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Calabrò, la poesia verso l'infinito, tra mare e spazio

In spagnolo antologia Quinta dimensión, 60 anni attività poetica

Le prime suggestioni nelle acque cristalline della Calabria, "in quel mare che si protende per raggiungere l'orizzonte, ma resta confinato in se stesso", poi il bisogno di continuare a raccontare se stesso, i propri tumulti interiori, e con essi il mondo attorno: dopo oltre 60 anni di attività poetica, non è ancora pago Corrado Calabrò di indagare con le parole la natura più intima dell'uomo, tra sogni e fragilità. "Oggi viviamo un tempo di pensiero debole e l'insicurezza ontologica è la nostra condizione. Ma la poesia tende all'oltre, a dilatare la nostra percezione, e cerca di parlare a ciascuno di noi, per rivelare come in una magia qualcosa che non riuscivamo a vedere pur avendola davanti", dice in un'intervista all'ANSA, durante la presentazione a Roma presso la sede dell'IILA (Organizzazione internazionale italo-latino americana) di "Quinta dimensión. Poemas escogidos 1958-2021", edizione spagnola appena pubblicata da Pigmalión dell'omonimo libro edito in Italia da Mondadori (nel 2018 e poi in versione aggiornata nel 2021). Il corposo volume rappresenta un autentico autoritratto poetico di Calabrò, giurista, scrittore, presidente Agcom dal 2005 al 2012: tra le pagine del libro, in questa accurata e ampia selezione di liriche, emerge l'essenza tematica e formale di più di mezzo secolo di produzione poetica di un autore da sempre fedele solo alla sua ispirazione, ostinatamente fuori da ogni etichetta e corrente letteraria. "Quando si sente profondamente la poesia, tutto ritorna dentro, le letture più appassionate, le sensazioni, anche la vita non vissuta preme per lasciare di sé qualche impronta, perché la poesia attinge all'inconscio, quello consapevole, che quindi trova le parole, e quello inconsapevole, che invece si affida alle immagini enigmatiche che evocano qualche impressione latente", prosegue Calabrò, che ha pubblicato 23 libri di poesie in Italia e 34 all'estero, in 20 lingue, "se fallisce, la poesia non riesce a rendere partecipe il lettore di ciò che ha segnato l'animo del poeta. Ma se invece riesce, accade qualcosa di misterioso, in cui passato e presente si uniscono. Allora la poesia ci distoglie dalla quotidianità, dall'insoddisfazione di ciò che essa ci somministra". In questa antologia tornano tutti i temi cari all'autore: le insondabili prospettive e gli slanci del sentimento d'amore, accanto alle meraviglie misteriose dello spazio e alla profondità di un mare celebrato come metafora e al tempo stesso come elemento concreto del vivere. Articolate non cronologicamente ma appunto per tematiche, le poesie (tradotte in spagnolo da Emilio Coco e presentate nel volume tutte con testo italiano a fronte) raccontano le intime riflessioni dell'uomo, seguendo la logica delle emozioni, ma nella continua relazione con la realtà mutevole, nel tempo e nello spazio. In questa opera antologica, aggiornata alla sua produzione più recente, emerge chiara l'evoluzione della poetica e l'approdo a una piena maturità espressiva. Lei parla della Spagna come patria d'elezione. "Sì, questo è il mio sesto libro pubblicato in spagnolo, lì non c'è quella diffidenza con cui vengo trattato in Italia e che mi angustia", spiega Calabrò, "qui mi accusano di aver avuto un passato, di aver vissuto, mi dicono che i veri poeti muoiono giovani, forse è vero. Per sopravvivere certo ho fatto altro, ma sono poeta fin dalle origini, le miei prime poesie le ho scritte tra i 15 e i 20 anni". Ma lei ha un rapporto speciale anche con l'Ucraina, dove è stato insignito di due lauree Honoris Causa, all'Università Mechnikov di Odessa nel 1997 e all'Università statale di Mariupol nel 2015, e dove nel luglio 2018 l'Unione Astronomica Internazionale, su proposta dell'Accademia delle Scienze di Kiev, ha dato all'ultimo asteroide scoperto il nome di Corrado Calabrò "per avere rigenerato la poesia aprendola, come in sogno alla scienza". "Ho una relazione profonda con l'Ucraina, non soltanto per i riconoscimenti che ho ricevuto. Ci sono andato diverse volte, dopo lo stalinismo, poi negli anni '90 e l'ho vista rifiorire, ho trovato nel Paese un fervore e un entusiasmo incredibili", dice, "adesso vederla così martoriata mi fa soffrire, ho anche degli amici lì. Stanno schiacciando la loro identità, ma gli Ucraini stanno resistendo in un modo che davvero mi stupisce. Ora mi chiedo a quali condizioni e quando usciremo da questa guerra". (ANSA).

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