• Cucchi, Ilaria: 'Valutiamo la querela a Salvini'. Condannati due carabinieri a 12 anni per omicidio

Cucchi, Ilaria: 'Valutiamo la querela a Salvini'. Condannati due carabinieri a 12 anni per omicidio

Due anni e sei mesi per falso all'imputato teste Tedesco. - LO SPECIALE

Redazione ANSA ROMA

Finiti i dibattimenti in tribunale, la battaglia di Ilaria Cucchi "contro i pregiudizi" prosegue ora a suon di querele. E dopo l'ultima sentenza al processo Cucchi, in cui i giudici hanno condannato due carabinieri per omicidio preterintenzionale, riemergono annose polemiche. La sorella di Stefano annuncia l'intenzione di querelare Matteo Salvini dopo le dichiarazioni rese dall'ex ministro poco dopo il verdetto della Corte D'Assise. Il leader leghista aveva detto di rispettare la famiglia, aggiungendo però che il caso "dimostra che la droga fa male". All'indomani della sentenza è arrivata secca la replica di Ilaria: "Che c'entra la droga? Salvini perde sempre l'occasione per stare zitto - dice in diretta su Radio Capital - Contro questo pregiudizio e contro questi personaggi ci siamo dovuti battere per anni. Tanti di questi personaggi sono stati chiamati a rispondere in un'aula di giustizia, e non escludo che il prossimo possa essere proprio Salvini".

"Giovedì c'è stata la sentenza di primo grado sul 'caso Cucchi'. Non commento le decisioni dei magistrati ma sento l'esigenza di esprimere a Ilaria Cucchi e a tutta la famiglia Cucchi la mia vicinanza", lo scrive su Fb Il Guardasigillli Alfonso Bonafede. "Tutti dovrebbero avere RISPETTO nei confronti di quei cittadini che lottano per la verità perchè in fondo, anche nella diversità delle opinioni, c'è veramente un limite a tutto... e perchè nel 'caso Cucchi' la droga non c'entra veramente nulla", conclude il ministro.

LA SENTENZA - I due carabinieri Di Bernardo e D'Alessandro sono stati condannati a 12 anni per omicidio preterintenzionale nel processo per la morte di Stefano Cucchi.  E' quanto stabilito dai giudici della prima Corte d'assise di Roma che oggi decideva per  la sorte dei cinque carabinieri, tre dei quali imputati di omicidio preterintenzionale per la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato nell'ottobre 2009 per droga e poi morto una settimana dopo in ospedale. 

"Stefano è stato ucciso, questo lo sapevamo e lo ripetiamo da 10 anni. Forse ora potrà risposare in pace". Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, in aula alla lettura della sentenza. "Un po' di sollievo dopo 10 anni di dolore e di processi non veri". Così Rita Calore, madre di Stefano Cucchi dopo la sentenza di condanna dei due carabinieri abbracciando il marito.

Subito dopo la sentenza visibilmente commosso un carabiniere ha fatto il baciamano alla donna. "L'ho fatto perchè finalmente dopo tutti questi anni è stata fatta giustizia", dice il militare mentre accompagna i genitori di Stefano Cucchi, anche loro commossi, fuori dall'aula di Rebibbia dove si è celebrato il processo. 

"Una giornata difficilissima. Questa per me è stata una carezza. Mi ha scaldato il cuore. Questo per me è un carabiniere vero": così Ilaria Cucchi in un post su Facebook dopo avere pubblicato la foto del baciamano del carabiniere.

Cucchi, dopo sentenza un carabiniere fa baciamano alla sorella di Stefano

"E' finito un incubo". Sono queste le uniche parole che Francesco Tedesco, il carabiniere assolto dall'accusa di omicidio al processo Cucchi, che con le sue dichiarazioni ha indicato le responsabilità nel pestaggio del giovane romano. A riferirlo all'ANSA è il suo difensore, Eugenio Pini. "Tedesco ha mostrato soddisfazione per l'esito di questo processo ed è andato via senza aggiungere altro", ha spiegato Pini.

"Abbiamo manifestato in più occasioni il nostro dolore e la nostra vicinanza alla famiglia per la vicenda culminata con la morte di Stefano Cucchi. Un dolore che oggi è ancora più intenso dopo la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Roma che definisce le responsabilità di alcuni carabinieri venuti meno al loro dovere, con ciò disattendendo i valori fondanti dell'Istituzione", lo dice il comandante generale dell'Arma, Giovanni Nistri, dopo la sentenza Cucchi.

Intanto per quanto riguarda il processo in Corte d'Assise di Appello di Roma per cinque medici dell'ospedale Sandro Pertini coinvolti nella vicenda la sentenza ha visto una assoluzione e 4 prescrizioni. Assolta il medico Stefania Corbi.


   

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