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200 anni Adelaide Ristori, prima star del teatro italiano

Manifestazioni a Genova e una docufiction sulla Rai

Acclamata icona del suo tempo, donna che rappresentò l'Italia risorgimentale, esempio di emancipazione femminile a metà Ottocento, a Adelaide Ristori, vera star internazionale, attrice capace di conquistare i potenti e assieme di rendere alla portata di tutti la cultura teatrale, sarà dedicata una serie di manifestazioni, a cominciare domani da un documentario di Rai Cultura, per celebrare i 200 anni dalla sua nascita il 29 gennaio 1822. Il Teatro di Genova e l'Università realizzeranno in questo bicentenario, che ha il patrocinato dall'Unesco, una serie di manifestazioni (spettacoli, una mostra dal 15 settembre a Palazzo Nicolosio e un convegno a Genova dal 2 al 4 e a Milano il 10 novembre) promosse dal Museo Biblioteca dell'Attore, dove si conserva il suo ricco archivio, non solo di documenti e foto, ma anche di abiti di scena che permette di studiare il teatro della seconda metà dell'Ottocento nei suoi vari aspetti, dall'organizzazione all'arte della recitazione, la drammaturgia, le messinscena.

Il documentario Rai ''Italiani, Adelaide Ristori - La prima grande star del teatro italiano'' di Giancarlo Mancini, in onda domani sera su Rai Storia con la regia di Leonardo Sicurello, è stato realizzato come una fiction per ripercorrerne la vita, con Alvia Reale nel ruolo della Ristori e con immagini girate anche proprio al Museo Civico dell'Attore. Grande e bella attrice dal tratto naturalmente aristocratico, dotata di voce calda, dizione nitida, Ristori suscitò ammirazione letteralmente in tutto il mondo, prima artista italiana a girarlo davvero in lungo e in largo, accolta sempre al grido di ''Viva l'Italia'' avendo avuto parte nelle vicende politiche e diplomatiche negli anni che portarono all'Unità d'Italia, ricevuta a corte dalla regina Vittoria come alla Casa Bianca dal presidente Andrew Johnson. Fu presidente della Società per l'Istruzione della Donna e, nel 1902, quando compì 80 anni, Vittorio Emanuele III le portò gli auguri personalmente, riconoscimento alla sua arte e all'essere una gloria nazionale, mentre il governo francese le conferì la Palma di Ufficiale dell'Istruzione pubblica in brillanti, il Kaiser Guglielmo incaricò l'ambasciatore tedesco di portarle a suo nome un cesto di fiori e personalità di tutto il mondo le inviarono telegrammi d'auguri. Recite straordinarie in suo onore furono tenute da compagnie teatrali in tutto il paese. Morì a Roma il 9 ottobre 1906 e, pur non recitando più lei da molti anni, la notizia ebbe rilievo internazionale. Figlia d'arte, nacque a Cividale del Friuli dove i suoi genitori stavano recitando e, come da tradizione, fu portata in scena sin da piccolissima, ottenendo la sua prima vera scrittura a 12 anni e divenendo protagonista a 14 nella 'Francesca da Rimini' di Silvio Pellico, prova che le aprì le porte della prestigiosa Compagnia Reale Sarda dove restò sino al 1841, maturando grazie al lavoro accanto a grandi interpreti dell'epoca, da Vestri alla Marchionni, di cui prese il posto come primattrice a soli 18 anni.

Molto bella, attraente e alta, almeno stando alle testimonianze d'epoca, dalla recitazione impostata ma vibrante e spontanea, primeggiò rapidamente e recitò accanto al grande Tommaso Salvini. Allora, a Roma, conobbe il marchese Giuliano Capranica del Grillo, che sposò nel 1846. Fu la sua fortuna, perché questi capì il talento della moglie e si dedicò a sostenerlo con uno spirito imprenditoriale allora estraneo al mondo del teatro, creando una sua Compagnia in cui, oltre a scegliere i testi, sovrintendeva a tutti gli aspetti dello spettacolo, compresi costumi e scene. Nacquero allora le sue grandi tournée, a cominciare da una a Parigi, dove frequentò da Alexandre Dumas a George Sand come il patriota fuoriuscito Daniele Manin, passando poi a Londra, accolta come un simbolo dell'Italia nascente tanto che perfino Mazzini pensò di utilizzare la sua notorietà e la sua frequentazione delle corti d'Europa per la causa nazionale, mentre Cavour le affidò, nel 1860, una delicata missione presso la corte dello Zar a Pietroburgo, dove andava a recitare. Col suo repertorio, che comprendeva principalmente, accanto a Shakespeare e Goldoni, Alfieri e Pellico, attraversò a un certo punto l'oceano e spopolò a New York girando le Americhe, programmando infine nel 1874 un vero e proprio giro del mondo, che per due anni la portò dal Cile all'Australia all'estremo oriente. Poi tornò in America e, quando nel 1885 si ritirò dalle scene, si calcola che avesse recitato in 334 città, 33 stati, 5 continenti per 3546 spettacoli.

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