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Paolo Giordano si misura con le nostre paure

Romanzo dell'anno secondo la Classifica di Qualità della Lettura del Corsera

PAOLO GIORDANO, 'TASMANIA' (EINAUDI, pp. 262 - 19,50 euro)

C'è una paura di fondo che circola in tutto questo bel romanzo di Paolo Giordano, una paura che via via trova nuove e diverse ragioni per alimentarsi, dagli attentati islamici all'emergenza climatica, e sin dall'inizio, dall'incontro con lo scienziato Jacopo Novelli, un fisico che studia nelle nuvole lo stato di salute del nostro pianeta, che gli parla della sindrome di Kessler (leggere il libro per scoprire di cosa si tratta), una minaccia che nessuno conosce ed è reale, più di tante altre generiche, più o meno originali, tra cui cita le pandemie ("Lo disse, eccome se lo disse!").

La forza del racconto, con la sua scrittura chiara, pulita, diretta, è nel mettere in rapporto questa ansia con la vita, le incertezze, le illusioni, le delusioni, le crisi, sentimentali e professionali dell'io narrante, insomma la sua esistenza quotidiana e normale. Giordano, del resto, durante la pandemia ha scritto e pubblicato solo saggie e riflessioni sul 'Contagio' come si intitola il primo lavoro di quella serie, e anche se ora viene citata solo una volta, di sfuggita, sappiamo che questo romanzo è nato in quel periodo e ci pare rifletta quindi un sentimento di insicurezza, una qualche chiusura molto più preoccupata del domani ‌("Il nostro futuro era diventato bianco, come la cecità") di quel che era nel suo romanzo precedente, 'Divorare il cielo' del 2018.

Gli avvenimenti che riguardano la terra - e il protagonista si chiama Paolo, come l'autore, ed è anche lui un ex fisico diventato scrittore e che segue per un giornale le conferenze dell'Onu sul Climate Changing - sono sempre apparsi frutto di modificazioni molto lente, ma oramai la situazione è cambiata, è arrivata alla vigilia del disastro rapido, improvviso, il momento è pre-traumatico. Così ecco che viviamo la crisi fuori e dentro di noi. E allora il racconto si fa impietoso, anche duro nel suo cercar di indagare e indagarsi sino in fondo, ma vive di sentimento, tra impotenze e tenerezze, voglie e realtà, così da risultare coinvolgente, anche in quell'evocare la bomba atomica (nel frattempo tornata di lancinante attualità) e ricostruire i bombardamenti e le loro conseguenze a Hiroshima e Nagasaki, al centro del libro apotropaico che Paolo sta cercando di scrivere, mentre il suo matrimonio con Lorenza naufraga, anche in seguito ai vani tentativi di avere un figlio. Perché questo libro vitale e inquieto, scopriamo alla fine che è un percorso dagli ultimi sbandamenti della giovinezza alla scoperta della paternità, anche se legata non a un figlio proprio, ma a quello della moglie, Eugenio, che comunque è cresciuto assieme a lui. E' con questa consapevolezza nuova, che Paolo poi viaggia, con l'amico Giulio, in Giappone per gli anniversari dei due bombardamenti del 6 e 9 agosto 1945 e incontra alcuni sopravvissuti, simboli di una vita che continua anche in un sottile, vivo rapporto con tutti i morti: "Una volta polverizzati i corpi, gli atomi continuano a esistere e quelli instabili a emettere radiazioni: raggi alfa, beta e gamma, neutrini che attraversano indisturbati la materia... Ed è possibile, allora, che sotto forma di radiazioni esistano ancora tutti i morti, tutti quelli del passato e tutti quelli del presente", che ci attraversano di continuo.

'Tasmania' - 're del 2022' secondo la Classifica di qualità de 'La Lettura' del Corriere della Sera - è in fondo un'educazione sentimentale all'incertezza e i timori insiti nella nostra esistenza. Non c'è bisogno per salvarsi appunto di andare a vivere nella lontana isola a sud-est dell'Australia, dove Novelli dice che forse ci si potrebbe sentire al riparo molto più a lungo dal disastro ambientale. Perché esiste una Tasmania più vicina: la salvezza più importante è quella che riusciamo a trovare dentro di noi, con le persone che amiamo e abbiamo amato. Una vita che per Paolo comprende il cercare di conciliare l'insofferenza e il desiderio di avere accanto Lorenza con la sua pazienza e ritrovarsi con Eugenio, ma anche Novelli, scienziato tutto dedito a proclamare l'esattezza oggettiva della scienza e messo in crisi dalla sua umana debolezza (e dopo gli appelli alla sicurezza della scienza durante la pandemia, anche questo prende un suo preciso senso); Giulio che si sta separando e si aggrappa al diritto a conservare un rapporto col proprio figlio con cui non sa come rapportarsi; Karol, l'amico prete che ha la sua rivelazione e fede nel suo amore per Elisa; Curzia agitata e provocatoria.

Insomma tutto un mondo che si agita come atomi, come neutrini nello spazio, per sopravvivere a quel senso di estraneità, di vuoto, per superare quel "senso di stanca inevitabilità, come se la disillusione avesse impregnato a fondo i tessuti cerebrali di ognuno", che si sentiva alla fine del 2019. (ANSA).
   

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