Allevi, io dissidente guardo all'antico per il futuro

'Hope' è nuovo album. Da dicembre in tour

MILANO - Parla di speranza, questa volta, Giovanni Allevi che oggi pubblica il nuovo album intitolato 'Hope'. Il compositore, pianista e direttore d'orchestra, torna in scena con un lavoro dedicato ai suoni del Natale, ma solo per una sorta di inno all'antico che possa ispirare speranza per il futuro.

"Cerco di distinguere le parole antico e passato - spiega Allevi - perché la prima, a differenza della seconda, mantiene la sua attualità come elemento a cui attingere. L'antico non è qualcosa di morto, ma di attivo e da utilizzare continuamente per capire e progredire". E così, nella scaletta del nuovo 'Hope' sono entrati, tra un'opera inedita e l'altra, anche l'interpretazione personale di capolavori per coro e orchestra tratti dal repertorio classico di Bach, Mozart e Händel, "perché - ricorda Allevi - non c'è futuro senza storia".

In questo ultimo album l'enfant terrible della musica classica contemporanea per la prima volta affianca al suo pianoforte anche il canto, affidato per l'occasione al Coro dell'Opera di Parma e alle voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano, il tutto sostenuto dai musicisti dell'Orchestra Sinfonica Italiana che in una veste inedita propone un accompagnamento con batteria. "Il mio obiettivo - racconta Allevi - è sempre quello di trovare la magnificenza della musica antica che si esprime attraverso il coro polifonico, l'orchestra e i grandi capolavori dei compositori, affiancando però il tutto al suono del mondo contemporaneo che c'è attorno a noi. E' una delle cose più difficili da fare, forse, ma il mio senso di malinconia e di precarietà mi porta a compensare nella musica, affidando la mia anima ad un linguaggio maestoso, un qualcosa che non sento dentro di me ma che desidero profondamente".

Tra 'O generosa' e 'Te deum', 'Ave verum corpus' e 'Halleluja', Allevi ha inserito nel suo album-inno alla speranza anche una sua versione di 'Christmas Time' e la cantata sacra 'Sotto lo stesso cielo'. "E la mia via di fuga da tutto quello che è scontato - ha detto il compositore - e da un presente dove vige l'ansia dell'essere immediatamente riconosciuti. Viviamo in un mondo dove i numeri sono tutto ma la bellezza va ricercata nel tempo, aspettata e capita. Io sono per le esplosioni di cori, per il contrappunto, le visioni musicali mistiche e notturne. Faccio il dissidente ed è questo il mio modo di dire chi mi ama mi segua". A dicembre Allevi tornerà anche sui palcoscenici italiani per una serie di concerti del suo 'Hope Christmas tour', al via il primo dicembre dal Teatro Dal Verme di Milano. (ANSA).
   

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