La Romagna in 'giallo' di Enrico Franceschini

Nel suo noir lati oscuri e ironici della Riviera fuori stagione

 LONDRA -  ENRICO FRANCESCHINI, 'BASSA MAREA', (RIZZOLI, PP 352, EURO 19,00). Quando si spengono le luci sfavillanti della vita mondana e del turismo di massa la Riviera romagnola, immersa nella pausa del fuori stagione, mostra anche il suo lato oscuro. E' questo che indaga lo scrittore e giornalista Enrico Franceschini nella sua commedia gialla dal titolo 'Bassa marea' e lo fa con l'ironia del Grande Lebowski, laddove personaggi e ambientazioni della Romagna ricordano quelli della California, e sentendo il richiamo irresistibile degli autori che hanno dato lustro al genere noir della West Coast americana.
    La scelta del protagonista è piuttosto inusuale, non si tratta, infatti, del solito commissario o maresciallo dei Carabinieri, e nemmeno di uno scrittore molto curioso e acuto, ma di Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione, tornato nel paesino di villeggiatura dell'infanzia dopo una lunga carriera da inviato giramondo, con pochi soldi in tasca, un capanno di pescatori come casa e in pace con se stesso. Per costruire i tratti del suo personaggio Franceschini si è ispirato alla sua esperienza personale: per decenni corrispondente di Repubblica in diversi Paesi, è ora in pensione, e più volte nel romanzo descrive come è cambiato nel tempo il mondo dell'editoria. Il suo Mura ora deve affrontare una situazione del tutto inaspettata. Tocca a lui infatti trovare sul bagnasciuga una donna, mezza tramortita e infreddolita, che si scoprirà poi essere una enigmatica russa di nome Sasha. Da lì inizia un viaggio nella Riviera fuori stagione, in cui gli abitanti verniciano e riparano, sperperando i guadagni estivi e portando a galla vizi nascosti, fra un clan di calabresi che traffica schiave del sesso e immigrati cinesi che spacciano erba. Il protagonista sente tutta la responsabilità di una impresa ardua e quindi si rivolge a tre amici, sessantenni irresistibili come lui che lo aiutano, colorando la narrazione con battute e sarcasmo, perché pur sempre si tratta della Romagna, terra del divertimento per definizione. Tanti i rimandi e gli omaggi offerti dal libro, dal film 'I vitelloni' di Federico Fellini, al romanzo poliziesco 'Rimini' (1985) di Pier Vittorio Tondelli: anche in quel caso era un giornalista a improvvisarsi detective ma non durante il fuori stagione bensì fra la pazza movida dei giorni e delle notti d'estate. (ANSA).
   

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