Spread Btp-Bund torna a salire, supera quota 150

Venerdì aveva chiuso a 145 punti base

Borse europee deboli all'indomani del voto in Spagna, senza maggioranze certe, e con il rallentamento del Pil britannico, salito al di sotto delle stime degli analisti. Proprio Londra (-1,21%) è la peggiore, preceduta da Milano, Francoforte e Madrid, in calo tutte dello 0,5% circa, mentre Parigi (-0,25%) gira in negativo. In rialzo lo spread sopra 150 punti, a seguito delle difficoltà del Governo per l'annunciato addio di Arcelor Mittal da Taranto. Il Gruppo (-1,41%) scivola in Borsa insieme ai rivali con il calo delle quotazioni di alluminio (-0,3%), rame (-0,84%), ferro (-2,23%) e acciaio (-1,29%). Glencore cede il 3,8%, Anglo American il 3,1% e Bhp il 2,77%. Segno meno per i bancari inglesi Standard Chartered (-2,7%), Hsbc (-2,5%) e Lloyds (-1%), giù Deutsche Bank (-1,8%), Unicredit (-1,3%), Banco Bpm (-1,21%) e Ubi (-1,2%). Negativi i futures Usa in assenza di dati, mentre gli occhi sono puntati sull'audizione del presidente della Fed Jerome Powell in parlamento mercoledì prossimo.

La produzione industriale a settembre è diminuita dello 0,4% su agosto e del 2,1% sullo stesso mese del 2018. Lo rende noto l'Istat, con il dato corretto per gli effetti del calendario.

L'Istat sottolinea che il calo tendenziale di settembre (-2,1% corretto per gli effetti di calendario con 21 giorni lavorativi a fronte dei 20 di settembre 2018) è la settima flessione tendenziale consecutiva. Nella media del terzo trimestre la produzione mostra una flessione congiunturale dello 0.5%. Nella media dei primi nove mesi dell'anno l'indice ha registrato una flessione tendenziale dell'1%. .A settembre Si registra un aumento della produzione congiunturale dei beni di consumo dello 0,7% e di quella dei beni strumentali dello 0,6% mentre per i beni intermedi e per l'energia si è registrato un calo della produzione rispettivamente dell'1% e dell'1,1%. Su base annua il calo del 2,1% della produzione industriale è il risultato di un aumento dell'1,2% per i beni di consumo e di un calo del 2% per i beni strumentali, del 5,2% per i beni intermedi e dello 0,1% per l'energia.

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