Focolari: neo-presidente Karram, "vengo da terra di conflitti"

Araba israeliana cattolica, origine palestinese, guida Movimento

    "Sono nata ad Haifa, una città in Galilea, e la mia terra da sempre è stata una terra di conflitti". Così parla di sé Margaret Karram, 58 anni, cittadina israeliana di origine palestinese, appena eletta nuova presidente dei Focolari. In una video-intervista di alcuni anni fa, riportata da Fides e oggi accessibile sui media dei Focolari, Margaret Karram dice come la sua nascita in Galilea, la sua provenienza familiare e il lungo tratto di vita trascorso in Medio Oriente abbiano connotato con tratti indelebili la sua spiritualità, le sue attese interiori e il suo sguardo sulle cose del mondo.

    "La nostra casa", racconta Margaret, "si trovava sul Monte Carmelo, in un quartiere ebraico. Eravamo l'unica famiglia araba cristiana cattolica, di origine palestinese. Ricordo che da piccola, avevo sei anni, alcuni bambini iniziarono ad offendermi pesantemente dicendomi che ero araba e non potevo stare in quel quartiere. Corsi dalla mia mamma piangendo, chiedendole il perché di quella situazione. Per tutta risposta, mia mamma mi chiese di invitare questi bambini a casa. Aveva preparato del pane arabo e ne ha dato loro pregandoli di portarlo alle loro famiglie. Da questo piccolo gesto sono nati i primi contatti con i vicini ebrei che vollero conoscere questa donna che aveva fatto un gesto del genere".

    Margaret Karram si è laureata in ebraismo all'Università ebraica di Los Angeles. Molti dei suoi familiari sono emigrati in Libano durante gli anni della guerra. E lei stessa ha vissuto momenti di smarrimento comuni a quanti vivono e crescono in situazioni di conflitto.

    "Spesso", dice di sé, "mi recavo nei quartieri arabi a Gerusalemme, a Betlemme o in altri territori palestinesi. Se parlavo in arabo, che è la mia prima lingua, le persone riconoscevano dal mio accento la provenienza dalla Galilea che si trova in territorio israeliano. Viceversa, se parlavo in ebraico mi si faceva notare che il mio accento era diverso dal loro. Questo mi ha creato un senso di smarrimento della mia identità: non ero palestinese, né israeliana... All'età di 15 anni ho incontrato il Movimento dei Focolari e la spiritualità di Chiara Lubich... Ho sentito che non dovevo cambiare le persone ma cambiare io, il mio cuore. Sono tornata a credere che l'altro è un dono per me e io posso essere un dono per l'altro".

    Margaret Karram ha lavorato per 14 anni presso il Consolato italiano a Gerusalemme, durante il tempo dell'Intifada, segnato anche da sanguinosi attentati nei luoghi pubblici, "anche nei pullman che io usavo ogni giorno per andare al lavoro. Avevo paura. Sono andata avanti grazie al fatto di avere con me una comunità che condivideva la spiritualità del Focolare. E ho finalmente ritrovato la mia vera identità: quella di essere cristiana, cattolica, testimone di speranza. È stata una tappa importante nella mia vita, che mi ha liberato dalle paure ed incertezze. Potevo amare tutti, arabi e israeliani, rispettando la loro storia e fare di tutto per creare spazi di dialogo, per costruire ponti, fiducia, assistendo a piccoli miracoli, vedevo persone ebraiche e musulmane cambiare atteggiamento e cercare insieme di fare qualcosa per la pace".

    Nel giugno 2014, Margaret ha fatto parte della delegazione cristiana presente alla preghiera di "invocazione per la pace" condivisa nei Giardini vaticani da papa Francesco insieme al patriarca ecumenico Bartolomeo I, al presidente israeliano Shimon Peres e al presidente palestinese Abu Mazen. Dopo quell'incontro, è ricominciata la guerra nella Striscia di Gaza.

    "Ho capito", ricorda, "che il cuore degli uomini lo può cambiare solo Dio. Dobbiamo continuare a invocare la pace a Dio. Come gli alberi d'ulivo che abbiamo piantato quel giorno, che la pace metta radici e si possano vedere i frutti".

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