Camere commercio: Marche, più contratti lavoro in meccanica

Sabatini, rilanciare centralità istruzione tecnica

(ANSA) - ANCONA, 18 GEN - Sono 960 i contratti di lavoro che saranno attivati nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche da parte delle imprese marchigiane. Secondo i dati dell'indagine mensile Excelsior di Unioncamere e Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, elaborati dall'Ufficio statistica della Camera di Commercio delle Marche, sul totale dei 10.660 contratti previsti, si registra una crescita nella richiesta di tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione rispetto a cuochi, camerieri e ad altre professioni dei servizi turistici degli ultimi mesi. "Al di là della stima dei contratti di lavoro che le imprese intervistate hanno in programma di attivare quest'anno - dice Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche -, l'aspetto rilevante dell'indagine riguarda la richiesta di laureati e diplomati evoluti in settori chiave dell'economia regionale che però sono ancora di difficile reperimento".
    Secondo la rivelazione Excelsior, le imprese regionali faticheranno a trovare manodopera qualificata soprattutto nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche e per progettisti, ingegneri e professioni assimilate, dove una posizione su due rischia di rimanere vacante.
    "Viviamo nella società della conoscenza, gli imprenditori marchigiani stanno spingendo molto sulle nuove tecnologie e sul digitale e il sistema scolastico deve seguire questo trend - aggiunge Sabatini -, vanno dunque rilanciati il ruolo e la centralità soprattutto dell'istruzione tecnica e professionale.
    Come Camera di Commercio confermeremo anche quest'anno il contributo per la realizzazione di attività di formazione e informazione negli istituti tecnici marchigiani". Fra le attività della Camera di Commercio, dedicate all'orientamento al lavoro e alle professioni, ci sono i corsi per l'auto imprenditorialità "Parti con noi" e il calendario formativo di "Crescere in digitale", destinati ai giovani fuori dai percorsi di studio e inoccupati, oltre al progetto di Alternanza scuola-lavoro, con l'erogazione di contributi alle aziende che decidono di ospitare gli studenti in azienda.
   

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