Press Release

COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Scatto (Lega-Lv): “Falconera, una proposta di legge nazionale per dare certezza giuridica

alle case sul Nicesolo e ai casoni di Caorle

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

(Arv) Venezia 7 dic. 2022 –      Una proposta di legge dal Consiglio regionale del Veneto per alzare la palla in Parlamento e dare una spinta alla soluzione normativa dell’incerta e controversa vicenda degli insediamenti di Falconera, l’area a levante del centro storico di Caorle compresa tra il litorale e il canale Nicesolo. È l’iniziativa legislativa “Norme riguardanti il trasferimento al patrimonio disponibile e la successiva cessione a privati di aree demaniali nel Comune di Caorle” assunta da Francesca Scatto (Lega – Lv), presidente della commissione Cultura del Consiglio veneto, che, insieme al presidente del Consiglio Roberto Ciambetti, al capogruppo Alberto Villanova e ai colleghi dell’intergruppo Lega-Liga veneta Fabiano Barbisan, Silvia CestaroMarzio Favero e Marco Dolfin, ha presentato tre articoli di legge, da inviare al Parlamento nazionale, per risolvere la problematica dell’incerta definizione di proprietà dell’area di Falconera, attualmente sospesa tra demanio idrico (quindi demanio regionale) e demanio marittimo (demanio statale). Una situazione di incertezza che si protrae da decenni, con una continua conflittualità tra enti e competenze, che ha visto scendere in campo Guardia di finanza, Capitaneria di Porto e financo la Procura della Repubblica, e che lascia i proprietari di case, camping, piccoli esercizi e casoni in un limbo giuridico, urbanistico e contributivo. “La proposta di legge che ho depositato – ha spiegato Scatto, nel presentare alla stampa il testo di legge - dispone il trasferimento al Comune di Caorle dell’area demaniale di Falconera, e prevede che lo Stato rinunci ai canoni pregressi ed in genere ai compensi richiesti a qualsiasi titolo in relazione all'occupazione delle aree. Credo sia giunto il momento che la politica, a ogni livello, ponga fine a questa contesa burocratica e kafkiana attuando la sdemanializzazione di quest’area naturalistica e dando finalmente certezza di diritti alla cinquantina di famiglie che vi abitano e che temono, alla luce della direttiva Bolkestein sulle aree demaniali, di veder messe a gara le loro case e la proprietà delle aree nelle quali risiedono”. “L’iniziativa legislativa della Regione Veneto – ha rimarcato l’assessore regionale al bilancio e al demanio Francesco Calzavara – va a supportare l’analoga proposta di legge presentata in Parlamento nel 2019 nella scorsa legislatura dall’on. Ketty Fogliani e ripresentata in questa legislatura dalla deputata Giorgia Andreuzza. Auspico che possa trovare rapida approvazione e sanare così una vertenza ultradecennale che interessa un’area di grande interesse naturalistico, limitrofa ad un sito di interesse comunitario”.

A tentare di ripercorrere il confuso percorso storico e amministrativo dell’area di Falconera e della sua urbanizzazione, dal 1910 ad oggi, è stato il consigliere comunale di Caorle Carlo Miollo: “La maggior parte dei proprietari di queste abitazioni e dei casoni realizzati negli anni ha provveduto a condonare nel 1985 le rispettive edificazioni – ha spiegato il politico locale, di professione architetto – e ha pagato le concessioni, ma il pagamento dell’oblazione e degli oneri demaniali non è bastato per chiudere questa nebulosa vertenza perché a tutt’oggi non risulta chiara la delimitazione tra demanio idrico e demanio marittimo. Una contesa, che non è affatto nominale, visto che il canone del secondo è almeno sei volte il canone del demanio idrico. L’amministrazione comunale di Caorle aveva già tentato nel 2004 di avviare il percorso di sdemanializzazione dell’area, purtroppo senza successo. Ci riprova ora, facendo leva sull’impegno corale delle forze politiche di maggioranza e sul gioco di squadra delle istituzioni”.

La proposta di legge statale n. 25 a firma Scatto prevede uno stanziamento di 750 mila euro per sostenere gli oneri dell’operazione di sdemanializzazione.

 

 

 

 

 

(Arv) Venezia 7 dic. 2022 –      Una proposta di legge dal Consiglio regionale del Veneto per alzare la palla in Parlamento e dare una spinta alla soluzione normativa dell’incerta e controversa vicenda degli insediamenti di Falconera, l’area a levante del centro storico di Caorle compresa tra il litorale e il canale Nicesolo. È l’iniziativa legislativa “Norme riguardanti il trasferimento al patrimonio disponibile e la successiva cessione a privati di aree demaniali nel Comune di Caorle” assunta da Francesca Scatto (Lega – Lv), presidente della commissione Cultura del Consiglio veneto, che, insieme al presidente del Consiglio Roberto Ciambetti, al capogruppo Alberto Villanova e ai colleghi dell’intergruppo Lega-Liga veneta Fabiano Barbisan, Silvia CestaroMarzio Favero e Marco Dolfin, ha presentato tre articoli di legge, da inviare al Parlamento nazionale, per risolvere la problematica dell’incerta definizione di proprietà dell’area di Falconera, attualmente sospesa tra demanio idrico (quindi demanio regionale) e demanio marittimo (demanio statale). Una situazione di incertezza che si protrae da decenni, con una continua conflittualità tra enti e competenze, che ha visto scendere in campo Guardia di finanza, Capitaneria di Porto e financo la Procura della Repubblica, e che lascia i proprietari di case, camping, piccoli esercizi e casoni in un limbo giuridico, urbanistico e contributivo. “La proposta di legge che ho depositato – ha spiegato Scatto, nel presentare alla stampa il testo di legge - dispone il trasferimento al Comune di Caorle dell’area demaniale di Falconera, e prevede che lo Stato rinunci ai canoni pregressi ed in genere ai compensi richiesti a qualsiasi titolo in relazione all'occupazione delle aree. Credo sia giunto il momento che la politica, a ogni livello, ponga fine a questa contesa burocratica e kafkiana attuando la sdemanializzazione di quest’area naturalistica e dando finalmente certezza di diritti alla cinquantina di famiglie che vi abitano e che temono, alla luce della direttiva Bolkestein sulle aree demaniali, di veder messe a gara le loro case e la proprietà delle aree nelle quali risiedono”. “L’iniziativa legislativa della Regione Veneto – ha rimarcato l’assessore regionale al bilancio e al demanio Francesco Calzavara – va a supportare l’analoga proposta di legge presentata in Parlamento nel 2019 nella scorsa legislatura dall’on. Ketty Fogliani e ripresentata in questa legislatura dalla deputata Giorgia Andreuzza. Auspico che possa trovare rapida approvazione e sanare così una vertenza ultradecennale che interessa un’area di grande interesse naturalistico, limitrofa ad un sito di interesse comunitario”.

A tentare di ripercorrere il confuso percorso storico e amministrativo dell’area di Falconera e della sua urbanizzazione, dal 1910 ad oggi, è stato il consigliere comunale di Caorle Carlo Miollo: “La maggior parte dei proprietari di queste abitazioni e dei casoni realizzati negli anni ha provveduto a condonare nel 1985 le rispettive edificazioni – ha spiegato il politico locale, di professione architetto – e ha pagato le concessioni, ma il pagamento dell’oblazione e degli oneri demaniali non è bastato per chiudere questa nebulosa vertenza perché a tutt’oggi non risulta chiara la delimitazione tra demanio idrico e demanio marittimo. Una contesa, che non è affatto nominale, visto che il canone del secondo è almeno sei volte il canone del demanio idrico. L’amministrazione comunale di Caorle aveva già tentato nel 2004 di avviare il percorso di sdemanializzazione dell’area, purtroppo senza successo. Ci riprova ora, facendo leva sull’impegno corale delle forze politiche di maggioranza e sul gioco di squadra delle istituzioni”.

La proposta di legge statale n. 25 a firma Scatto prevede uno stanziamento di 750 mila euro per sostenere gli oneri dell’operazione di sdemanializzazione.

 

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Modifica consenso Cookie