Mostre: 'U.MANO', arte e scienza alla Fondazione Golinelli

Percorso dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura

(ANSA) - BOLOGNA, 19 NOV - Un percorso espositivo dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura, dall'esplorazione dell'interiorità dell'uomo all'aprirsi alla comprensione dell'universo che gli sta intorno. E' 'U.MANO - Arte e scienza: antica misura, nuova civiltà', la nuova mostra della Fondazione Golinelli a Bologna, aperta al pubblico dal 20 novembre al 9 aprile e allestita nel Centro Arti e Scienze Golinelli, per l'occasione trasformato in un tempio classico.
    Si parte da due grandi installazioni centrali: le mani chiuse, emblema della riflessione sulla propria origine e interiorità, e quelle aperte, che rappresentano invece l'esplorazione e la conoscenza del mondo circostante. C'è anche il 'De Symmetria partium in rectis formis humanorum corporum libri' di Albrecht Durer, un trattato sul disegno della figura umana le cui istruzioni sono state interpretate come uno dei primi algoritmi di arte generativa. E ci sono due atlanti anatomici straordinari: il 'De humani corporis fabrica' di Andrea Vesalio e i 'Deux Livres de chirurgie' di Ambroise Parè.
    Nel percorso, curato da Andrea Zanotti, sono poi collocati dipinti realizzati tra '500 e '600, particolare momento storico nel quale si è registrato un cambio di passo per alcuni versi simile a quello odierno: dalla 'Madonna col Bambino' attribuita a Caravaggio a quella di Ludovico Carracci. Poi, un indice puntato verso il Cielo, reinterpretato da Michelangelo Pistoletto nel 'quadro specchiante' che ripropone la 'Creazione di Adamo' di Michelangelo nella contemporaneità, fino alla ricostruzione della 'Battaglia di Anghiari', opera perduta di Leonardo la cui informazione in rete è stata ri-materializzata dai ragazzi che frequentano i laboratori sulla mostra di Fondazione Golinelli.
    L'ultimo passo nell'evoluzione della mano conduce ad un presente avveniristico, nel quale è protagonista l'arto bionico, un'opera di ingegneria avanzata realizzata dai giovani ricercatori di BionIt Labs, una delle start-up che operano nell'incubatore-acceleratore G-Factor, che hanno progettato un arto innovativo e adattabile a ogni paziente.(ANSA).
   

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