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Libri: Nissirio tinge di noir il Carnevale di Venezia

Con 'D'inverno, Venezia' ritorna il commissario Di Giannantonio

(di Alessandro Carlini) (ANSA) - ROMA, 16 NOV - PATRIZIO NISSIRIO, 'D'INVERNO, VENEZIA' (ENSEMBLE, pp. 336 - 16,00 euro) - La realtà non è mai come appare nel dedalo misterioso e magico di Venezia fra ponti, calli e 'sotoporteghi' dove si addentra ancora una volta il commissario Aurelio Di Giannantonio per cercare un possibile ordine nella propria vita e combattere il crimine nel marasma del Carnevale. Si intitola 'D'inverno, Venezia' il nuovo romanzo noir dello scrittore Patrizio Nissirio per Ensemble, fortunato seguito di 'Silenzio' e delle avventure di uno 'sbirro' ben lontano da ogni esasperazione testosteronica del genere 'hard boiled' e delle sue evoluzioni ma autentico, umano e per certi versi splendidamente fragile.
    Il suo esordio avviene con un pianto improvviso e una frase che lascia il segno. "Tutta la tristezza del mondo gli si era conficcata tra cuore e respiro e lui non capiva il perché". Lo stile dell'autore è asciutto e ritmato, come un blues, e ispirato ai maestri della letteratura anglosassone, quindi guidato da una sorta di devozione alla storia narrata e ai suoi attori, i personaggi, pesando una a una le parole e gli aggettivi, con dialoghi brevi e necessari, come devono essere, perché monologhi e concioni non si addicono alla vita reale. La musica fa da sottofondo, a partire dalle melodie d'America, ricordi lontani, esperienze vissute in prima persona dall'autore, a lungo corrispondente dagli Stati Uniti, che qui si immerge nell'atmosfera della laguna immensa e straniante, sorta di altra frontiera che non tende a ovest ma a oriente. Di Giannantonio non è un veneziano, si sente dalla sua parlata sporcata raramente dal romanesco, arriva dalla Città Eterna e si perde in quella che inesorabilmente sprofonda. Deve fare i conti con un passato ingombrante che bussa alla fatidica porta della mezza età. Nissirio innesta gli intrecci dell'esistenza di un uomo vissuto su un contesto perfetto per un noir, quello del carnevale, colorato ma anche ambiguo e perfino infido. Tutto inizia con una serie di aggressioni, in apparenza episodi non collegati, in realtà segnali di una violenza organizzata e mirata che obbligherà il commissario a usare il suo fine intuito. "Non era Sherlock Holmes, che notava tutto, ma notava molto. Non lo faceva con metodo, era un riflesso del suo modo di guardare. Uno sguardo aperto, assorbente, senza pregiudizi". La festa veneziana per antonomasia si macchia di sangue dopo un omicidio che avviene a pochi metri dalla gente intenta a ritratte i propri costumi a colpi di selfie, scherzare e fare rumore mentre nel silenzio di un vicolo un capo mafioso viene ammazzato. Il clima generale di apparente sospensione delle regole è il luogo in cui si può muovere e prosperare un'organizzazione di criminali mascherati che confondono la vendetta con la giustizia. Di Giannantonio e la sua squadra, fatta di donne e uomini che vengono da fuori e ben rappresentano spaccati diversi di vita e società, tentano di riportare l'ordine in una impresa che mette tutti a durissima prova. Resta sullo sfondo una sensazione ben evocata dall'immagine di copertina, del solcare il mare in bilico sulla prua di una gondola, sfidando qualcosa, forse il limite e la finitezza con cui ognuno deve fare i conti. (ANSA).
   

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