Teatro: Esodo di Emma Dante apre nuova stagione del Biondo

In scena venerdì una riscrittura del mito di Edipo

  Si inaugurerà venerdì 25 ottobre, alle ore 21, la nuova stagione del Teatro Biondo di Palermo diretto da Pamela Villoresi.
    Sandro Maria Campagna e gli allievi della "Scuola dei mestieri dello spettacolo" - Giulia Bellanca, Costantino Buttitta, Martina Caracappa, Chiara Chiurazzi, Martina Consolo, Danilo De Luca, Adriano Di Carlo, Valentina Gheza, Cristian Greco, Federica Greco, Giuseppe Lino, Beatrice Raccanello, Francesco Raffaele, Valter Sarzi Sartori, Calogero Scalici, Maria Sgro - interpreteranno Esodo di Emma Dante, che arriva a Palermo dopo il fortunato debutto estivo al Festival di Spoleto. Emma Dante, regista principale ospite del Teatro Biondo di Palermo firma testo, regia e costumi dello spettacolo, le scene sono di Carmine Maringola, le luci di Cristian Zucaro. Repliche fino al 3 novembre. Esodo è frutto di un lungo lavoro che Emma Dante ha condotto con i suoi collaboratori e con gli allievi attori della Scuola del Biondo. Si tratta di una riscrittura del mito di Edipo in chiave contemporanea, che parla di noi, del bisogno di confrontarsi con l'altro e di accogliere le differenze, in nome di un'origine e di un destino comune. Il rituale del teatro, nella relazione tra chi lo fa e chi lo osserva, è lo spazio simbolico ideale per elaborare questo bisogno di comunità.
    Il palcoscenico è la meta. In un lungo cammino migratorio, Edipo è accompagnato dalla sua famiglia; donne e uomini tebani, Giocasta, Antigone, Ismene, Creonte, Tiresia e il vecchio Laio, ormai decrepito, lo seguono nell'oscurità delle tenebre. La famiglia è in cerca di un rifugio e non appena Edipo incontra il nostro sguardo comanda di fermarsi. I pellegrini disfano le valigie e si accampano. Il palcoscenico diventa il campo dove imbastire il racconto della tragedia. Edipo si presenta al pubblico declamando la sua frase cardine: Io sono Edipo, uno che non ha certo una prospera e invidiabile sorte. La mia origine è orrenda. Parte una musica, tutti ballano, e l'immagine degli stranieri vagabondi e mendicanti, portatori di un'identità intollerabile, trasfigura in quella di pellegrini espianti.
    Il bosco sacro alle Eumenidi riecheggia di suoni in un concerto meraviglioso della natura. Edipo chiude gli occhi e ascolta la musica del bosco incantato.
    Poi, rivolgendosi al pubblico, dice: Stranieri, in nome di dio, proteggete la mia famiglia. Ricordatevi che gli dei guardano all'uomo devoto quanto all'empio e che non esiste scampo per alcun sacrilego al mondo. Vi racconto la mia tragedia in cambio di ospitalità. Mi caverò gli occhi per l'ennesima volta. Io e il coro errante di anime, che sempre resta al mio fianco, vi preghiamo di accoglierci! Abbiate pietà, siamo nelle vostre mani come nelle mani di un dio. Lasciateci varcare il confine e consentiteci di continuare a vivere. Non vi daremo disturbo, ci adatteremo, rispetteremo le vostre leggi, adorandovi come salvatori dell'umanità. Edipo si veste da re e rivive la sua tragedia.
    (ANSA).
   

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