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Finlogic continua la scalata nel mercato dell’identificazione automatica dei prodotti

“E’ un mercato scalabile e ad alto potenziale di crescita. Abbiamo una serie di strumenti di marketing distintivi che ci permettono di poter raggiungere un gran numero di potenziali clienti e di aggiungere fatturato a quello già esistente. Avendo la necessità di aumentare la capacità produttiva, abbiamo intenzione proseguire con gli investimenti nel 2020, sulla scia di quanto fatto lo scorso anno”. Dino Natale, amministratore delegato di Finlogic, il cui Gruppo conta 220 dipendenti, che opera nel settore dell’identificazione automatica, quindi stampa e lettura di un dato variabile tramite l’utilizzo di etichette autoadesive, guarda con ottimismo al futuro e spiega che “abbiamo una base clienti molto ampia e diversificata che ci permette di non essere legati a un determinato settore merceologico”.

“Inoltre – prosegue Natale - abbiamo dimostrato di avere un track record che attesta la nostra serietà: i risultati del 2019, infatti, confermano il percorso di crescita e sviluppo intrapreso. La presenza territoriale, con tre stabilimenti in Italia, è unica nel nostro settore e ci permette di fornire rapidamente i clienti su tutto il territorio nazionale. Abbiamo anche una serie di strumenti web che aiutano i clienti a fare preventivi, piuttosto che a tracciare i propri ordini. I numeri per crescere ci sono e ci aspettiamo che il mercato continui a seguirci: vorremmo dimostrare ancora una volta che il nostro modello di business funziona e che abbiamo la capacità di crescere a livelli ancora superiori rispetto a quelli ottenuti finora”.  

L’a.d. sottolinea come “in tutti i settori merceologici siamo in grado di fornire etichette autoadesive che poi vengono stampate grazie al trasferimento termico all’interno di stampanti le quali vengono personalizzate con un dato variabile (codice a barre, numero di lotto, dati come ingredienti e allergeni). Parliamo quindi di un’etichetta prodotto che va sia sul mercato primario che su quello secondario”.

“Il nostro modello di business – precisa - è differente da qualsiasi altro produttore perché abbina alla produzione delle etichette anche una serie di prodotti tecnologici. Attraverso la fornitura di stampanti, lettori, terminali, software e assistenza tecnica, copriamo l’intero settore dell’identificazione automatica. Ci presentiamo così ai nostri clienti come fornitori unici di tutti i prodotti. Le etichette autoadesive vengono prodotte in due stabilimenti: uno in Lombardia, l’altro in Puglia. Siamo distributori di stampanti a trasferimento termico in Italia perToshiba e Citizen. Produciamo lettori di codice a barre e facciamo assistenza tecnica su questi prodotti. Produciamo software tramite delle società da noi controllate e sistemi di applicazione automatica delle etichette. Il nostro business model è quindi unico visto che siamo un mix tra una società grafica e una società dell’information tecnology”.

 “Finlogic – ricorda Natale - è nata nel 2002 ma in realtà eredita quella che era un’attività già avviata dalla famiglia Battista con Italcode, una società che operava principalmente nel Sud Italia. Con la nascita di Finlogic ci siamo espansi a livello nazionale cosa che, nel 2010, ci ha permesso di aprire uno stabilimento in Lombardia e nel 2012 di entrare nel progetto élite di Borsa Italiana. Da quel momento, fino alla quotazione in Borsa, abbiamo registrato ogni anno una crescita del fatturato a doppia cifra e abbiamo effettuato una serie di acquisizioni”.

Grazie alla quotazione in Borsa “nel 2017 abbiamo raccolto 6 milioni e mezzo di euro con un piano di investimenti che ha seguito due direttrici principali. La prima era legata a voler incrementare la capacità produttiva dei nostri stabilimenti con investimenti materiali. La seconda si basava su un programma di acquisizioni in un mercato, quello dell’identificazione automatica e della produzione di etichette, molto frammentato. In particolar modo in Italia. Nel nostro Paese è un mercato da 600mila euro, in Europa di circa 5 miliardi e mezzo. In Italia gli operatori sono più di 500 di cui il 90 per cento ha un fatturato sotto i 5 milioni di euro. Per noi questo rappresenta un’opportunità di acquisire società del settore e quindi di crescere velocemente. Fino ad oggi abbiamo fatto otto acquisizioni dall’IPO e abbiamo dieci società controllate. Le nostre target sono system integrator, ovvero società che vendono tecnologia nel nostro settore (stampanti, lettori, terminali, software e assistenza tecnica) e in aggiunta quelle che forniscono etichette autoadesive e i ribon”.

“Oltre a dare un prodotto – continua l’amministratore delegato - forniamo un servizio e per stare vicini ai clienti abbiamo acquisito due società in Piemonte, ne controlliamo tre in Lombardia e ne abbiamo un’altra a Firenze. All’interno dei prodotti che forniamo, abbiamo voluto inserire nel paniere una serie di prodotti affini. Per questo, nel luglio 2019, abbiamo acquisito Mobile Project, una società che produce software. A gennaio 2019 abbiamo acquisito anche un’altra società che si chiama Smart lab industrie 3d, che distribuisce stampanti: così abbiamo introdotto nell’oggetto 3d il concetto di identificazione automatica. In questo modo siamo in grado di produrre un oggetto che ha un tag, quindi un microchip con un’antenna, che gli permette di trasferire un’informazione che si trova all’interno di un oggetto. Siamo cioè in grado di realizzare un oggetto, o un suo componente, che possa trasmettere un’informazione”.

Inoltre “a fine 2019 abbiamo deciso di acquistare STAF Srl, una società concorrente di produzione di etichette, con sede a Piacenza, ma che realizza anche prodotti diversi. Grazie a questa acquisizione, che ci permette di raggiungere i clienti all’estero, abbiamo aumentato del 30% la nostra capacità produttiva. In più, questo stabilimento, ci permette di produrre etichette in materiale molto speciale soprattutto per il settore automotive ed elettronica”.

Inoltre, sempre l’anno scorso, “abbiamo acquisito una società, Socialware Italy, che si occupa di web marketing, internalizzando un servizio di cui ci servivamo, ovvero la generazione di led tramite il web e i social. Socialware ci ha aiutato a fare una serie di attività sul web capaci di catturare l’interesse di potenziali clienti. Nel 2020 implementeremo questo servizio su tutte le società del gruppo. L’obiettivo è quello di realizzare nuovi led a cui vendere nuovi prodotti. Chiaramente l’attività di M&A non si ferma qui: ci auguriamo di fare un’operazione in Italia e una in Spagna. Nel nostro Paese puntiamo ad un’acquisizione di una system integrator, quindi comprare mercato tramite società commerciali per poter vendere i nostri prodotti ai loro clienti, etichette comprese. In Spagna, dove siamo già presenti commercialmente, sarebbe interessante acquisire un produttore di etichette”.

In che modo potreste beneficiare dei nuovi PIR? “Sicuramente abbiamo beneficiato della prima tornata e quando ci siamo quotati, la liquidità che hanno portato sul mercato AIM ha fatto sì che a Finlogic arrivassero richieste di sottoscrizioni di aumento di capitale che ci hanno permesso di raddoppiare la nostra raccolta. Oggi, grazie ai nuovi PIR, potremmo avere ancora maggiore liquidità sul titolo che secondo me è inferiore rispetto a quello che può valere”.

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