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Falcone: un carretto siciliano antimafia per ricordarlo

Sarà esposto allo Spasimo, c'è anche disegno del pentito Mutolo

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 21 MAG - Un carretto siciliano con la storia della Sicilia nascosta e occultata, le stragi senza nome e i delitti irrisolti. E' il nuovo lavoro di Laboratorio Saccardi, artisti dissacratori che non hanno voluto tralasciare l'appuntamento con il trentennale, anzi hanno ricevuto un apporto inatteso da Gaspare Mutolo che ha voluto dipingere una piovra nera e la giustizia-lumaca. I simboli sul carretto sono di comprensione immediata: le ruote con i colori della bandiera americana per indicare l'influenza sociopolitica degli States sulla politica siciliana; gli omicidi di Mauro Rostagno e del giudice Giacomo Ciaccio Montalto, l'agguato al giudice Carlo Palermo e la strage di Pizzolungo. Al centro, un guerriero con mitra e scudo con il logo del comune di Castelvetrano (e una lontana somiglianza a Matteo Messina Denaro, in una delle pochissime foto che esistono del latitante); sotto il carretto, la rosa dei Rosacroce e il simbolo dei Gesuiti. Il carretto è nato al Museo d'arte contemporanea Riso e da qualche ora è stato trasferito al complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo, a supporto delle manifestazioni per il trentennale delle stragi. Laboratorio Saccardi ha trasformato il carretto siciliano in un supporto artistico, una lavagna con i colori isolani per raccontare la storia della Sicilia attraverso il linguaggio diretto ed inequivocabile di Marco Leone Barone e Vincenzo Profeta. I due artisti hanno dipinto sulle fiancate e sul piano del cassone, i fatti di mafia più eclatanti della recente storia dell'isola, simboli di misteri insoluti della storia politica del Paese, trasformando il carretto - oggetto d'arte artigianale e simbolo iconografico del folclore siciliano - in uno strumento di critica consapevole. Nel 2010 Laboratorio Saccardi ha realizzato il primo carretto di tipo palermitano, "La Robba", attualmente esposto al museo della mafia di Salemi (TP). Primo e unico carretto siciliano "albino" della storia, in bianco e nero, privo di suoi tipici colori sgargianti, racconta il passato, riporta nei vicoli e nelle strade sterrate, tra profumi intesi, musiche e colori. Ora è il turno della nuova opera, "La Bestia": Laboratorio Saccardi prosegue il progetto "Sikania Rising" ma, mentre nel primo carretto di tipo palermitano aveva raccontato gli avvenimenti più drammatici accaduti sul territorio (le stragi di Capaci e via D'Amelio, l'assassinio di Peppino Impastato e il disastro di Ustica), questa volta il duo ha utilizzato e pitturato un carretto di tipo trapanese (più precisamente di Castelvetrano), raccontando in pittura gli avvenimenti più drammatici, sconvolgenti e dai risvolti esoterici accaduti nel territorio trapanese dal dopoguerra fino ai nostri giorni. Sikania Rising/La Bestia di Laboratorio Saccardi è un progetto patrocinato dal Comune di Palermo, dall'Assessorato alle CulturE, da Settimana delle Culture, Fondazione Falcone e Fondazione Maimeri di Milano, firmato da Stefania Morici e Silvia Basta. L'iniziativa, organizzata da Arteventi di Stefania Morici, nasce con la collaborazione di Mpa - Milano Painting Academy ed il sostegno di I (ANSA).
   

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