progetto della San Paolo è dunque quello di far dialogare, per la prima volta in modo così articolato e con una pubblicazione sul testo fondativo delle due religioni, ebrei e cristiani. "Lo scopo - sottolineano i promotori dell'iniziativa - non è quello di arrivare ad una lettura unificata della Bibbia nella quale le diversità si stemperino fino ad annullarsi, ma quello di conoscersi meglio, di conoscere meglio le rispettive letture ed interpretazioni, accettando che esse possano essere diverse". (ANSA).
   

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