COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Impianti dentali a carico immediato: ce ne parla il dottor Egidio Lopane, implantologo di Taranto

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L’implantologia a carico immediato è una tecnica odontoiatrica che consente di sostituire i denti persi con denti fissi in 24 ore. Proprio in questo settore si è specializzato il dottor Egidio Lopane, dentista di Taranto: «Ho aperto il mio studio nel 1986, e dal 1989 pratico implantologia dentale, seguendone negli anni tutti gli sviluppi clinico-tecnologici. Nello studio Lopane pratichiamo le diverse branche odontoiatriche: ortodonzia, protesi, chirurgia orale in ambulatorio e soprattutto implantologia». L’implantologia attraverso le procedure tradizionali costringeva ad attendere fino a un anno di tempo per completare il trattamento e garantire che la protesi durasse nel tempo. Prima di applicare i denti fissi agli impianti era necessario usare una dentiera provvisoria per diversi mesi, un periodo di attesa legato ai processi biologici volti a garantire la stabilità degli impianti prima di applicare la protesi fissa. Grazie al progresso e alla ricerca scientifica, sono ora state introdotte importantissime innovazioni che hanno rivoluzionato il mondo dell’odontoiatria.

L’implantologia a carico immediato consente un approccio veloce perché permette di avere denti fissi fin da subito. Con il termine “carico immediato” si intende la tecnica attraverso la quale i denti sono posizionati entro 24/48 ore in modo fisso, cioè non con una protesi mobile. «Gli impianti vengono solidificati fra di loro e riusciamo a renderli immediatamente fruibili dal punto di vista protesico». Il dottor Lopane ha iniziato a praticare questa tecnica sin dal 2014 a Bologna, e la sta portando avanti con ottimi risultati: «In questo modo eliminiamo tutti i tempi di attesa. A Taranto non ci sono molti professionisti che praticano l’implantologia a carico immediato, con questa tecnica le probabilità di successo finale sono elevate, garantendo il massimo comfort possibile al paziente».

Photo Credit: Gino Tafuto

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