Papa: anche peccato aiuta a crescere, ma no a idolatrie

Appello per Centrafrica, "dialogo, respingere odio, basta violenze"

    Papa Francesco torna a celebrare nella Basilica di San Pietro dopo la "dolorosa sciatalgia" che l'ha tenuto lontano dai riti di fine e inizio d'anno. E nella messa dell'Epifania, stamane, indicando a modello l'atteggiamento dei Magi, avverte con eloquenza i fedeli. "Adorare il Signore non è facile, non è un fatto immediato - osserva nell'omelia -: esige una certa maturità spirituale, essendo il punto d'arrivo di un cammino interiore, a volte lungo".

    "Non è spontaneo in noi l'atteggiamento di adorare Dio", spiega il Pontefice. "L'essere umano ha bisogno, sì, di adorare, ma rischia di sbagliare obiettivo; infatti, se non adora Dio, adorerà degli idoli - non c'è un punto di mezzo, o Dio o gli idoli, o per usare una parola di uno scrittore francese: 'Chi non adora Dio, adora il diavolo' -, e invece che credente diventerà idolatra. Ed è così, aut aut".

    Il Papa invita quindi ad "alzare gli occhi", "a mettere da parte stanchezza e lamentele, a uscire dalle strettoie di una visione angusta, a liberarsi dalla dittatura del proprio io, sempre incline a ripiegarsi su sé stesso e sulle proprie preoccupazioni". Esorta a "non lasciarsi cioè imprigionare dai fantasmi interiori che spengono la speranza, e non fare dei problemi e delle difficoltà il centro della propria esistenza" (e "ciò non vuol dire negare la realtà, fingendo o illudendosi che tutto vada bene"). Incoraggia a scoprire "una gioia nuova, una gioia diversa", quella dell'adorazione e della gratitudine filiale, mentre "quella del mondo è fondata sul possesso dei beni, sul successo o su altre cose simili, sempre con l''io' al centro".

    E oltre a spingere a "mettersi in viaggio", a intraprendere quel "cammino graduale" con cui si diventa "adoratori del Signore", Francesco spiega che "i fallimenti, le crisi, gli errori possono diventare esperienze istruttive". "Anche i peccati - afferma 'a braccio -, anche la coscienza di essere peccatori, di trovare cose tanto brutte". "Se tu lo prendi con fede e con pentimento, con contrizione, ti aiuterà a crescere - precisa -. Tutto aiuta, dice Paolo, alla crescita spirituale, all'incontro con Gesù, anche i peccati. E San Tommaso aggiunge: 'etiam mortalia', anche i brutti peccati, i peggiori. Ma se tu lo prendi con pentimento ti aiuterà in questo viaggio verso l'incontro col Signore e ad adorarlo meglio".

    E all'Angelus in diretta video dalla Biblioteca del Palazzo apostolico, dopo aver ricordato, con chiaro riferimento alla pandemia, la visione di Isaia che "risuona nel nostro tempo più che mai attuale: 'La tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli'", ma aggiungendo che "la luce di Dio è più potente", Bergoglio lancia un appello per il Centrafrica, nuovamente scosso dalle violenze.

    "Seguo con attenzione e preoccupazione gli eventi nella Repubblica Centrafricana - scandisce -, dove si sono recentemente svolte le elezioni, con le quali il popolo ha manifestato il desiderio di proseguire sulla via della pace. Invito perciò tutte le parti a un dialogo fraterno e rispettoso, a respingere l'odio ed evitare ogni forma di violenza". Quindi formula gli auguri di Natale alle Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, che lo festeggeranno domani, e ricorda l'odierna Giornata Mondiale dell'Infanzia missionaria, incoraggiando bambini e ragazzi a "portare fraternità in mezzo ai coetanei".

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