Mostre: La Siria raccontata nelle foto di Tiziana Gulotta

Fino al 21 dicembre nell'Opificio idee ai Danisinni di Palermo

(ANSA) - PALERMO, 9 NOV - La guerra scoppiata in Siria nel 2011 ha generato migliaia di morti tra i civili e provocato la fuga oltreconfine di intere famiglie che sono state costrette a vivere nei campi profughi in Libano, Giordania e Turchia. Alcune di queste famiglie sono riuscite ad arrivare in Europa. Così è accaduto alla famiglia protagonista del reportage fotografico "La mia Siria a Palermo" della giornalista Tiziana Gulotta, una mostra inserita nella Bam (la Biennale arcipelago Mediterraneo) che si inaugura oggi all'Opificio delle idee, un loft industriale trasformato in un nuovo spazio espositivo, in via Danisinni 38 e che potrà essere visitata fino al 21 dicembre. Bushra e Naem, genitori di quattro bambini, sono scappati da un piccolo villaggio nella provincia di Hasakah, nella Siria Nord orientale, uno dei territori devastati dall'Isis e zona colpita di recente dall'offensiva militare turca. In Siria, Naem faceva il ristoratore e la sua vita scorreva tra il lavoro e la famiglia fino a quando la tragica realtà della guerra li ha costretti a scappare nel vicino Libano, in uno dei più affollati campi profughi dove scarseggiano i mezzi per fronteggiare un'emergenza che ormai è diventata la norma. La storia di Bushra e Naem, è simile a quella di migliaia di connazionali che hanno perso tutto, casa, affetti, lavoro e sono fuggiti dalla loro terra in cerca di un posto sicuro. Nel 2016, la coppia e i quattro figli sono arrivati in Italia attraverso i corridoi umanitari, un progetto pilota della comunità di Sant'Egidio.
    Dopo una prima esperienza a Polizzi Generosa, la famigliola si è trasferita a Palermo in cerca di nuove e migliori opportunità.
    Quindici scatti a colori (formato 30x45) narrano la vita normale ritrovata in città anche se a migliaia di chilometri dalla casa di origine. Per diversi mesi, l'autrice delle foto ha seguito la famiglia siriana in vari momenti della vita quotidiana. Le immagini ritraggono i rifugiati siriani a lavoro in una pizzeria della città ed anche nei momenti di relax a Mondello oppure in piscina, all'interno delle pareti domestiche o al mercato Ballarò per fare la spesa, durante le funzioni pasquali in città e così via. Le foto si aggiungono alle trenta foto del repertorio vintage dal titolo "Syria 99 reportage vintage kodak film" già presentata nel 2016, nell'ambito del progetto 'Per non dimenticare la Siria ', realizzate dalla giornalista 'on the road', durante il suo soggiorno di studio in Siria tra il 1994 e il 1999, sotto il regime di Hafez Hassad, prima dell'Isis e di Al Qaeda. La guerra in Siria è in apparenza terminata ma numerose sono le cause irrisolte. Il ritorno a casa si fa per molti profughi siriani sempre più lontano. L'unica soluzione possibile sembra quella di rimboccarsi le maniche e cominciare una nuova vita a partire da zero in Europa. (ANSA).
   

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