COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Bilancio nel segno positivo per Pagine Sì! spa, la Digital Company guidata da Sauro Pellerucci

Un 2019 a segno + per Pagine Sì! spa, la Digital Company guidata da Sauro Pellerucci che si avvia a chiudere l’anno con la ferma convinzione che la strada di una crescita sostenibile sia stata una scelta giusta e oramai consolidata: “E’ stata una scelta che ci caratterizza fin dai nostri esordi - sottolinea Pellerucci - quando abbiamo inserito nel logo il concetto di ‘nativi positivi’, a rafforzare quel ‘Sì” che ci qualifica con un gruppo a fattore +. Più recente il passaggio inevitabile da ‘nativi positivi’ a ‘positivi digitali’, grazie alle performance della nostra Business Unit Sì!4web”.

Questi i “numeri” di Pagine Sì! nel 2019:

  • Consolidamento del fatturato totale con una crescita del 4% sul 2018;
  • Forte sviluppo del fatturato digitale, che passa da un valore sul totale fatturato del 84% del 2018 a un 87% per il 2019, e buon tenuta del fatturato cartaceo;
  • Forza vendita stabile nel numero (circa 400 agenti) e in continua crescita come capacità di divulgazione digitale e affidabilità professionale.

Imprese, professionisti, manager ed Enti Pubblici hanno aumentato, con la loro collaborazione e partnership, la forza di questo gruppo a fattore +, contribuendo alla creazione di un successo a impatto positivo.

 “I nostri valori - aggiunge Pellerucci - rafforzano il nostro essere ‘nativi positivi digitali’, nel colco dei due assi fondamentali nel nostro operato quotidiano: la resilienza e l’innovazione”. 

Anima forte quella di PagineSì!4web, basata su valori e buone pratiche altrettanto forti, il tutto accomunato dal concetto base della sostenibilità.

Una rapida rassegna di questi valori per avere un’idea più chiara: agire in un libero mercato e operare offrendo servizi ad aziende libere da condizionamenti; generare valore aggiunto per la comunità senza drenare la ricchezza già prodotta dalla realtà locale apportando un vantaggio competitivo, economico e formativo; rifiutare ogni forma di entropia e di depauperamento ambientale, umano e sociale, favorendo un’armonia efficiente in un ambiente generativo; recuperare beni architettonici per rendere più ricca la città e non consumare ulteriormente il suolo; ricercare l’interesse pubblico agendo come impresa privata perché non vi è alcun conflitto d’interesse in ciò, contrariamente a quanto esprimerebbe la sua proposizione inversa, ossia “ricercare l’interesse privato agendo come entità pubblica”; fare impresa ricercando il bene e raccontarlo per generare emulazione perché vi sono due alternative a ciò, o guadagnare facendo del male o fare del bene senza trarne sostentamento, perdendo l’indipendenza o la possibilità di crescere; ricercare l’armonia tra mission e vision  aziendali rispettando la prima delle sostenibilità di ogni impresa, quella del suo bilancio annuale.

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