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'Democrazia, chiave dell'Europa del futuro'

Vice presidente della Commissione Suica, 'cittadini al centro'

Una democrazia partecipata è la chiave per costruire l'Europa del futuro e il coinvolgimento attivo dei cittadini ne è la condizione indispensabile. La vicepresidente della Commissione europea Dubravka Suica, titolare del portafoglio 'Democrazia e demografia' e a capo della 'Conferenza sul Futuro dell'Europa', racconta all'ANSA il lavoro per la costruzione di un'Unione resiliente e proiettata verso una dimensione che va molto oltre "la vita politica di ciascuno di noi".
    Sfide nuove, complicate dai rapidissimi mutamenti imposti dalla pandemia ma anche da questioni annose e forse troppo trascurate in passato. "Non possiamo lasciare la gente per cinque anni, tra un'elezione e l'altra, senza un'interazione democratica" ma vogliamo invece "ascoltare i cittadini che hanno molto da dire", anche quelli che "sono contro il progetto europeo, che hanno paure o preoccupazioni".
    Ed ecco il perché della Conferenza sul Futuro dell'Europa, un approccio totalmente nuovo "fatto di eventi, dialoghi, confronto". 
   Una piattaforma digitale "aperta, trasparente, inclusiva" che è "l'hub della conferenza" e nella quale può entrare chiunque con proposte e idee, ma anche quattro panel di cittadini provenienti da tutte le parti dell'Europa, la metà donne e un terzo giovani tra i 16 e i 25 anni. E una plenaria prevista per il 22-23 ottobre a Strasburgo. Il primo dei quattro panel, 200 i partecipanti, si è svolto sempre a Strasburgo dal 17 al 19 settembre sui temi dell'economia, del lavoro, della transizione digitale. Solo parole e dibattiti? Roba del passato commenta la vicepresidente Suica. La differenza tra ieri e oggi sta in due parole "follow-up e feedback". Le idee, le conclusioni, i suggerimenti non rimarranno sulla carta ma finiranno in un documento di raccomandazioni per le Istituzioni Ue che dovranno tenerne conto.

Ma che cosa c'entra la democrazia con la demografia? "Senza un accurato studio delle tendenze demografiche non è possibile elaborare una politica economica" nella quale l'idea di sviluppo deve partire dal basso. "La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha realizzato che l'invecchiamento della popolazione è un grande problema. e mi ha chiesto di fare il primo report sul cambiamento demografico in Europa". Dal documento, uscito nel giugno 2020: emerge "che la popolazione europea è anziana e che è necessario trovare modi per sostenere la crescita economica e incrementare la produttività". "La sostenibilità del sistema pensionistico e sanitario che non è di competenza dell'Ue ma dei governi nazionali, inevitabilmente finirà per diventarlo", osserva Suica.

"Quello in cui vivono gli europei è un momento davvero molto complicato" e "nel libro verde che abbiamo realizzato abbiamo reso evidente che dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, i nostri modelli di consumo a livello energetico, le nostre abitudini". Tra le vie d'uscita anche la valorizzazione delle aree rurali che costituiscono l'80 per cento della superficie dell'Europa ma nelle quali vivono solo un terzo degli europei. " Borghi e campagne hanno un grosso potenziale attrattivo e noi vogliamo investire in questo. Durante la pandemia è diventato evidente che la vita nelle aree rurali può essere migliore di quella delle città a patto che la copertura di internet sia totale. Non è solo questione di infrastrutture come la posta o l'asilo nido: la rete può creare nuovi lavori. Oggi non si chiede dove sei ma quanto sei connesso. Ed è su questo che vogliamo investire. Un'altra delle strade per rendere l'Europa resiliente di fronte alle crisi future". 

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