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In che modo un Asset Manager influenza attivamente le società in cui investe? Ecco come funziona l’engagement in pratica

Nel dibattito su come gli investitori possano incoraggiare una ripresa dell’economia maggiormente sostenibile, l’engagement, inteso come il coinvolgimento dell’asset manager nelle vicende aziendali, diventa lo strumento attraverso il quale influenzare attivamente il processo decisionale delle società in cui investe. Abbiamo chiesto a Elly Irving, Head of Engagement di Schroders, di spiegarci meglio come funziona in pratica.

 

In che modo le società di investimento attive come Schroders interagiscono effettivamente con le aziende?

Il punto fondamentale è il dialogo su singole questioni con il management o con gli specialisti aziendali, sia attraverso una conversazione telefonica oppure un faccia-a-faccia. A volte vengono organizzate visite in azienda al fine di raccogliere direttamente elementi utili all’analisi di specifiche pratiche come le politiche remunerative, la parità di genere, il coinvolgimento dell’azionariato o il benessere dei dipendenti. Tutto questo si inserisce sempre all’interno di un processo più ampio, che ha degli obiettivi delineati: una valutazione dei criteri ESG oppure delle ricerche tematiche per esempio sull’impiego della plastica, dello zucchero o sull’impatto ambientale.

 

Puoi parlarci di qualche interazione recente? Per esempio con aziende dei servizi dei giacimenti petroliferi?

Le società attive nel settore dei giacimenti petroliferi hanno più del 90% del proprio ricavato derivante dalla produzione di petrolio e gas. Alla fine del 2019 abbiamo acceso un faro su questa industria e sul suo impegno verso la cosiddetta “carbon neutrality”, la neutralità ambientale. Le domande che poniamo sono semplici: cosa state facendo per favorire la transizione verso minori emissioni di CO2? Quali sono i piani per aumentare l’utilizzo di energie rinnovabili? È interessante notare come molte aziende da un lato sottolineano la maggiore economicità degli impianti ad energia rinnovabile (quella eolica per esempio) ma non hanno effettivamente fissato degli obiettivi in termini di spesa e di ricerca su questi temi, così come sui ricavi prodotti da energie alternative.

 

Riguardo al tema “zucchero”, a che punto è la strategia di engagement?

Come molti sanno, lo zucchero dal 2015 è considerato un rischio emergente. Anzitutto sui guadagni di un’azienda, se si pensa ai cambiamenti dei comportamenti dei consumatori o all’implementazione di politiche nutrizionali che favoriscono la salute e combattono l’obesità e il diabete. Il punto è stato capire quali aziende avessero una maggiore “impronta dolce” e quali invece stessero investendo in ricerca e sviluppo di alternative a basso contenuto di zucchero. In termini di risultati, anzitutto ora siamo in grado di quantificare e comprendere il rischio connesso allo zucchero e possiamo quindi di conseguenza decidere come interagire con le aziende su questo tema. D’altro canto la pandemia che stiamo vivendo ha accelerato anche lo sviluppo di programmi alimentari governativi e quindi accresciuto ulteriormente l’attenzione dei principali attori politici sulla presenza di zucchero nei cibi.

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